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photo4u.it - Interviste
Vi presentiamo la decima uscita della nostra rubrica 'Le interviste di photo4u.it': uno scambio di pensieri con persone coinvolte nel mondo fotografico, che si sono contraddistinti per meriti e sensibilità fotografica e visiva. La nostra Redazione ha intervistato Simone Spera , utente storico, ex membro dello Staff e Fotografo della Sezione Macro e CloseUP, per aiutarci a conoscerlo meglio. Le domande di natura tecniche sono a cura di lamedelcaos, Moderatore della Sezione Macro e Mausan, Moderatore della Sezione Natura.

Buona lettura a tutti!




Per affrontare al meglio l'intervista, proponiamo come prima cosa un estratto del testo di presentazione che Simone Spera ha scritto sul suo sito ufficiale, www.simonespera.it, per iniziare a conoscere piu' da vicino uno dei Fotografi Macro piu' importanti e conosciuti sul nostro Forum.

Io - da simonspera.it

Nasco a Rieti nel 1976. Incuriosito sempre più dal mondo fotografico che fino ad allora si limitava all’uso di compatte per foto ricordo ,nel 2007 acquisto una bridge ,una Canon Powershot sx10is ,macchina che mi consente i primi passi fuori dagli automatismi.
Nel 2009 finalmente acquisto la mia prima reflex digitale,una Nikon d5000,macchina senza grosse pretese ma dotata di tutte le funzionalità di una reflex superiore.
Da allora è stato un continuo crescendo. Da autodidatta tramite lettura di libri dedicati e confronti con fotografi esperti ,ne imparo l’uso in manuale che mi porta a scatti più appaganti e meno casuali e anche ,mio malgrado, all’acquisto di un pò d’attrezzatura. Così il passaggio alla più evoluta Nikon D7000 con un discreto corredo di lenti e accessori vari.
Oggi possiedo una reflex Canon eos 7D Mark II e una mirrorless Canon eos M5. Non investo sul formato pieno perché non lo reputo necessario per il tipo di foto che faccio.
Da qualche anno ormai la mia dimensione favorita è la macrofotografia d’insetti.
Mi alzo spesso prima dell’alba per andare a cercarli quando sono ancora intorpiditi dalla rugiada. Mi piace tutto di questo genere, dalla ricerca dei soggetti alla scelta dei posatoi che ritengo piú opportuni, fino alla ricerca dello sfondo che piú mi attrae. In genere cerco di dare importanza ai soggetti che ritraggo con composizioni strette che diano modo a chi guarda di coglierne la bellezza in ogni particolare ma non mi dispiacciono le larghe vedute, magari con posatoi più elaborati.
Ho imparato l’importanza dello sviluppo raw su pc attraverso il quale ,una buona foto diventa una foto ottima.
Mi piacciono i colori saturi e i bei contrasti.
Cerco sempre di dare uno stile mio alla foto ,tirando fuori l’immagine latente che avevo in mente durante lo scatto alla quale la macchina da sola non può arrivare ,il tutto cercando sempre di mantenere un aspetto realistico delle cose.
Non mi piacciono i fotomontaggi e l’HDR spinto ,perché rendono l’immagine troppo costruita. Mi piace condividere i miei scatti su siti specializzati ,ho avuto vari riconoscimenti e nel loro piccolo ,da amatore ,sono sempre belle soddisfazioni.



Simone iniziamo l'intervista con il voler sapere cosa ti ha spinto, nel 2009, ad iscriverti sul nostro portale e cosa ne pensi degli anni passati e magari se hai qualche consiglio e suggerimento per il futuro, ricordando anche che per un periodo molto lungo sei stato anche commentatore ufficiale.

Ciao a tutti.

Nel 2009 ero agli inizi. La mia esperienza fotografica si limitava alle classiche foto da vacanza…quelle che oggi facciamo tutti con un cellulare. Ad un certo punto è scattata la voglia di approfondire e proprio in quell’anno decisi di acquistare una macchina digitale che mi avrebbe poi permesso un po' più di libertà nello sperimentare. L’iscrizione a un portale di settore come Photo4u.it è stata un conseguenza automatica. Non solo per voler condividere la passione ma soprattutto per cercare consigli da chi ne sapeva di più. Non ho mai frequentato nessun corso o workshop pratico, il forum è stata la mia scuola.

L’esperienza in questi anni sul portale è stata assolutamente positiva, ho conosciuto tante belle persone, ho imparato e continuo a imparare tanto. Anche far parte dello sfaff da commentatore ufficiale mi ha fatto crescere, commentare i lavori degli altri migliora l’autocritica verso quello che si fa.

