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photo4u.it - Interviste
Le interviste di photo4u.it! - Sergio Derosas
Vi presentiamo l'undicesima uscita della nostra rubrica 'Le interviste di photo4u.it:uno scambio di pensieri con persone coinvolte nel mondo fotografico, che si sono contraddistinti per meriti e sensibilità fotografica e visiva. La nostra Redazione ha intervistato Sergio Derosas , utente p4u, Fotografo della Sezione Studio & Fashion e Ritratto, per aiutarci a conoscerlo meglio.

Le domande sono state pensate dal Moderatore della Sezione Ritratto e Eros Gianluca Riefolo

Buona lettura a tutti!




Come prima cosa inseriamo in apertura il testo di presentazione che Sergio ha scritto sul sito modelshoot.net, per iniziare a conoscere più da vicino uno dei Fotografi Studio/Fashion più importanti e conosciuti sul nostro Forum.

da modelshoot.net: Sono un fotografo Sardo classe '75, tutto quello che viene definito immagine mi attrae e da circa 3 anni questo si trasforma in una nuova visione e, forse anche per la necessità di trovare una mia strada, mi sono innamorato della fotografia di ritratto. Ho sempre amato questo genere fotografico senza averlo mai affrontato in maniera “seria”.

La ritrattistica sembra facile ma la difficoltà di raccontare i volti e riuscire a catturarne l'anima mi ha sempre affascinato. Il cercare di percepire l'essenza della persona senza snaturarla. Fotografare un momento della vita magari basandosi su uno stato emotivo che nella fotografia condiziona le immagini.

La difficoltà del ritratto è appunto quella di essere in grado di raccontare un viso senza poter parlare e scrivere parole, “semplicemente” facendo una foto. Rubare l'attimo e racchiuderlo all'interno di un fotogramma. Abitando in Sardegna sono cresciuto circondato dalla natura che fa parte del mio concetto di vita.

Sempre convinto che nella natura tutto il circostante comunichi magia e pace, sfrutto questa mia visione per un approccio fotografico in cui le immagini facciano viaggiare con la fantasia e trasmettano, oltre ai colori, anche i suoni e i profumi dai quali traggo ispirazione.
Spesso mi dicono che le mie foto sembra parlino, che in alcuni casi si possa quasi sentire i profumi della natura, che comunichino pace e tranquillità.

Non so quanto questa risposta sia corretta, ma suppongo che tutto nasca dalla voglia di raccontare il bello.

In questo cammino fotografico mi faccio aiutare dalla terra, cielo e acqua che si mescolano per dare origini ad immagini in cui gli stessi elementi si fondono per essere loro stessi soggetti.

Il mio approccio è quello del ritratto emotivo.


Ciao Sergio, in questa serie di domande cercheremo di scoprire qualcosa di te e del tuo mondo fotografico, quando e come è nata la tua passione per la fotografia? Ricordi un istante preciso o qualcosa che ti ha convinto ad intraprendere questo viaggio fotografico?

La passione è semplicemente nata, non c'è stata causa scatenante, mi è sempre piaciuta l'idea di fotografare, ma non con un focus preciso. Ero innamorato della sola idea della fotografia. Ma senza un fine, senza un metodo o senza un'idea di fondo. Circa 3 anni fa ho capito quanto mi affascinasse la ritrattistica e ho cominciato a vederla in maniera diversa cercando di dare una mia impronta alla mia visione del ritratto.
E da qui è nato il ritratto emotivo.

Quando hai capito che da passione poteva diventare professione? Ricordi gli inizi, come hai cominciato?

Qualche anno fa, poco meno di tre anni fa, ho capito che la ritrattistica era il genere che più mi affascinava e allora ho incominciato a vederlo in maniera diversa. Da quel momento ho cercato la mia strada. Inizialmente ho iniziato fotografando qualche amica ma ben presto ho sentito la necessità di collaborazioni con modelle più esperte per migliorarmi. Ma ho capito ben presto che non si smette mai di studiare e di migliorare.

Quanta importanza dai alla post produzione? Nei tuoi scatti la personalizzazione e l'inserimento di particolari mood in post produzione rivela un'attenzione da professionista a tutti noi nota, descrivi a grandi linee il tuo flusso di lavoro, se puoi.

Quando realizzo una fotografia do molta importanza alla post produzione, perchè è un elemento che serve a veicolare maggiormente il messaggio. Questo non vuol dire che una fotografia sia fatta dalla post produzione, ma è uno dei passaggi per realizzare quello che abbiamo in mente, pre produzione, produzione e post produzione sono cose che devono lavorare assieme affinché l'immagine abbia il giusto impatto.

