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Workflow - I nostri flussi di lavoro
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Autore Messaggio
Eliefra
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MessaggioInviato: Sab 31 Lug, 2010 5:58 pm    Oggetto: Workflow - I nostri flussi di lavoro Rispondi con citazione

Stavo cercando tra i 3d di digital imaging se ci fosse un 3d riguardante i nostri flussi di lavoro dalla A alla Z della PP.

Penso che un bel contenitore di tutto i nostri stili e metodi di lavoro possa contribuire notevolmente a farci pensare in cosa sbagliamo o come potremmo migliorare questa parte fondamentale del nostro lavoro.

Il mio flusso standard è il seguente:

1) Selezione delle foto in Bridge con il sistema delle stelle
2) Passaggio a ACR e bilanciamento del bianco, aumento nitidezza e crop se necessario
3) Passaggio a PS in Tiff
4) Selezione del punto di bianco e di nero e aggiustamento del punto di grigio con la Regolazione Livelli
4) Aumento del contrasto.
5) Aumento della regolazione saturazione e vividezza.
6) Eliminazione del rumore con NeatImage
7) Applicazione della maschera di contrasto.
8) Salvataggio in Tiff con History di PS

Credo che il mio flusso di lavoro non sia ottimale e spero proprio che con un bello scambio di opinioni possa venire fuori qualche bella idea.

La palla a voi! Smile
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tancro
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MessaggioInviato: Sab 31 Lug, 2010 8:46 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

io sto ancora cercando quello che mi si "addice" di più ogni volta però che me ne impongo uno poi non lo seguo e faccio a casaccio Smile però su per giù le cose sono queste

1) Con le bandierine seleziono quelle giuste da quelle errate o irrecuperabili (sfocato, esposizione, taglio, ecc)

2) selezioni con le stelline quelle ricordo 2Stelle e quelle buone 3Stelle

da qui lavoro solo su quelle tre stelle

3) Bilanciamento del bianco, regolatina all'esposizione se necessario, riduzione rumore ecc ecc

4) Scelgo quelle che mi piacciono di più 4Stelle, esporto tutto 234Stelle in jpg

5) Quelle 4Stelle se necessario le ottimizzo per il web o la stampa

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Nicola Giani
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MessaggioInviato: Lun 02 Ago, 2010 10:01 am    Oggetto: Re: Workflow - I nostri flussi di lavoro Rispondi con citazione

Eliefra ha scritto:
Stavo cercando tra i 3d di digital imaging se ci fosse un 3d riguardante i nostri flussi di lavoro dalla A alla Z della PP.

Penso che un bel contenitore di tutto i nostri stili e metodi di lavoro possa contribuire notevolmente a farci pensare in cosa sbagliamo o come potremmo migliorare questa parte fondamentale del nostro lavoro.

Il mio flusso standard è il seguente:

1) Selezione delle foto in Bridge con il sistema delle stelle
2) Passaggio a ACR e bilanciamento del bianco, aumento nitidezza e crop se necessario
3) Passaggio a PS in Tiff
4) Selezione del punto di bianco e di nero e aggiustamento del punto di grigio con la Regolazione Livelli
4) Aumento del contrasto.
5) Aumento della regolazione saturazione e vividezza.
6) Eliminazione del rumore con NeatImage
7) Applicazione della maschera di contrasto.
8) Salvataggio in Tiff con History di PS

Credo che il mio flusso di lavoro non sia ottimale e spero proprio che con un bello scambio di opinioni possa venire fuori qualche bella idea.

La palla a voi! Smile


I punti di nero e di bianco è meglio impostarli in RAW.
Idem l'aggiustamento del punto di grigio.

Perchè aumentare per forza contrasto e saturazione?

Perchè la riduzione del rumore? Ammazza i dettagli e non migliora la foto. Nel 99,9% dei casi non serve...

