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La fotografia e l’arte del cestinare
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Autore Messaggio
frank66
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Messaggi: 5726
Località: Milano

MessaggioInviato: Mer 11 Dic, 2013 10:51 pm    Oggetto: La fotografia e l’arte del cestinare Rispondi con citazione

Voglio condividere con voi questo evento: ho ricominciato a cestinare!
A praticare cioé quella nobile arte che mi era risultata improvvisamente ostica dal momento in cui cominciai a scattare in digitale.
Tante volte mi sono chiesto perché fosse tanto difficile fare click sul tasto “canc”, nonostante mi trovassi di fronte a fotografie palesemente da buttare, e alla fine ho identificato due principali cause del problema.
La prima ha a che fare con la psiche ed é legata alla sovrapproduzione di immagini digitali. Quando si scattano 10 fotografie quasi identiche allo stesso soggetto (intanto prima di riempire una scheda ce ne vuole), poi diventa difficile selezionarne una. Il cervello va in cortocircuito ed opta per la soluzione meno stressante, ovvero evitare. Meglio non cancellare niente, poi ci si ritornerá su un’altra volta, con piú calma. Ma poi non ci si ritorna su mai e le foto continuano ad accumularsi inesorabilmente nell’hard disk.
Il secondo motivo é di carattere tecnologico. Nel cosiddetto “sviluppo digitale” le possibilitá di recupero di difetti di esposizione, composizione, prospettiva, etc (senza voler menzionare gli interventi piú drastici e manipolatori, tipo timbro clone e affini) sono decisamente maggiori rispetto alla pellicola, ma soprattutto alla portata di tutti. Quindi, se uno scatto sbagliato lo posso recuperare facilmente in post, perché mai dovrei buttarlo?!

A questo punto non posso fare a meno di aprire una parentesi e menzionare, a beneficio dei piú giovani, cosa significava ad esempio scattare con pellicola DIA, magari a bassa sensibilitá. Se un terzo di stop di errore nell’esposizione poteva far scendere una lacrimuccia per l’occasione mancata, mezzo stop portava direttamente la foto nel cestino! Chiusa parentesi.

I due fenomeni menzionati, da me identificati come cause principali del “disturbo da scarsa cestinatura”, penso che rappresentino oltretutto delle vere e proprie trappole per il fotografo. Perché la tendenza agli scatti molteplici, se da un lato puó effettivamente aumentare la probabilitá di ottenere lo scatto buono, dall´altro induce a poco a poco la perdita della capacitá di concentrarsi veramente sul soggetto, di valutare il momento giusto, insomma, di essere totalmente consapevoli della fotografia che si sta scattando. Alla lunga credo che gli svantaggi superino i vantaggi e si rischi di diventare peggiori fotografi.
Anche la possibilitá di intervenire massicciamente in postproduzione per correggere difetti ed errori ha un effetto analogo al precedente, cioé induce gradualmente il fotografo a sottovalutare l’importanza delle decisioni da prendere in fase di scatto, quindi, ancora una volta, alla lunga, puó generare un impoverimento delle capacitá di fotografo (magari si diventa professionisti di photoshop, ma questo é un altro dicorso).

Tornando al tema, a che serve cestinare? Indubbiamente a migliorarsi come fotografi, perché cestinare significa autovalutazione e autocritica. Perché se ho il coraggio di buttare via una foto perché non mi convince totalmente, dopo saró costretto a riprovarci, fino a che non ottengo un risultato che mi soddisfi. Se invece la conservo, implicitamente me ne sto accontentando. E quando uno si accontenta diventa piú difficile che riesca a migliorarsi.

E’ buffo (ma vorrei dire tragico) osservare nel forum le reazioni di autori che si sentono offesi se la foto che hanno messo a commento viene definita “da cestinare”. Invece di offendersi dovrebbero ringraziare l’autore di un tale saggio consiglio. Al contrario, il termine“cestinare” sta diventando una sorta di tabú, quasi racchiudesse un concetto politicamente scorretto. Tanto che é meglio non usarlo, e guai se lo fanno i commentatori ufficiali; vengono subito tacciati di insensibilitá e crudeltá gratuita Wink.