Normalmente quando realizzo un set fotografico ho già ben chiaro il mood finale dell'immagine, questo per massimizzare il risultato e soprattutto per non dover trovarmi senza sapere come procedere. Questo lo applico a prescindere, che si tratti di un set studiato piuttosto che un set improvvisato. Cerco sempre di ottenere già in camera il risultato, quindi evito tagli in post produzione (meglio inquadrare bene da subito) etc... Cerco sempre di avere sotto controllo il set in modo da avere già un buon risultato.

Tendo a sottoesporre leggermente e cerco sempre il contrasto cromatico. Quasi tutto il lavoro di post produzione è fatto con Lightroom e poi passo a Photoshop per eliminare eventuali difetti della pelle come ad esempio brufoletti o macchie.

Per riassumere il mio workflow posso dire:

- idea da realizzare
- studio della location, outfit e scelta della modella
- realizzazione del set fotografico
- post produzione finale


Probabilmente è lo stesso tipo di flusso di lavoro che applicano tutti. Per quanto riguarda la post produzione invece:

- applicazione della post con Lightroom
- valutazione del risultato per capire se ho ottenuto quello che immaginavo (Solitamente faccio una pausa per far rilassare gli occhi)
- passaggio per photoshop per le ultime modifiche
- salvataggio.


Che attrezzatura usi?

Lavoro con una reflex Nikon D610 e quasi completamente con ottiche fisse. Utilizzo ottiche Nikon e solitamente prediligo l'85mm e il 50mm a tutti, anche se a volte per necessità utilizzo il 70-200 o il 24-70 o qualche altra ottica. Per set in esterno lavoro normalmente a luce ambiente con o senza pannelli e ogni tanto con flash. Per quanto riguarda le tipologie di modificatori uso bank quadra, ombrelli e raramente il beauty dish.

Quale è stato il progetto che più ti ha coinvolto/emozionato?

Probabilmente il progetto legato a “Like Magritte” (LINK) perchè quel progetto nasce dalla solitudine, un uomo che nonostante tutte le difficoltà (rappresentate dall'acqua) cerca di proteggersi ancora da quelle che devono arrivare e che si intravedono nell'orizzonte.

Ho voluto prendere un momento triste e malinconico per raccontare quello che è successo qualche giorno prima nella mia città, quando una seconda alluvione si è abbattuta portando terrore e disperazione tra gli abitanti, ancora scossi da quella di 2 anni prima che ha causato la morte di 12 persone. Le nuvole nere ancora imperversavano nel nostro cielo. L'immagine è nata in quei momenti di enorme tristezza. La necessità di raccontarlo a modo mio.

Il grande carisma del modello Alberto Masala è ruscito a dare all'immagine l'impatto di cui aveva bisogno.

Progetti futuri? Un occhio pero’ anche al passato, descrivici a titolo informativo qualche progetto o lavoro che per te ha significato molto.

I progetti futuri sono numerosi, ho molte collaborazioni in attesa con delle modelle bravissime, alcuni lavori pubblicitari molto importanti e alcuni Workshop in giro per l'Italia (a partire da Roma che sarà una delle prime mete). Un progetto che ha significato molto? Difficile dirlo, a parte “Like Magritte” che ha un valore sentimentale molto importante, gli altri progetti hanno tutti un'importanza diversa. Chi a livello emozionale che a livello collaborativo. Cerco sempre di guardare avanti e finito un progetto non mi fermo e penso al prossimo.

Evolversi sempre!

La fotografia digitale è ancora in grado di emozionare come la vecchia pellicola?

Secondo il mio parere non è il mezzo che dovrebbe emozionare, ma l'immagine realizzata. Pellicola, digitale, cellulare... Credo che la creatività sia più importante della tecnologia con cui si realizza.

Cosa ti deve colpire di una modella affinché possa nascere una collaborazione?

Questo dipende molto dal progetto che voglio realizzare, se mora, rossa o bionda, per nudo, intimo oppure un set più emotivo. Credo che la modella sia importantissima per la resa finale dello scatto e quindi va scelta con molta attenzione e non tutte le modelle vanno bene per tutto Naturalmente la modella va anche gestita e soprattutto indirizzata e istruita sul set che si vuole realizzare, questo aiuta ad avere più partecipazione e più coinvolgimento da parte della modella.