Come nasce la tua passione per la macrofotografia? Abbiamo letto nel testo di presentazione la parte relativa all'utilizzo dell'attrezzatura, ma vorremmo sapere qualche aneddoto o qualche informazione in piu' su questo aspetto.

La passione per la fotografia naturalistica e la macro in particolare nasce un po' dopo. Ho sempre avuto un debole per la natura in generale, fin da bambino. Mia nonna abitava in una zona “incontaminata” della provincia di Rieti, un paesino chiamato Fagge e si può dire che ho passato buona parte dell’adolescenza in mezzo ai campi. La natura, quindi, non poteva che essere tra i miei soggetti preferiti.

Di questo genere, la macrofotografia di insetti è stato fin da subito il ramo che più mi intrigava. Quando mi capitava di vedere le belle foto dei “macristi” esperti, rimanevo impressionato da quanto mi facevano vedere. Quindi mi sono attrezzato per intraprendere questa strada e mi si è aperto un mondo fatto di tanti amici appassionati come me e di levatacce notturne.

Come nasce una tua foto? Parti da un progetto, un'idea o nasce tutto d'istinto sul campo ? La ricerca dei soggetti da te fotografati è basata sul caso o c'è uno studio dietro ?

Diciamo che sotto questi punti di vista è stato un continuo crescendo. All’inizio era un po' tutto casuale, uscivo andando dove capitava e tutto quello che trovavo era buono. Poi con gli anni e l’esperienza ho cominciato ad essere più esigente, sia rispetto a ciò che volevo fotografare, sia rispetto a come volevo fotografarlo.

Sfondo, luce e colore hanno cominciato ad assumere la massima importanza così come anche il documentarsi sui soggetti, sul loro habitat, sulle generazioni annuali, sulle piante nutrici ecc.., per sapere quando e dove cercarli. Andando più sullo specifico diciamo che l’idea parte dal tipo di soggetto, da come è fatto, per prendere poi spunto su un abbinamento di colore o su un contrasto forte rispetto ad un posatoio o a un tipo di sfondo ecc…


Come ci si avvicina ai soggetti senza farli muovere o scappare?

Semplice. Si dorme poco per stare sul campo prima dell’alba perché anche gli insetti dormono di notte e si coprono di rugiada tra l’erba e solo quando si saranno asciugati al sole torneranno ad essere attivi e sfuggenti. Fino ad all’ora saranno sul fiore o stelo d’erba su cui hanno passato la notte pronti ad essere immortalati in una fotografia.

Con la dovuta attenzione è anche possibile spostarli sul posatoio che abbiamo scelto per la nostra composizione…ed è proprio da qui che la nostra creatività può non porsi limiti, a tutto vantaggio di una fotografia non troppo comune, non troppo banale e distintiva.

Quali consigli daresti ad un principiante che si avvicina a questo genere di fotografia e che percorso fare per migliorare?

Due cose: passione e pazienza. Questo è un genere che non dà subito i risultati sperati. Se la passione e la voglia non sono forti, ci si scoraggia e ci si stanca subito ma se si impara a cogliere i piccoli miglioramenti che soventi ci saranno, allora si va avanti alla grande e col piacere di uscire e svegliarsi presto.

Il consiglio è sempre quello di condividere quello che si fa con chi è più esperto, di conoscere i fotografi e di uscirci insieme per “rubare” le tecniche sul campo. Sotto questo aspetto nell’era di internet non dovrebbero esserci problemi per nessuno.

Oltre alla macchina e l'obiettivo dedicato, quali sono gli altri strumenti necessari per la realizzazione di una buona fotografia e come organizzare il set?

Non avendolo fatto prima, preciso che sto parlando di macrofotografia su cavalletto. Quella fatta a rapporti di riproduzione non eccessivamente spinti ma cmq volti ad ottenere il massimo anche in termini di puro dettaglio. Il close up a mano libera su soggetti attivi in pieno giorno è un’altra cosa. Attualmente la mia attrezzatura è composta da due cavalletti per due macchine, una canon 7d mk II e canon eos M5 su cui monto due focali macro, un 180mm e un 15mm. Poi utilizzo un terzo cavalletto per il plamp, sostanzialmente un braccio snodato con una pinza all’estremità, dome vado a posizionare i posatoi coi soggetti da fotografare. Un attrezzo fondamentale per questo tipo di fotografia soprattutto per quel che riguarda la ricerca dello sfondo. Per quanto riguarda la testa utilizzo quella a cremagliera con una slitta micrometrica a 2 vie, una configurazione ideale per la macrofotografia ravvicinata dove in composizione servono correzioni minimali e mirate.

