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Primi rudimenti di fotografia (Autore Edgar)

 
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tegame
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MessaggioInviato: Sab 10 Gen, 2004 2:06 pm    Oggetto: Primi rudimenti di fotografia (Autore Edgar) Rispondi con citazione

Primi rudimenti di fotografia
di Edgar

Citazione:
tratto da un post molto interessante del forum

il caricamento
Innanziatutto il caricamento della pellicola. Non è mai quasi mai problematico tranne che con 2 macchine: Leica a vite (dove ci vuole un corso!!) e Leica M, dove notoriamente.....ci vogliono tre mani!! Scherzi a parte, sulle reflex manuali problemi non ce ne sono. Il corretto inserimento della pellicola è intuitivo. L’unico inconveniente può essere che la pellicola non si agganci correttamente al rocchetto ricevente e allora è SEMPRE opportuno usare il vecchio metodo di riavvolgere la pellicola nel rullino con la manovella di riavvolgimento, fino a fare entrare in tensione la pellicola stessa. In questo modo facendo avanzare la pellicola con la leva di carica, si vedra la manovella di riavvolgimento che gira in senso contrario. Se questo non succede, allora bisogna riaprire e ricaricare. Capita raramente, ma qualche volta capita.

Adesso: quale pellicola?
Come sapete le pellicole si dividono in 3 categorie:

1) Bassa sensibilità: 25 e 50 ISO
2) Media sensibilità: 100 e 200 ISO
3) Alta sensibilità: 400 ISO e oltre (max 3200)

il colore
Sul colore inoltre abbiamo la scelta tra DIA e Negativo, scelta che ha il suo influsso sul risultato. Va tenuto presente infatti che la DIA ha una latitudine di posa (il massimo range tra basse e alte luci che la pellicola può registrare) nettamente inferiore alla pellicola negativa, per cui bisogna essere pronti a sapere quali parti delle immagini sacrificare (alte o basse luci), nel caso che ci troviamo a operare con DIA in situazione di luce ad alto contrasto. Altrimenti meglio optare per la negativa che ci darà almeno 1 stop e ½ in più.
Un altro elemento che va tenuto presente è che le pellicole a bassa sensibilità come le 50 ISO, NON hanno una elevata latitudine di posa, per cui in giorni di luce a grande contrasto è meglio optare almeno per una 100 ISO. Le 50 ISO andranno riservate per giorni con cielo coperto e luminosità diffusa, oppure per uso con flash.

Quando si pensa di fotografare anche in interni, ad esempio viaggio con visita monumenti, chiese, ecc., è bene usare una 400 ISO, che ci permetterà di scattare (con molta attenzione!!) anche in interni poco illuminati senza flash. Ricordatevi di questo consiglio, perchè con la pellicola NON si può variare la regolazione ISO scatto per scatto!!

il BN
Con il BN non abbiamo scelta, essendoci un solo tipo di pellicola, cioè quella negativa. Nell’ambito del BN ci sono due tipi principali di pellicole: quelle tradizionali, come le Ilford HP5 e FP4 per intenderci, sviluppate molti decenni fa, con grana piuttosto evidente e con media latitudine di posa, e quelle più moderne chiamate “a grana tabulare” o “tabular grain films” che danno immagini con una grana meno evidente (i cristalli hanno una diversa forma e disposizione) e hanno in genere anche una migliore latitudine di posa. Un esempio di queste ultime sono le Ilford Delta 100, 400 e 3200, oppure le Tmax 100 e 400 e 3200 se si preferisce stare in casa Kodak. (Io uso le Delta).

In genere la scelta del tipo di pellcola in BN può anche essere dettato semplicemente da gusti personali verso un tipo di grana piuttosto che un altro. In genere ricordatevi che per reportage di viaggio il pane è la 400 ISO, che vi permetterà di cavarvela quasi sempre anche negli interni (consiglio da fotografo da strada).