Come fai ad alimentare sempre più passione/stimoli nei tuoi progetti?

Non è semplice, ma cerco spunto in quello che vedo, magari dell'abbigliamento in una vetrina, qualche location che poi accende l'idea per un set in particolare, nella natura etc...

Tutto aiuta ad avere delle idee, considerando che è sempre complicato cercare di non replicarsi e quindi anche se si fanno dei set simili bisogna sempre aggiungere quel particolare che ne modifica il messaggio.

Qualche suggerimento a chi vuole intraprendere un percorso simile al tuo, come iniziare o quali obiettivi prefiggersi nel medio e lungo termine per poter entrare nel mondo della Fotografia professionale.

Io suggerirei prima di tutto di essere estremamente oggettivi e ipercritici, è importantissimo non pensare di aver fatto lo scatto della vita, controllate le immagini che producete e cercate di vedere i difetti, più dei pregi. Anche perchè chi non vede i propri difetti non crescerà mai artisticamente. Penserà di essere perfetto e come è normale che accada, si fermerà perchè non cercherà di migliorarsi continuamente.
Solitamente preferisco avere le idee chiare su quello che voglio realizzare. Avere idea di quale modella utilizzare, quale location, outfit e perchè no, anche post produzione. Avere già un'idea di quello che si vuole realizzare aiuta ad avere il focus del set.

Non pensiamo che la foto nasca durante lo scatto, la produzione è solo uno dei passaggi essenziali per realizzare immagini di alto livello. Pre produzione, produzione e post produzione devono avere tutte la stessa attenzione e cura del dettaglio. Perchè quelli che fanno la differenza sono proprio i dettagli. Altra cosa è quella di non scoraggiarsi e continuare a perseverare.

Per finire oltre ad ammirare la tua gallery qui su photo4u: LINK

Ti chiediamo di scegliere le 5 foto a cui sei più affezionato che hai postato nel tempo qui su p4u e magari scrivere una breve descrizione a corredo.


Difficile selezionare solamente 5 fotografie perchè in un modo o nell'altro sono affezionato a molti scatti.


Questo scatto nasce dalla necessità di far capire che l'amore non ha barriere,
non ha limiti e soprattutto non ha sesso.
Mostrare il lato romantico e dolce.
Come fosse una fiaba. Luce ambiente. Link Foto su p4u



Molti la definiscono un'immagine che turba perchè la modella sembra morta.
Ma era proprio questo l'intento, turbare. Far apparire la bellezza della modella
ma allo stesso tempo creare una situazione di angoscia. La foto è stata realizzata all'interno di una vasca.
L'acqua è resa traslucida dal latte e la colorazione azzurra è data da un colorante alimentare blu.
Effettuata con 50mm e flash posizionato sopra la modella tramite uno stativo a giraffa.. Link Foto su p4u



Uno scatto realizzato alla marina di Grosseto assieme alla bellissima modella alternativa
Cecylia Rae, effettuato all'interno di un bosco con la luce del sole radente e bilanciata con un pannello
riflettente posizionato sulla sinistra dell'immagine. Link Foto su p4u



Through her eye è una foto nata durante un servizio fotografico per un giornale di Hair stylist,
in un momento di pausa ho preso la modella (che non aveva mai posato prima) e ho realizzato questo scatto.
La foto è fatta con due pannelli riflettenti, uno grande (180cm) frontale e uno più piccolo laterale
(alla sinistra dello scatto). Realizzata con un 70-200 f2,8 Questa è stata anche la copertina
di un numero di Digital Camera Magazine. Link Foto su p4u



L'abbraccio e le dormienti è uno scatto che voleva ricreare le atmosfere rinascimentali portando
l'osservatore a percepire la foto come fosse un quadro. I movimenti dei tessuti (TNT) sono dati dall'acqua.
Lo scatto realizzato in pochi cm d'acqua crea una sensazione di sospensione,
i tessuti danzano, ma senza scomporsi e tutto è composto.. Link Foto su p4u


Ringraziando Sergio Derosas per la disponibilità e cortesia, lasciamo qui di seguito i link utili per conoscerlo al meglio, alla prossima intervista!

https://www.facebook.com/sergioderosasfoto/
https://500px.com/sergioderosas
https://www.flickr.com/photos/141374569@N03/
http://www.modelshoot.net/user/william
https://www.instagram.com/sergioderosasfoto/?hl=it

posting.php?mode=reply&t=687302&sid=050f7ecca0b1c6e30fb4246e3e80a84b

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