Ragazzi, seguite il mio consiglio: iniziate (se non lo avete mai fatto), oppure, come me, riprendete a cestinare (se aveste smesso).
Fatelo, ma fatelo senza pietá !

_________________
Franco
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Ultima modifica effettuata da frank66 il Gio 12 Dic, 2013 12:48 am, modificato 1 volta in totale
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milladesign
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Iscritto: 19 Lug 2007
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MessaggioInviato: Mer 11 Dic, 2013 11:16 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

se ci fosse il fatidico tastino "mi piace" lo cliccherei al volo.
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Giorgio

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Sisto Perina
bannato


Iscritto: 16 Giu 2007
Messaggi: 21879

MessaggioInviato: Gio 12 Dic, 2013 12:44 am    Oggetto: Rispondi con citazione

Very Happy
Se hai notato la mia frequenza nel postare le foto capirai che sono un abile cestinatore Very Happy
Urca...pensandoci bene però dovrei eliminare metà della mia galleria e l'altra metà metterla in dubbio Triste

ps
Io questa tua la metterei in MEMO Mandrillo
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alepacca
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Iscritto: 17 Gen 2007
Messaggi: 1680
Località: Macerata

MessaggioInviato: Gio 12 Dic, 2013 8:31 am    Oggetto: Rispondi con citazione

Questo non è di certo un intervento da cestinare!

Quando torno a casa con la scheda piena, è per me il momento più difficile... mettersi a guardare una ad una le foto e scegliere. Veramente stressante!

Dei figli poi, mi tenevo anche le foto mosse e sfocate.

Ne sto venendo fuori però...

Alessandro

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Luigi T.
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Messaggi: 6213
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MessaggioInviato: Gio 12 Dic, 2013 8:34 am    Oggetto: Re: La fotografia e l’arte del cestinare Rispondi con citazione

frank66 ha scritto:
E’ buffo (ma vorrei dire tragico) osservare nel forum le reazioni di autori che si sentono offesi se la foto che hanno messo a commento viene definita “da cestinare”. Invece di offendersi dovrebbero ringraziare l’autore di un tale saggio consiglio. Al contrario, il termine“cestinare” sta diventando una sorta di tabú, quasi racchiudesse un concetto politicamente scorretto. Tanto che é meglio non usarlo, e guai se lo fanno i commentatori ufficiali; vengono subito tacciati di insensibilitá e crudeltá gratuita.

Concordo su tutto ma soprattutto su questo.

Per la decimazione delle foto... non saprei. Mi farebbe male, sarebbe meglio lo facesse qualcun altro al posto mio! Occhio non vede... cuore non duole! Ops

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AlexFoto
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MessaggioInviato: Gio 12 Dic, 2013 8:37 am    Oggetto: Rispondi con citazione

In questi giorni stavo pensando di creare un topic che, seppure indirettamente, in parte riguardava pure l'aspetto da te menzionato.
L'idea originale sarebbe stata chiedere ai possessori di fotocamere da oltre 20mb, ma meglio oltre i 30mb, quanto queste dimensioni avessero influito (o meno) nel quantitativo di scatti effettuati rispetto al passato e, conseguentemente, nel cestinare quelle non venute bene.

Ora il dubbio amletico esistenziale Very Happy , vale la pena creare un topic separato di sana pianta, oppure si fà una frullata qui considerando che rimarrebbe in parte in tema? Rolling Eyes

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Pasi
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MessaggioInviato: Gio 12 Dic, 2013 9:41 am    Oggetto: Rispondi con citazione

Anche per me è una discussione da MEMO. Sottopongo la questione al moderatore di sezione...