Come impugnare e scattare.
Sembra ovvio, ma guardando come tanti impugnano la fotocamera, direi che NON lo è. La fotocamera va APPOGGIATA con il fondello sul palmo aperto della mano sinistra e poi IMPUGNATA con la destra, in modo che l’indice sia vicino al pulsante di scatto. Il pollice e il medio della sinistra avranno il compito di ruotare la ghiera di messa a fuoco e quella dei diaframmi, CONTINUANDO A SOSTENERE LA FOTOCAMERA. La destra stabilizza l’insieme e si incarica di premere con l’INDICE il pulsante di scatto. Lo SCATTO è naturalmente il momento chiave, che distingue un buon fotografo da un turista per caso, e può veramente fare la differenza tra uno scatto da pubblicare e uno da buttare.......a parità di condizioni!
Quando è necessario fare riprese in verticale (architetture, persone in piedi, ecc.), vedrete la maggior parte dei fotografi che ruotano la fotocamera in senso antiorario, avendo così il pulsante di scatto in alto a sinistra. In questo modo la mano sinistra si trova a lavorare in modo scomodo e un po’ rattrapita, nel regolare le ghiere dell’obiettivo. Personalmente preferisco ruotare invece la fotocamera in senso orario, avendo il pulsante di scatto in basso. Provate anche questa soluzione, prima di condannarla a priori.
Riassumendo i punti chiave di quanto abbiamo descritto sono:
1) Sostenere la fotocamera con precisione e stabilità. NON inventarsi posizioni fantasiose delle mani, visto che quelle utili SONO GIA’ state inventate.

2) Controllare il respiro e, al momento dello scatto, trattenerlo per un istante.

3) Quando impugnate la fotocamera sempre, MA in particolare quando usate tempi lenti, stringete i GOMITI e APPOGGIATELI al torace. Diventerete così una specie di cavalletto “naturale”.

4) In casi critici cercate almeno di sedervi o appoggiarvi a un muro o una colonna o qualsiasi cosa di stabile, o di appoggiare la macchina su di un supporto stabile.

5) FONDAMENTALE: al momento dello scatto SI MUOVE SOLO IL DITO INDICE, come quando si tira il grilletto di un fucile. Il resto delle mano deve stare fermo. Allenatevi a fare questo con la macchina scarica. E’ essenziale, vi servira ovviamente anche nel digitale.

6) Osservare se possibile la vecchia regola che dice di usare un tempo NON più lento di quello corrispondente alla lunghezza focale dell’obiettivo (ovviamente con beneficio di arrotondamento). Es.: con 50mm NON usare tempi più lenti di 1/60, con il 28mm NON più lenti di 1/30. con il 135 NON sotto 1/125, ecc. Se siete obbligati a usare tempi più lenti, usate i metodi di stabilizzazione descritti nei punti precedenti, e laddove possibile usate un cavalletto o almeno un Monopiede.


Come esporre.

Questa è la parte più difficile e complessa. In generale esistono più modi di calcolare l’esposizione: a stima (non è così balordo come sembra, tutti i vecchi fotografi lo usavano e tutti con l’esperienza possono imparare), con misurazione della luce incidente, con misurazione della luce riflessa (quella normalmente usate negli esposimetri integrati nelle fotocamere), riflessa con lettura su cartoncino grigio medio, lettura zonale (la più complessa, completa e difficile, usata dal mitico Ansel Adams).
Con la vostra reflex manuale di solito avrete a disposizione un esposimetro al silicio TTL, che cioè legge la luminosità attraverso l’obiettivo. Macchine particolarmente vecchie possono avere ancora esposimetri esterni al selenio, ormai poco affidabili perchè quasi sempre esauriti e poco precisi, oppure non avere affatto esposimetro. In questo caso basta comprare a buon prezzo un Lunasix F o 3 usati per risolvere il problema.
Comunque l’esposimetro se è incorporato nella macchina dà una lettura della luce RIFLESSA dalla scena, dopo naturalmente aver impostato la sensibilità della pellicola usata.
La lettura può essere MEDIA (tiene conto di tutto campo inquadrato, facendo una media generale della luminosità) oppure SPOT, che invece misura solo una piccola parte della scena inquadrata (tipicamente quella centrale, e di solito visivamente corrisponde al centro del vetro smerigliato, dove c’è lo stigmometro con intorno la corona di microprismi). E’ una lettuara più precisa, ma che è anche più difficile da gestire, perchè può sviare il fotografo, se questo non interpreta correttamente il dato.
Esistono poi esposimetri semi-spot, o anche a lettura media con prevalenza centrale, che sono una via di mezzo, come è intuitivo dal loro nome.