La maschera di contrasto conviene non applicarla. Meglio farla in fase di esportazione / stampa quando la foto la si utilizza: non sempre è necessaria; l'impostazione che si dà in un caso piuttosto che in un altro è completamente diversa e rischi di precluderti utilizzi della foto (p.e. se la applichi per un'esportazione su DVD, poi non riesci più ad ottimizzare per una stampa 30x45...); è una modifica molto molto distruttiva.

Ho notato anche che lasci che sia il software a guidare il tuo workflow e non viceversa.

Quello che di solito consiglio è:

1) rivedere le foto cancellando senza pietà quelle sbagliate
2) rivedere le foto cancellando senza pietà quelle brutte
3) rivedere le foto cancellando senza pietà quelle inutili
4) rivedere le foto cancellando senza pietà quelle su cui si hanno dubbi
5) rivedere le foto cancellando senza pietà quelle che non vale la pena esporre

Poi, se miracolosamente ne restano ancora, si passa allo sviluppo:

0) crop: una copia virtuale per ogni taglio utilizzabile.
1) regolazione bianco, nero, WB e spazio colore nel RAW converter
2) regolazione livelli di luminosità, creando una copia virtuale per ogni versione "utile" dell'immagine
3) regolazione contrasto, come sopra, per ogni copia virtuale
4) Copia virtuale per ogni eventuale variante di B/N
5) Editing mirato (timbro colne, light painting, HDR, stitching, liquid rescaling, e chi più ne ha più ne metta)
6) Sharpening ed esportazione

In questo modo si arriva ad avere una ventina di versioni per ogni foto, è per quello che se ne deve salvare una ogni mille: altrimenti non se ne esce vivi...
_______


Il flusso di lavoro semplificato per le foto delle vacanze da tenere come ricordo o da montare su slideshow con cui torturare gli amici che hanno avuto la sventurata idea di accettare un invito a cena in settembre, invece è il seguente:

1) caricare le foto nel RAW converter impostando tutte le regolazioni in automatico
2) eliminare quelle eccessivamente orribili
3) raddrizzare gli orizzonti e croppare via gli elementi eccessivamente disturbanti
4) fare un minimo di fine tuning sul WB e sui toni per quelle in cui l'automatismo non ha dato risultati soddisfacenti (statisticamente una su dieci)

Ma ovviamente tutto dipende da cosa vuoi fare con le foto e quanto tempo ci vuoi / puoi spendere.

Non esiste un workflow perfetto.

_________________
Che bello il copia e incolla!
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AleZan
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MessaggioInviato: Lun 02 Ago, 2010 4:32 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Questo argomento è interessante. Se facciamo saltar fuori qualcosa di buono, inserisco il thread nell'indice della sezione ("grande memo"). Smile

Mi trovo d'accordo con Nicola su diverse sue osservazioni. In particolare sul fatto che una parte dell'editing (come ad esempio lo sharpening) è legata al tipo di output che si desidera (web, stampe, grandi stampe...).
Quindi non c'è una regola buona sempre.

La regola base dovrebbe essere quella di "perdere meno dati (qualità) possibile" durante l'editing. Quindi occorre stare molto attenti ad applicare sull'originale degli interventi che sono di fatto irreversibili, come ad esempio lo sharpening o la riduzione rumore. Da qui la convenienza a lavorare il più possibile sul RAW, oppure ad usare i Layer di aggiustamento in Photoshop. Per rendere appunto le modifiche sempre reversibili.

Io faccio più o meno così:
1) Selezione delle foto in Bridge. Metodo delle "stelle" applicate selezionando progressivamente con maggiore severità. Tendo comunque a buttare via molto poco (è più la fatica che il guadagno...).
2) Sul RAW, regolazione nell'ordine (e se serve) di WB, Saturazione, Esposizione, Neri, Luminosità e Contrasto, Chiarezza, Sharpening.
Non applico praticamente mai alcuna riduzione del rumore. Con lo Sharpening non uso la mano pesante e mi avvalgo della Maschera di Camera RAW per applicarlo solo dove serve.
Sugli interventi fin qui vale il "metodo a cipolla".
Poi sulle singole immagini altre eventuali regolazioni se del caso: vignettatura, aberrazione cromatica, taglio e "bolla"....