Ho migliorato abbastanza la mia fotografia quando ho iniziato a cestinare, su suggerimento del forum. Il vecchio 3 su 36 è ancora valido... anzi, in digitale ancora di più!

Oltretutto c'è un effetto collaterale... gli amici, vedendo solo le foto venute "bene" (o perlomeno decenti), hanno iniziato a pensare che sia bravo a far foto Very Happy

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Sisto Perina
bannato


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MessaggioInviato: Gio 12 Dic, 2013 9:48 am    Oggetto: Rispondi con citazione

Tempo fa il buon "vecchio" Nencioni (se non erro) aveva proposto un insolito ma funzionante sistema per iniziare a ragionare durante uno scatto anzichè fare migliaia di foto e portare tutto a casa:
Suggeriva di inserire nella macchina digitale la scheda con la minor capienza possibile per cui prima di riempirla tutta (e col raw ciò avverrebbe facilmente) si sarebbe costretti a non abusare del click ma a dosarlo saggiamente...
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4ast
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MessaggioInviato: Gio 12 Dic, 2013 12:43 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

il pensiero di cestinare le foto va e viene in me ad intervalli di tempo più o meno regolari. A volte mi metto anche a sfoltire qualche cartella, mentre altre volte cancello direttamente sulla sd dalla fotocamera. Il mio buon proposito per il 2014 è quello di diventare più metodico in questo, in modo da aumentare l'autocritica verso i miei errori, imparare a riconoscerli e magari....chissà...evitarli in fase di composizione/scatto. Pallonaro
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stepp
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MessaggioInviato: Gio 12 Dic, 2013 5:20 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Sisto Perina ha scritto:
Tempo fa il buon "vecchio" Nencioni (se non erro) aveva proposto un insolito ma funzionante sistema per iniziare a ragionare durante uno scatto anzichè fare migliaia di foto e portare tutto a casa:
Suggeriva di inserire nella macchina digitale la scheda con la minor capienza possibile per cui prima di riempirla tutta (e col raw ciò avverrebbe facilmente) si sarebbe costretti a non abusare del click ma a dosarlo saggiamente...


@Frank ottimo post, grazie.....

Se il mio voto può valere qualcosa per farlo diventare MEMO, voto a favore.....

@Sisto: di questa cosa ne parlavo l'altra sera con un mio amico fotografo al circolo..... Gli dicevo appunto che per ovviare alla sovrabbondanza di spazio bastava mettere una scheda di bassissima capacità (e portarsi solo quella senza barare).... in mancanza di autocontrollo (e io ne mancassi come direbbe Totò....) Potrebbe essere un'idea Smile
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frank66
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MessaggioInviato: Gio 12 Dic, 2013 5:31 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Mi fa piacere vedere che non sono il solo a considerare la sovrabbondanza di scatti come una vera e propria piaga sociale. Ultimamente mi sto imponendo di non schiacciare il pulsanto di scatto se giá in fase di ripresa non sono del tutto convinto di quello che vedo. Il prossimo passo sará quello di non alzare neanche la fotocamera. Non é facile, ma sono sicuro che é utile, anzi necessario Diabolico
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MessaggioInviato: Gio 12 Dic, 2013 6:46 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Io penso che ognuno di noi dovrebbe pensare ad un elenco di parametri per aiutarsi nella scrematura, sia nella fase iniziale, cioè nel numero di scatti, sia nella fase successiva, di eliminazione.
Magari ponendosi pure degli obiettivi realistici, eventualmente variabili in funzione dell'occasione.
Se la cosa interessa potrei fare qualche cenno sui criteri che cerco di seguire, poi naturalmente ognuno libero di seguire i sistemi che ritiene più adatti per sé stesso.

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frank66
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MessaggioInviato: Gio 12 Dic, 2013 7:44 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

AlexFoto ha scritto:

Se la cosa interessa potrei fare qualche cenno sui criteri che cerco di seguire, poi naturalmente ognuno libero di seguire i sistemi che ritiene più adatti per sé stesso.