Avendo a diposizione la lettura media, il calcolo dell’esposizione si effettua leggendo la scena inquadrata, attivando l’esposimetro. Ogni macchina ha il comando in una posizione che può anche differire molto: alcune usano la prima metà della corsa del pulsante di scatto, altre invece hanno un tasto apposito. In ogni caso, attivato l’esposimetro, si prenderà nota della lettura, che tipicamente viene rilevata in 2 modi principali: o tramite led, o tramite un indice meccanico.
Tramite LED la macchina ci avviserà che l’esposizione, con tempo e diaframma da noi selezionati, è OK accendendo un led verde, oppure che stiamo sottoesponendo o sovraesponendo, accendendo un apposoto led rosso. Basterà allora ruotare la ghiera dei diaframmi o quella dei tempi di posa, fino ad accendere la luce verde dell’esposimetro.
Tramite indice meccanico l’eposimetro ci avvisa quando l’espsozione è corretta, facendo coincidere 2 indici tra loro. Comunque alla fine la logica non cambia.
Effettuata la lettura esposimetrica e impostata la coppia tempo diaframma che meglio soddisfa le nostre esigenze (es.: tempo veloce per oggetti in movimento, oppure diaframma chiuso per massima profondità di campo), non ci resta altro che scattare.

Avendo invece a disposizione la lettura SPOT le cose si complicano parecchio, poichè essa ci dà lettura solo di una porzione dell’inquadratura. Se questa è una scena a basso contrasto, la lettura SPOT può anche essere applicabile semplicemente, ma se stiamo inquadrando una scena ad alto contrasto, la lettura dovrà essere accuratamente interpretata.

Vediamo perchè (gli esempi di seguito riportati fanno riferimento per semplicità al Bianco e Nero).

l'esposimetro
Scusate la noia, ma per spiegare perchè devo spiegare come funziona un esposimetro, DAL PUNTO DI VISTA DELLA LOGICA. Gli esposimetri – tutti senza esclusione – sono tarati sul grigio medio, cioè sul grigio 18%. Per avere un’idea di come sia il famoso grigio medio, potete procurarvi in qualunque negozio di fotografia un cartoncino grigio medio Kodak, e magari portarvelo in giro con voi nella borsa (è sempre utile). Ciò significa che esponendo una superficie di luminosità uniforme secondo la lettura dell’esposimetro, otterremo nella stampa finale un grigio medio (18%). Allora ciò significa anche che se fotografo un campo di sola neve e seguo strettamente le indicazioni esposimetriche, otterrò una neve grigia (ovviamente 18%). Allora. Sapendolo, per ottenere un bianco smagliante dovrò sovraesporre la neve di 2 diaframmi.
In sintesi ricordiamoci che l’esposimetro NON ha intelligenza ed è solo in grado di misurare con precisione la luminosità che proviene da un determinato angolo di campo (mediamente 30° per uno a lettura media, 3° o 5° per uno spot, con situazioni estreme per alcuni SPOT professionali di 1°). La taratura che l’esposimetro ha ricevuto in fabbrica fa poi si che LA ZONA MISURATA venga riprodotta come grigio medio.

Ora passiamo ad esempi pratici.
Se ho ad esempio una inquadratura di un villaggio medievale con forte luce del mattino in una giornata limpida, sicuramente dovrò gestire delle inquadrature ad altissimo contrasto. Se punto la parte di mirino corrispondente alla lettura spot verso una parte di alte luci, l’esposimetro mi suggerirà una esposizione, seguendo la quale otterrò di riprodurre quella parte di alte luci come grigio medio, quindi sicuramente leggibile. Facendo così però sacrificherò certamente tutte le zone di basse luci, i cui dettagli saranno persi, producendo zone nere uniformi. Inoltre la zona di alte luci riprodotta come grigio medio sarà più scura che nella realtà (che invece sarà bianco smagliante).
Se al contrario tenderò a puntare lo spot su una zona di basse luci, questa verrà riprodotta come grigio medio, dando basse luci dettagliate, ma zone di alte luci completamente bruciate. Inoltre le basse luci saranno più chiare (in quanto grigio medio) della realtà e non riprodurranno la stessa sensazione di buio.