Fotografia Macro a parte, quale altro genere prediligi? E quale genere invece non fa proprio al caso tuo?

Nella stagione invernale faccio un po' di avifauna ma senza grosse pretese. Mi diverto in paludi o oasi appositamente attrezzate con capanni ecc. alla ricerca anche di un po' di tranquillità dopo la settimana lavorativa.


E per finire un vero e proprio "Question time" tecnico preparato per te dai nostri Responsabili delle Sezioni Macro e Natura, lamedelcaos e Mausan:


1 - Ricorri talvolta all'utilizzo della tecnica del Focus Stacking?

No. Per il tipo di foto che faccio non serve. A parer mio è una tecnica che torna utile nella macro molto spinta, volta a riprendere soggetti piccolissimi o cmq particolari specifici di un soggetto. Per tutto il resto l’ho sempre ritenuta una forzatura sia perché, soggetto a parte, il tutto a fuoco non mi piace, sia perché avere il raw di uno scatto singolo, da magari poter presentare a concorso, è sempre una soddisfazione.

2 - Nello specifico della macro-fotografia secondo il tuo punto di vista è meglio il classico flash o consigli di utilizzare quelli ad anello?

E’ meglio la luce naturale. Non uso e non ho mai usato luce artificiale di alcun tipo…in rarissime occasioni (un controluce da riempire ecc…) utilizzo un piccolo pannello led. La luce artificiale a gusto non mi piace, spesso toglie molta naturalezza alle immagini in generale e alle cromie dei soggetti in particolare.

3 - Generalmente a quale distanza posizioni il soggetto dallo sfondo?

Dipende dal tipo di sfondo che voglio ottenere. Più vicino se ne voglio uno più vario e leggermente più presente, più lontano per situazioni più uniformi.

4 - In fase di post produzione quali sono gli interventi che fai sulle tue immagini?

L’essenziale per lo sviluppo del raw a seconda del tipo di output, web, stampa ecc. Quindi ottimizzo curve e livelli, colori e contrasti, e nitidezza.

5 - In fase di scatto per vedere se il soggetto è perfettamente a fuoco in ogni sua parte utilizzi il mirino o ti avvali dell'ausilio del live view?

Il live view a 10x è essenziale per mettere a fuoco con precisione a certe distanze.

6 - Come misurazione dell'esposizione quale delle tre utilizzi generalmente matrix, spot o semi-spot?

Utilizzo la valutativa ma diciamo che per questo tipo di fotografia non è essenziale il tipo di misurazione. La triade giusta dei parametri viene fuori con l’esperienza e in base a quello che si vuole ottenere.

- Simone Spera -

Le didascalie e i link alle foto scelte per l'intervista da Simone:

http://www.photo4u.it/viewcomment.php?pic_id=682174

Anax imperator (Leach, 1815). Avendo avuto la fortuna di questo doppio ritrovamento, mi piaceva l’idea di mostrare la diversa età dello stesso soggetto.

http://www.photo4u.it/viewcomment.php?pic_id=697917

Gonepteryx rhami (Linnaeus, 1758). I primi soggetti che in genere si fotografano ad inizio stagione. Non facili da trovare, riposano spesso sugli alberi o cmq su arbusti ai margini dei boschi.


http://www.photo4u.it/viewcomment.php?pic_id=699217

Zerynthia polyxena (Denis & Schiffermuller, 1775). Per questo bel soggetto ho scelto un parziale controluce, sia per i giochi di luce sullo sfondo, sia per esaltare i contorni di soggetto e posatoio e per l’effetto traslucenza delle ali.


http://www.photo4u.it/viewcomment.php?pic_id=705923

Parnassius apollo (Linnaeus, 1758) Uno scatto a cui tengo molto. Un soggetto che cercavo da anni, un farfalla molto rara che vola a circa 2000 metri s.l.m presente sulle alpi e in piccole colonie sull’appennino centrale. L’anno scorso con un amico siamo riusciti a trovarla dopo svariati tentativi a vuoto.

http://www.photo4u.it/viewcomment.php?pic_id=715492

Vanessa atalanta (Linnaeus, 1758) Un soggetto comune ma che si distingue per la complessità cromatica della sua livrea.