Interessa, interessa ! Smile

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stepp
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Iscritto: 03 Nov 2012
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MessaggioInviato: Gio 12 Dic, 2013 8:07 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Certo che interessa!!! Ok!
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AleZan
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Iscritto: 16 Giu 2006
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MessaggioInviato: Ven 13 Dic, 2013 12:00 am    Oggetto: Rispondi con citazione

Una considerazione preliminare: l'equivalenza digitale = bulimia di scatti è vera solo per noi poveri diavoli che abbiamo budget limitati. Ai tempi della sola pellicola chi aveva budget seri, scattava a raffica nè più nè meno che ora in digitale.

Il tema dello scarto, o meglio della scelta, è veramente un tema magistrale. Tanto complesso che ci sono persone che lo fanno di mestiere, i photoeditor.

In realtà bisognerebbe considerare anche il fatto che una foto è "bella" o "non bella" anche in funzione dello scopo per il quale è stata scattata. Ci sono foto belle ma che non servono allo scopo per cui siamo usciti di casa con la fotocamera, e finiscono scartate.

Trovo che uno dei fattori che complicano di più la scelta (e che ci fa prendere delle cantonate) è quanto ci leghiamo emotivamente ad un'immagine.
Mi spiego: quando scattiamo una foto, dentro di noi fissiamo non solo l'immagine ma un complesso di ricordi, emozioni, sensazioni che abbiamo vissuto al momento dello scatto.
Questo non lo condividiamo con chi poi vedrà la foto, ma inevitabilmente ci lega a quell'immagine è ci rende difficile abbandonarla.
Alle volte mettere del tempo fra lo scatto e la scelta può essere utile. Josef Koudelka ha più volte dichiarato pubblicamente di far passare mesi tra il momento dello scatto a quello della scelta.

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Luigi T.
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Messaggi: 6213
Località: CAGLIARI

MessaggioInviato: Ven 13 Dic, 2013 8:12 am    Oggetto: Rispondi con citazione

AleZan ha scritto:
Trovo che uno dei fattori che complicano di più la scelta (e che ci fa prendere delle cantonate) è quanto ci leghiamo emotivamente ad un'immagine.
Mi spiego: quando scattiamo una foto, dentro di noi fissiamo non solo l'immagine ma un complesso di ricordi, emozioni, sensazioni che abbiamo vissuto al momento dello scatto.
Questo non lo condividiamo con chi poi vedrà la foto, ma inevitabilmente ci lega a quell'immagine è ci rende difficile abbandonarla.
Alle volte mettere del tempo fra lo scatto e la scelta può essere utile.

Verissimo!!!

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milladesign
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MessaggioInviato: Ven 13 Dic, 2013 12:39 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

AleZan ha scritto:

Josef Koudelka ha più volte dichiarato pubblicamente di far passare mesi tra il momento dello scatto a quello della scelta.


lungi da me voler fare paragoni quanto meno azzardati, ma è più o meno la tattica che adotto io (non mesi, ma settimane), un po' per questioni di tempo e di arretrati da smaltire, un po' per scegliere in maniera più lucida.

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Giorgio

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MessaggioInviato: Ven 13 Dic, 2013 6:27 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

I parametri che seguo non sono niente di trascendentale.
- Lo scatto è facilmente ripetibile nel tempo?
Se la risposta è si, cancellare senza pietà.
- Lo scatto presenta il soggetto in un attimo particolare?
Se l'area di interesse, rispetto al fotogramma, presenta una sufficiente possibilità di crop, ma occorre un certo tempo durante il postwork, rimandare il tutto in seguito.
- Preferibilmente non scattare più di 2 fotogrammi dello stesso soggetto con variazioni minime
- Osservando l'istogramma ad ogni scatto cancellare subito quelli sovraesposti o palesemente sottoesposti
- Nel caso sia necessario pagare qualcosa, cancellare solo gli scatti venuti male irrecuperabili (tipo fuori fuoco, mosse o con insufficiente profondità di campo), mettendo da parte gli scatti simili, in modo da limitare il postwork all'essenziale
- Inviare (con tempi più o meno biblici a seconda della propria scadente connessione Adsl) jpg ad alta risoluzione in diversi free image hosting sparsi per il web delle immagini che dispiace cancellare sebbene "non perfette", in modo da non occupare spazio proprio
- uso di una scheda di memoria di bassa capacità
- mai scattare a raffica