E' bene ricordare che quel che si vede in Camera RAW (o su un altro convertitore RAW) è solo un'anteprima dell'immagine che verrà prodotta davvero solo quando salviamo (in Jpeg o in Tiff) o quando passiamo l'immagine a Photoshop. Questo significa che in realtà l'ordine delle operazioni che facciamo non influenza il risultato finale. Ad esempio è inutile la precauzione di lasciare lo sharpening per ultimo, cosa invece importante quando lavoriamo su un'immagine Jpeg o Tiff in Photoshop.

A questo punto in Photoshop, l'ultima parte del lavoro è legata al tipo di output che serve.
Per i lavori di stampa più impegnativi:
1) l'output di Camera RAW lo faccio a 16 bit/canale e spazio colore ProPhoto.
2) ricampionamento (bicubico) dell'immagine alle dimensioni in pixel richieste dal driver di stampa per lavorare alla risoluzione nativa (per evitare un ulteriore ricampionamento in stampa).
3) conversione in uno spazio colore "amichevole" per il dispositivo di stampa (se non addirittura nel suo profilo colore). Questo punto e il precedente si basano sulle indicazioni che mi dà lo stampatore.
4) controllo di eventuali fuori gamut.
5) riduzione da 16 a 8 bit/canale e salvataggio in Jpeg con qualità 10 su 12 (da quando ho stampato una serie di 90x135 fatti così, ho definitivamente perso qualsiasi "aristocraticismo" sulla stampa a 16 bit da Tiff...).

Morale: io resto con i RAW corretti su cui ho fatto la maggior parte del lavoro. I Jpeg finali, dopo la valutazione delle stampe, li butto.

Per chiarezza aggiungo che le foto destinate al web o a stampine allegre, quest'ultima parte in PS non la vedono nemmeno da lontano...

ciao Smile

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wilduck
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MessaggioInviato: Lun 02 Ago, 2010 7:23 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Questo il mio flusso:

- Scrematura generale per eliminare gli scatti che non mi soddisfano (in questa fase utilizzo i normali visualizzatori d'immagine Windows, Picasa, più spesso FastPicture Viewer)

- Apro le foto che voglio sviluppare in Lightroom

- Sviluppo della foto con il flusso di Lightroom, dall'alto verso il basso, come è strutturato il programma, limitandomi però a: WB, esposizione, recupero alte luci/ombre, contrasto, saturazione, vividezza, chiarezza...per poi finire con blanda riduzione rumore e sharpening

- Apertura del file TIFF, sviluppato in maniera grossolana in Lightroom, con Photoshop

- In Photoshop di solito uso luci ombre, livelli di regolazione solitamente applicati con layer mask (curve, livelli, bilanciamento)

- Come ultimo passaggio sharpening più aggressivo e riduzione rumore se necessario

- Salvataggio Jpeg e versione web

Wink

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daniele56
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MessaggioInviato: Lun 02 Ago, 2010 9:19 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Interessantissimo argomento che ciclicamente riappare in questo forum.
Ho da sempre sentito anch'io l'esigenza di avere un flusso di lavoro snello e funzionale ed è sempre interessante e costruttivo osservare i diversi metodi tenuti, ma indipendentemente da questo io trovo che il vero nocciolo, come ben spiegava Nicola Giani, sia quello di arrivare ad avere la capacità di scegliere gli scatti che veramente vale la pena di conservare ed elaborare.
Personalmente mi sto impegnando molto su questo con risultati non ancora pienamente soddisfacenti, tutto il resto, per quanto a volte ostico, è solo una questione puramente tecnica.