Ringraziando Simone Spera per la disponibilità e cortesia, lasciamo qui di seguito i link al suo meraviglioso Sito e alla pagina Facebook, alla prossima intervista!

www.simonespera.it
Pagina Facebook
Autore: ribefra - Inviato: Ven 31 Mar, 2017 8:34 am
Ho letto tutto con attenzione e non mi trovo d'accordo su un paio di questioni. Il fatto di spostare un soggetto per porlo su un posatoio che abbiamo preparato, pur con le dovute cautele, come precisa l'autore, approfittando del fatto che ha funzioni vitali ridotte, mi sembra quanto più lontano dal concetto di fotografia naturalistica, almeno quello che ho io. Il soggetto va rispettato e lasciato nel suo ambiente...se poi questo significa avere un posatoio brutto o lo sfondo non perfetto non m'importa....m'importa solo di non averlo disturbato. Critico anche il fatto di fotografare un soggetto quando è in condizione d'impotenza, quando è intirizzito dal freddo, quando non può scappare. Per me la macrofotografia è come la caccia fotografica, infatti la chiamo "macrocaccia". Al soggetto deve essere data la possibilità di scappare, se non siamo bravi ad avvicinarci. Il rapporto deve essere 1:1, che non è il rapporto di riproduzione ma 1 possibilità a lui di scappare, 1 possibilità a me di fotografarlo, in condizioni di uguaglianza e reciprocità. Le foto di Simone sono molto belle, non lo metto in dubbio, ma mi sembrano troppo costruite, poco spontanee e tendenti a suscitare approvazione e consenso da parte del pubblico. Preferisco foto meno pulite, più ruspanti ma più documentative. Ho detto la mia.
Autore: Simone..... - Inviato: Ven 31 Mar, 2017 4:31 pm
Ciao.

Vado con ordine.

"Con la dovuta attenzione" è anche possibile spostarli sul posatoio che abbiamo scelto per la nostra composizione…

Il discorso è stato affrontato in mille discussioni....la mia premessa sulla questione che poni è chiara. A fine sessione ho sempre visto i miei soggetti spiccare il volo al sole e dalle mie mani. E francamente è una gran bella cosa che consiglio a tutti.

Per me sono tutte sciocchezze.
Il rispetto per la natura non implica il fatto di doverci precludere il contatto ravvicinato con essa. Ho amici allevatori che soventi fanno nascere e volare lepidotteri ogni stagione. Prendere cautamente una farfalla in mano fa bene...fatelo!!

Per il resto non sono daccordo su nulla.
Non ho la pretesa come tanti di dire che cosa sia la fotografia o la macrofotografia naturalistica ma una cosa la vorrei precisare riguardo al tuo discorso....al soggetto andrebbe lasciata la possibilità di scappare da chi imbraccia un fucile, è li che dovrebbe essere 1:1 il rapporto.

Per quel che concerne le mie foto così come quelle di altri...è indubbio che sia un fattore di gusto.
C'è chi le vede costruite e chi invece ne apprezza il modesto lavoro che c'è dietro che ovviamente, non essendo io entomologo, non ha il primario interesse di documentare.

Ciao.
Autore: ribefra - Inviato: Ven 31 Mar, 2017 8:54 pm
"al soggetto andrebbe lasciata la possibilità di scappare da chi imbraccia un fucile, è li che dovrebbe essere 1:1 il rapporto."
E' l'unica cosa su cui sono d'accordo, per il resto mantengo la mia opinione. Ciao.
Autore: Simone..... - Inviato: Sab 01 Apr, 2017 1:48 pm
Ci mancherebbe, le opinioni fono fatte anche per essere mantenute. L'importante è mantenere anche un profilo basso nel giudicare gli altri, senza ergersi in affermazioni concettuali credendo di avere in mano la verità su un genere fotografico o su cosa possa essere più o meno naturalisticamente lecito. Ciao Wink
Autore: Massimo Tamajo - Inviato: Ven 07 Apr, 2017 5:01 pm
Una intervista che ho letto con molto piacere.
Ti faccio i miei più sinceri complimenti.
Un saluto
Autore: Simone..... - Inviato: Ven 07 Apr, 2017 5:49 pm
Grazie Max Wink
Autore: marinaio - Inviato: Mer 10 Mgg, 2017 8:32 pm
Ho letto l'intervista, vanno rispettate tutte le opinioni, ci mancherebbe , ma non vedo nulla di illecito nel dover fare degli spostamenti, sempre che non rechino danni a nessuno, per il resto trovo che ognuno abbia il proprio modo di lavorare.
ciao

Marco

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