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Antiche tecniche di stampa - La CIANOTIPIA

 
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Autore Messaggio
bulvio
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Iscritto: 26 Gen 2010
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MessaggioInviato: Mar 04 Gen, 2011 12:48 pm    Oggetto: Antiche tecniche di stampa - La CIANOTIPIA Rispondi con citazione

Su suggerimento di mike1964, dopo aver pubblicato un portfolio realizzato con questa tecnica (http://www.photo4u.it/viewcomment.php?p=4074651), provo a illustrare questa tecnica, antica quanto basta, relativamente semplice ed economica e che potrebbe dare parecchie soddisfazioni.
L'idea è anche quella di coniugare le moderne tecniche digitali con l'utilizzo di questa modalità di stampa tutt'altro che digitale.


Ciano di Fulvio Varone, su Flickr

Partiamo dall'inizio.

La Cianotipia è un’antica tecnica di stampa fotografica, ideata nel 1842 dallo scienziato ed astronomo John Herschel, a pochi anni dalla nascita della fotografia da parte di Fox Talbot in Gran Bretagna e Louis Daguerre in Francia.
Si basa sulla reazione chimica di due composti a base di ferro: il ferro ammonio citrato e il ferricianuro di potassio, che, opportunamente miscelati, diventano sensibili alla luce conferendo alla carta trattata una tipica colorazione blu.
Sovrapponendo per contatto alla carta sensibilizzata un negativo di grande formato, ed esponendo alla luce ultravioletta, si ottengono stampe di qualità dal basso costo e dalle caratteristiche uniche.
Specialisti del settore sono quelli del Gruppo Namias (http://www.grupponamias.com/), sul cui sito potete trovare numerose informazioni su questa e su altre tecniche di stampa antiche.

::: I chimici :::

Il ferricianuro di potassio e il ferro-ammonio-citrato verde (mi raccomando, che sia verde... c'è anche la versione bruna, ma non è altrettanto efficace...) possono essere reperiti su internet. Io li ho presi sul sito ars-imago.com, che è abbastanza fornito. Purtroppo non è facilissimo recuperare i chimici puri, per cui ci vuole un po' di pazienza.
Una confezione di 100g + 100g dei due componenti è sufficiente per produrre parecchie stampe.
I due componenti vengono venduti in forma solida, in polvere il ferroammonio e in cristalli sminuzzati il ferricianuro, e sono da diluire in acqua distillata in base alla ricetta scelta.
Quella che ho usato io è questa:
- Soluzione A: ferroammonio citrato verde 20g + H2O 100 ml
- Soluzione B: ferricianuro di K 8g + H2O 100 ml
Potete utilizzare delle bottigliette di vetro scuro, tipo quelle dei medicinali in gocce.
Una volta disciolti per bene, i due componenti vanno uniti in quantità 50%+50% per ottenere la soluzione sensibile alla luce, che non è stabile nel tempo e dura poco una volta fatta. Per fare ciò io uso due siringhe senza ago e un bicchierino da caffè in cui metto l'occorrente per 2-3 fogli al massimo, tipo 10 ml in tutto (5+5).

::: La carta e la sensibilizzazione :::

Come carta va benissimo la Fabriano ruvida, più è pesante meglio è. In alternativa, e la cosa secondo me è consigliata anche per le fasi successive, è farsi amico un tipografo, che ha a disposizione di solito anche carte artistiche in cotone, martellate, ecc...
La stesura della soluzione A+B sulla carta può essere fatta con diverse tecniche, e la più facile, che ho utilizzato anch'io, è l'utilizzo di un pennello. E' importante che la soluzione non venga mai in contatto con parti metalliche, che possono alterare chimicamente i componenti. Per questo chiedete in un colorificio se hanno pennelli senza parti metalliche.
Stendete la soluzione a mani incrociate, molte ciano che ho visto sono state stese senza arrivare ai bordi carta, creando così una sorta di cornice irregolare e di effetto.
Di solito per un foglio 30x40 servono circa 5 ml di soluzione A+B (giusto per farsi un'idea).
Una volta sensibilizzata la carta, che diventa gialla, questa va fatta asciugare al buio (o quasi).

::: Il negativo :::

La parte più complicata della faccenda è proprio la stampa del negativo.
Io ho utilizzato un supporto inkjet speciale, che viene utilizzato in ambito grafico industriale per la produzione delle pellicole positive per l'incisione delle matrici.
Per questo prima dicevo che potrebbe essere saggio conoscere un tipografo, un serigrafo o chi per essi.
In alternativa, credo che qualsiasi foglio di carta da lucidi per inkjet vada bene.
Scegliete un'immagine dal vostro repertorio, invertitela con photoshop e stampatela nel formato che volete.
Un'altro consiglio è, prima di stampare le immagini vere, provare con questo: http://www.botzilla.com/blog/archives/000544.html
Se siete familiari con l'inglese, vi spiega come creare una griglia (c'è uno script per photoshop) da stampare per verificare come reagisce la cianotipia in base al negativo e al supporto utilizzato, in modo da poter correggere la curva ed ottenere la gamma dinamica voluta.