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wilduck
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MessaggioInviato: Mar 03 Ago, 2010 10:46 am    Oggetto: Rispondi con citazione

daniele56 ha scritto:
....ma indipendentemente da questo io trovo che il vero nocciolo, come ben spiegava Nicola Giani, sia quello di arrivare ad avere la capacità di scegliere gli scatti che veramente vale la pena di conservare ed elaborare.
Personalmente mi sto impegnando molto su questo con risultati non ancora pienamente soddisfacenti, tutto il resto, per quanto a volte ostico, è solo una questione puramente tecnica.


Sicuramente...quoto queste tue parole in toto...

...ho trovato la stessa indicazione su un libro di fotografia che esplicitamente dice che il fotografo fa davvero la differenza tanto in fase di scatto, quanto nella fase di edizione (appunto nella scelta e selezione dei fotogrammi da presentare).

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MessaggioInviato: Mar 03 Ago, 2010 11:26 am    Oggetto: Rispondi con citazione

..scatto sempre in RAW.

1) Scelta delle foto da buttare per motivi "maggiori" con Pixort
2) Un paio di giorni di attesa meditabunda (se è un servizio urgentissimo ovviamente no)
3) Seconda scrematura (stavolta severissima e concettuale ) con Pixort
4) Rinomina definitiva e codificata con Faststone
5) Nikon Capture e trasformazione in JPEG 98%-sRGB
6) Cerotti, timbrocloni e Portraiture vari in PS
7) Crop finale in Faststone (è molto più rapido di PS e non mi rompe l'anima con inutili domande sui DPI)
8) backup quintuplo.

Le foto eliminate lo sono davvero-non salvo le seconde scelte. Tengo i NEF solo delle foto più "importanti", per le altre solo JPEG
Alberto
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daniele56
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MessaggioInviato: Mar 03 Ago, 2010 2:22 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Alberto Nencioni ha scritto:
..scatto sempre in RAW.

1) Scelta delle foto da buttare per motivi "maggiori" con Pixort
2) Un paio di giorni di attesa meditabunda (se è un servizio urgentissimo ovviamente no)
3) Seconda scrematura (stavolta severissima e concettuale ) con Pixort
4) Rinomina definitiva e codificata con Faststone
5) Nikon Capture e trasformazione in JPEG 98%-sRGB
6) Cerotti, timbrocloni e Portraiture vari in PS
7) Crop finale in Faststone (è molto più rapido di PS e non mi rompe l'anima con inutili domande sui DPI)
8) backup quintuplo.

Le foto eliminate lo sono davvero-non salvo le seconde scelte. Tengo i NEF solo delle foto più "importanti", per le altre solo JPEG
Alberto


Alberto comprendo che le necessità di un professionista siano diverse da quelle di un amatore, ma la mia curiosità si sofferma sull'ultimo punto davvero fai backup quintuplo?

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MessaggioInviato: Mar 03 Ago, 2010 4:19 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

daniele56 ha scritto:
Alberto comprendo che le necessità di un professionista siano diverse da quelle di un amatore, ma la mia curiosità si sofferma sull'ultimo punto davvero fai backup quintuplo?

Si. due giornalieri (posta, documenti e fotografie 2010) su due dischi a giorni alterni, più un incrementale di tutto il disco dati il lunedì, mercoledì e venerdì. Tutti i dischi sono da 1 tera.

sono un po' paranoico.... Party spaventato!

Alberto

PS ogni sei mesi tutto il disco dati su DVD, ovviamente. E le flashcard non sono formattate prima che esistano 3 copie su disco
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daniele56
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MessaggioInviato: Mar 03 Ago, 2010 9:45 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Azzzz!!
Io faccio l'incrementale su hd esterno e per le foto due backup, uno su un altro hd esterno e uno su dvd, anche se per pigrizia tendo a trascurare un pò quest'ultimo.
Sull'hard disk del pc per motivi di spazio tengo solo gli scatti dell'anno in corso. Inoltre salvo ancora gli scatti migliori in tif, perchè se voglio rimetterci mano non sempre ho voglia di ripartire dal raw ( forse sbaglio).
Sono però tentato anch'io di provare a seguire la linea di Alezan che per quanto riguarda lo spazio occupato mi sembra la migliore.