Idealmente l'obiettivo iniziale consisteva nel riuscire a raggiungere un numero di scatti non superiore a quanto disponibile in una pellicola a 35mm, ma poi ho notato che gli eccessi non risultavano adatti per me, es. quando fotografo qualche evento, con il digitale non mi faccio problemi a fotografare la scheda descrittiva (quando presente), questo inevitabilmente comporta un aumento nel numero di scatti, quindi preferisco aggiungere maggiore flessibilità in base all'occasione piuttosto che essere super rigido.

Nota:
Scattare poco però a volte mi ha comportato scatti persi perché non mi sono reso conto, dal monitor Lcd, che non erano venuti come avrebbero dovuto ..., quindi se anche l'eccesso guasta, pensare a qualche scatto in più, magari in base al soggetto, non è una tragedia.

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MessaggioInviato: Ven 13 Dic, 2013 6:34 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

AleZan ha scritto:
Una considerazione preliminare: l'equivalenza digitale = bulimia di scatti è vera solo per noi poveri diavoli che abbiamo budget limitati.

Non penso sia valida questa equivalenza perché nel digitale il numero degli scatti "è gratis", mentre l'eccesso comporta problematiche di tempi, per il postwork, e per lo stoccaggio.

AleZan ha scritto:
Ai tempi della sola pellicola chi aveva budget seri, scattava a raffica nè più nè meno che ora in digitale.

Perché il costo della pellicola, rispetto al lavoro da svolgere, rimaneva irrisorio, mentre risultava indispensabile portare a casa il risultato, cosa non visibile, immediatamente, come accade con il digitale.

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Pasi
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MessaggioInviato: Sab 14 Dic, 2013 9:11 am    Oggetto: Rispondi con citazione

AleZan ha scritto:
In realtà bisognerebbe considerare anche il fatto che una foto è "bella" o "non bella" anche in funzione dello scopo per il quale è stata scattata.

Giusto. In occasione di eventi che sono chiamato a raccontare (un concerto, una festa... anche tra amici, o il battesimo di un nipote) sono più elastico, e scarto meno foto. Magari una foto non è tecnicamente perfetta, ma racconta qualcosa, oppure è l'unica foto del tal parente che ho per quell'occasione... allora la lascio. In questi casi la mia media di scarto è tra il 30 ed il 50%.

In altre occasioni, paesaggi, close-up, etc etc, lo scarto è molto più alto! Lì provo a scartare senza pietà, in fondo di un paesaggio quando ne porto a casa una buona basta, no? Smile

AleZan ha scritto:
Trovo che uno dei fattori che complicano di più la scelta (e che ci fa prendere delle cantonate) è quanto ci leghiamo emotivamente ad un'immagine.

Verissimo! Le foto ai nipoti sono le più difficili da scartare! E ancora non ho figli! Very Happy

AleZan ha scritto:
Alle volte mettere del tempo fra lo scatto e la scelta può essere utile. Josef Koudelka ha più volte dichiarato pubblicamente di far passare mesi tra il momento dello scatto a quello della scelta.

Anche qui non posso che quotare. Quando il tempo lo permette, qualche settimana di stacco mi aiuta ad essere più lucido, più oggettivo e di fare molto prima. Scartare il giorno dopo, specialmente se "emotivamente coinvolto", non mi viene bene.
Le foto della mia laurea sono state lì in attesa per tre mesi prima di essere vagliate ed archiviate. Mah

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