::: Esposizione :::

La carta sensibilizzata è sensibile solo ai raggi ultravioletti, per cui occorre la luce del sole diretto o in alternativa una lampada UV. Vanno bene quelle grafiche dei bromografi (e torna la saggia amicizia col tipografo) o anche quelle per l'abbronzatura (se avete un'amica estetista, forse è anche meglio del tipografo Cool ).
Potete utilizzate una normale cornice a giorno, facendo un sandwich vetro-negativo-carta-supportocornice, mettendo il tutto alla luce. Lasciate magari un pezzetto di carta sensibilizzata fuori, in modo da vedere a che punto è l'esposizione, visibile ad occhio nudo col passare del tempo (attenzione a non sostare troppo sotto gli uv... soprattutto quelli grafici che non sono attenuati).
Non ho parametri per consigliarvi dei tempi opportuni. Le mie cianotipie sono state esposte per 6-7 minuti sotto una lampada UV da 5000W a 1.2 mt di distana. Immagino che al sole pieno serva almeno una mezzo'ora...
La carta esposta diventa di un colore grigiasto-azzurrognolo... così sapete regolarvi.

::: Lavaggio/Sviluppo :::

Lo sviluppo della carta avviene semplicemente con acqua, in vaschette utilizzate per la camera oscura. Passate la carta in diverse vaschette e finite il lavaggio in acqua corrente, come avviene per la carta fotografica. Non è necessario alcun chimico, se non al limite, un po' di acqua ossigenata in una delle vaschette, una spruzzata è sufficiente, in modo da accelerare e aumentare la colorazione blu, che si ottiene tramite ossidazione (da qui l'acqua ossigenata che aumenta l'ossidazione).

Approfondimento:
http://www.grupponamias.com/index.html?http://www.grupponamias.com/menu.shtml

Spero abbiate capito la cosa... in caso contrario chiedete pure...


Ultima modifica effettuata da bulvio il Mar 04 Gen, 2011 12:54 pm, modificato 1 volta in totale
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mike1964
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MessaggioInviato: Mar 04 Gen, 2011 12:53 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

...ottimo... Maiale

Grazie per l'impegno! Smile

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AleZan
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MessaggioInviato: Mar 04 Gen, 2011 2:21 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Complimenti e grazie per il contributo.
Senza dubbio da collocare in Camera Oscura.
Smile

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mike1964
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MessaggioInviato: Mar 04 Gen, 2011 2:23 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

AleZan ha scritto:
Complimenti e grazie per il contributo.
Senza dubbio da collocare in Camera Oscura.
Smile


bisognerebbe pure metterlo tra i tutorial; ma zio Mauri ancora non è attivo? Grat Grat

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claudio44
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MessaggioInviato: Gio 13 Gen, 2011 10:22 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

ciao, manco da molto tempo dal forum però il tuo post è molto interessante, due cose da chiederti, secondo te usando in normale negativo di grande formato (18x24) si avrebbero risultati migliori?
Altra cosa, la lampada a d ultravioletti deve essere usata avendo l'accortezza di indossare degli occhiali che schermano i raggi uv? Magari normali occhiali da sole?

Grazie
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Tomash
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MessaggioInviato: Ven 14 Gen, 2011 6:14 am    Oggetto: Rispondi con citazione

Ottimo Ok!
Inserito nel grande memo.
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bulvio
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Iscritto: 26 Gen 2010
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MessaggioInviato: Ven 14 Gen, 2011 9:14 am    Oggetto: Rispondi con citazione

claudio44 ha scritto:
ciao, manco da molto tempo dal forum però il tuo post è molto interessante, due cose da chiederti, secondo te usando in normale negativo di grande formato (18x24) si avrebbero risultati migliori?
Altra cosa, la lampada a d ultravioletti deve essere usata avendo l'accortezza di indossare degli occhiali che schermano i raggi uv? Magari normali occhiali da sole?

Grazie



Ciao
Con un negativo fotografico sicuramente funziona, ma i risultati sono assolutamente imprevedibili. Infatti la soluzione sensibile non risponde alla luce allo stesso modo di una carta fotografica, per cui può capitare che una densità ad esempio del 10% sul negativo non corrisponda ad un nero (che poi è blu) del 90% sulla carta. Ma dipende dal negativo... diciamo che col digitale hai la possibilità di metter mano alle curve e arrivare al risultato voluto.
La lampade uv grafiche (quelle dei tipografi) sono già schermate in una specie di gabbia, quindi la luce tu non la vedi neanche. Quelle da abbronzatura non sono pericolose, per cui basta coprirsi e mettersi al limite un cappellino se non vuoi abbronzarti...
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claudio44
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Iscritto: 15 Dic 2009
Messaggi: 64
Località: napoli

MessaggioInviato: Ven 14 Gen, 2011 2:58 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

ok, grazie, tra non molto, con un amico mi cimenterò con queste affascinanti tecniche e riprodurre immagine come quelle dell'800, magari come questa:
,
però sono certo che per farle come si deve si devono seguire anche gli stessi procedimenti in ripresa di allora con tempi di esposizione lunghi e, magari, sensibilizzando lastre di vetro.
La cosa che mi frena un po' sta nel fatto che molti prodotti chimici sono aggressivi e dannosi per la salute ( come accadeva nel dagherrotipo) quindi prima di iniziare mi devo bene informare sulla manipolazione di dette sostanze, ciao
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bulvio
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Iscritto: 26 Gen 2010
Messaggi: 22

MessaggioInviato: Ven 14 Gen, 2011 3:03 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

da quel che ho capito io, quelle davvero pericolose sono quelle che contengono del cromo, tipo di bicromati di potassio o ammonio per capirci...
Nella ciano è tutto a base di ferro, per cui se non ti bevi le soluzioni non capita niente (ovvio, i guanti magari è meglio metterli...).
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giorgiospugnesi
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Iscritto: 09 Ago 2006
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MessaggioInviato: Gio 20 Gen, 2011 5:51 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Al posto dell'acqua ossigenata, nel lavaggio si può mettere un po' di aceto bianco.

Giorgio

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