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fabiobr
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MessaggioInviato: Mer 04 Ago, 2010 5:55 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

daniele56 ha scritto:
Interessantissimo argomento che ciclicamente riappare in questo forum.
.

alllora vi posto un quesito a bruciapelo...
devo formattare l'hd per motivi che non vi sto' qui' ad elencare..
ho:
lightroom 3.0
ps cs 5

li installo entrambi o e' sufficiente solo il primo?

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PENTAX K-X
_______________________________________ogni popolo ha il governo che si merita...
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MessaggioInviato: Mer 04 Ago, 2010 7:25 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

fabiobr ha scritto:
...lightroom 3.0
ps cs 5

li installo entrambi o e' sufficiente solo il primo?

...come dicono anche sui tutorial di LightRoom: fanno cose diverse. LR è un potente organizzatore con un buon editing, PS è un organizzatore da schifo ma per l'editing è il riferimento assoluto. La maggior parte dei fotografi "normali" (me compreso) non ha BISOGNO di PS,mentre invece fa casino nell'organizzazione, classificazione e gestione in genere. Dovendo scegliere, a meno di esigenze mirate all'elaborazione estrema, sceglierei LightRoom. Se li hai tutti e due installali tutti e due.

Alberto
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AleZan
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MessaggioInviato: Mer 04 Ago, 2010 7:40 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Io ormai svolgo il trattamento dell'immagine all'80-90% sul RAW e quindi potrei benissimo fare a meno di Photoshop.
E' questa la distinzione tra LR e PS: LR è un programma completo per lavorare sul RAW pensato espressamente per la fotografia, PS ti consente elaborazioni molto avanzate mediante (tra l'altro) l'uso di immagini multi-layer ed è pensato in origine per un modo che va oltre la fotografia.

Se usi il RAW, ti butto lì una provocazione: ma è meglio C1 o DxO...?
Smile

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MessaggioInviato: Gio 19 Ago, 2010 8:19 am    Oggetto: Rispondi con citazione

Io ho flussi diversi in base al tipo di foto, comunque in generale, esempio per un ritratto:

1. Copio i RAW dalla scheda all'HDD.
2. Sincronizzo Lightroom importando le foto nuove
3. Scorro rapidamente le foto e cancello quelle che non mi piacciono
4. Scelgo una foto da editare, azzero tutti i settaggi.
5. La apro in photoshop
6. Duplico il livello e inizio a ritoccare pelle/dettagli (con patch e clone)
7. Passo per Viveza
8. Se voglio la pelle di porcellana duplico e faccio un passaggio di diffuse glow, poi maschero.
9. duplico il livello passato per Viveza e applico un filtro passa alti, metto il livello in soft light, maschero.
10. Se la pelle è ancora troppo "rovinata" faccio un merge del tutto, duplico, poi applico dust&scratches, e maschero.
11. Applico un livello di selective color
12. Applico un livello di hue/saturation
13. Lascio decantare per qualche giorno, poi riguardo, aggiusto le maschere ecc ed infine stampo.

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MessaggioInviato: Gio 19 Ago, 2010 9:36 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

direi un thread interessante, soprattutto per me che sono alle prime armi.
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Eliefra
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MessaggioInviato: Ven 20 Ago, 2010 9:02 am    Oggetto: Rispondi con citazione

Grazie a tutti per aver animato questo 3D. In questo ultimo periodo mi sto proprio dedicando all'argomento workflow e sto spulciando web, forum, blog, libri, tutorial, etc. per raggiungere un mio workflow il più possibile definitivo. Una provocazione: la maggior parte di voi, come anche il sottoscritto, usa poco o molto il software di acquisizione RAW (ACR, Lightroom, etc.) facendo gli aggiustamenti "base" per poi passare a PS.
Ho letto invece da più persone, soprattutto "Guru" di PS che il sistema ottimale sarebbe in realtà lasciare i settaggi di ACR a un livello neutro per poi lavorare il Tiff direttamente in PS. In questa maniera viene asscurato il massimo dettaglio. Infatti secondo loro molte modifiche in ACR potrebbero essere distruttive in quanto il programma non è così preciso come PS.

Che ne pensate?
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AleZan
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MessaggioInviato: Ven 20 Ago, 2010 7:51 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Io uso moltissimo il convertitore RAW e ormai non ho molta necessità di usare PS.

Francamente non riesco a vedere alcuno svantaggio nel centrare il trattamento dell'immagine sul RAW e il "convertitore di fiducia" piuttosto che sul Tiff e PS.
Minori dettagli...? E perché? Vorrei da loro delle motivazioni tecniche e non magari scoprire che sono solo resistenze a cambiare "modus operandi".
Modifiche distruttive? Ma se la caratteristica del RAW è proprio quella di rendere tutte le modifiche reversibili...
Convertitori imprecisi? Ma se ce ne sono per tutti i gusti.... Ci vuole un bel coraggio, ad esempio, a dar dell'impreciso a C1...

Io dal punto di vista tecnico/teorico vedo solo vantaggi a lavorare su un RAW.

Chiaro che se voglio avere la libertà di intervenire selettivamente su zone dell'immagine con trattamenti specifici e molto avanzati, allora non ho alternativa all'uso dei Layer e quindi di PS.
E' pur vero che convertitori come ACR, Lightroom e Bibble consentono interventi selettivi su zone.

mah.... Smile

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Eliefra
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MessaggioInviato: Sab 21 Ago, 2010 9:01 am    Oggetto: Rispondi con citazione

AleZan ha scritto:

Modifiche distruttive? Ma se la caratteristica del RAW è proprio quella di rendere tutte le modifiche reversibili...
Convertitori imprecisi? Ma se ce ne sono per tutti i gusti.... Ci vuole un bel coraggio, ad esempio, a dar dell'impreciso a C1...


Non era naturalmente riferito al Raw ma al passaggio da convertitore a PS cioè l'elaborazione del Tiff.
Comunque forse mi sono spiegato male. Il vantaggio starebbe secondo loro nella maggior potenza, quantità e precisione delle operazioni in PS.

Comunque mi sto accorgendo che sono veramente sottigliezze da tenere nella giusta considerazione. Alla fine do ragione a te AleZan: credo che più che altro sia un discorso di metodo di lavoro.
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AleZan
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MessaggioInviato: Sab 21 Ago, 2010 9:41 am    Oggetto: Rispondi con citazione

Eliefra ha scritto:
Non era naturalmente riferito al Raw ma al passaggio da convertitore a PS cioè l'elaborazione del Tiff.
Comunque forse mi sono spiegato male. Il vantaggio starebbe secondo loro nella maggior potenza, quantità e precisione delle operazioni in PS.


ok, ma.... a questi signori ricordo che TUTTE le fotografie realizzate con una fotocamera digitale sono frutto di un RAW elaborato.
Elaborato dalla fotocamera stessa "in macchina" oppure successivamente con un convertitore.

Quindi, se ho dei dubbi sulla qualità del mio convertitore, come posso pensare che lavorare successivamente in PS su un Tiff che quel convertitore ha generato possa migliorare la situazione? Come può un'immagine digitale "migliorare" rispetto ad un originale "impreciso"?
Semplicemente perché ho lasciato sul convertitore le impostazioni di default? Sinceramente non credo.

Posso capire che si possa preferire una riduzione del rumore, una USM, un algoritmo di campionamento di PS a quello di un convertitore... Sono algoritmi differenti. Ma sono questioni marginali nella maggioranza dei casi.

Poi, come ho già detto, siamo tutti d'accordo che in PS si fanno cose che solo un'immagine trattata in multi-Layer permette....

ciao Smile

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