A questo punto è chiaro che per evitare risultati lontani dalle nostre aspettative dovremo INNANZITUTTO DECIDERE se, in una determinata scena, avrà senso privilegiare le alte o le basse luci, dando per scontato che tutte e due contemporaneamente NON potremo averle.
In questo modo effettueremo lo scatto con una esposizione che privilegerà le zone di cui vogliamo riprodurre il dettaglio.
Inoltre, sapendo che l’esposizione spot tende a riprodurre la zona misurata come grigio medio, dovremo compensare questo fatto, SOVRAESPONENDO LE ALTE LUCI E SOTTOESPONENDO LE BASSE, di ½, o 1, o 1e1/2 o più diaframmi. Tale correzione dovrà essere fatta, conoscendo bene, grazie ad esperimenti e ad esperienza effettuata sul campo, il proprio esposimetro.
Infatti ognuno ha una sua area di copertura in gradi (come già detto) e la lettura spot molto spesso sarà influenzata anche dalle aree adiacenti. In base a quanto il nostro esposimetro è...spot!, la lettura di un’area sarà più o meno influenzata dalle aree adiacenti: esposimetri spot con lettura a 1° daranno lettura di una zona piccolissima, quelli a 5° di una zona più ampia che quasi sempre sarà influenzata dalle zone adiacenti, mentre i semi-spot saranno molto infuenzati dalle aree adicenti. Pertanto, più l’esposimetro SPOT è “spinto” (1°) e più dovrò compensare. Più l’esposimetro è semi-spot e meno dovrò compensare. A volte addirittura con i semi-spot con poca prevalenza centrale, la lettura fatta sulle alte o le basse luci non andrà quasi per nulla compensata.
MA SEMPRE ANDRà DECISO SE EFFETTUARE LETTURA DELLE ALTE O DELLE BASSE LUCI.

Va tenuto presente che le zone di cui, per sotto o sovraesposizione, non sono stati registrati i dettagli sulla pellicola, NON potranno in seguito essere recuperate in alcun modo: NON c’è Photoshop che tenga. Dove NON c’è informazione nessuno la può ricreare.

Esiste infine una lettura esposmetrica, applicata alla teoria della esposizione zonale, ma NON mi azzardo a spiegarla. Suggerisco invece di leggere il mitico libro di Ansel Adams: “Il Negativo”, dove la teoria è spiegata in modo semplice e chiaro.

Detto questo, non vi resta che scattare un mare di rullini. Sembra un consiglio idiota, ma non dimenticate che i fotografi famosi SCATTAVANO OGNI GIORNO 20/30 RULLINI!! E cestinavano poi tantissimo! Non si impara se non si fotografa molto. Poco ma sicuro.

ultimi consigli
Infine L’ULTIMO CONSIGLIO: fate più bianco e nero che potete agli inizi, in modo da non farvi distrarre dal colore e:
1) concentrarvi il più possibile sull’inquadratura
2) conoscere il meglio possibile il vostro esposimetro
3) maneggiare la parte tecnicamente più difficile: l’esposizione corretta

SE fate BN cercate di svilupparlo in casa se possibile, se no, e questo VALE ANCHE PER IL COLORE, RIVOLGETEVI A LABORATORI QUALIFICATI. NON risparmiate sullo sviluppo, ve ne pentireste tantissimo, ottenendo dei risultati frustranti dal punto di vista tecnico, magari riferiti a foto a cui tenete molto. Inoltre imparate meno, se i risultati sono influenzati da una qualità poco valida e poco costante.

Saluti a tutti escusate la noia. Se non sono stato chiaro sulla parte relativa all’esposizione, scrivetemi. Ciao Edgar.[/b]

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MisterG
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MessaggioInviato: Ven 06 Feb, 2004 4:55 pm    Oggetto: Re: Primi rudimenti di fotografia (Autore Edgar) Rispondi con citazione

tegame ha scritto:
Primi rudimenti di fotografia
di Edgar
SE fate BN cercate di svilupparlo in casa se possibile


Edgar, potresti scrivere un approfondimento sullo sviluppo in casa? Ovviamente sul livello di quanto scritto spora. Smile Un'altra domanda, più o meno che diferenza di costi ci può essere tra sviluppare in casa o farlo fare in lab?

Salut

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mauro
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MessaggioInviato: Ven 06 Feb, 2004 5:06 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Lo sviluppo b/n del 6x6 e' uguale a quello del 35mm? mi stupisce quella specie di cartina (dove e' scritto anch il numero del fotogramma per intenderci) deve essere tolta?

Non ho mai affrontato il colore, mi pare i aver capito che e' molto piu' complesso.

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Potete contattarmi anche su SKYPE nome utente mauroruscelli

Ciao
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miky
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MessaggioInviato: Lun 01 Mar, 2004 7:14 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

lo sviluppo b/n è identico a quello del 135mm, la cartina nel 6x6 va tolta in camera oscura, allarghi la spirale ed inserisci la pellicola e il resto è uguale Ok!
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Rocco75
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Iscritto: 05 Mar 2008
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MessaggioInviato: Mer 05 Mar, 2008 5:36 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Sono nuovo del forum e mi chiedevo visto la argomento trattato se potete consigliarmi un libro da comprare in libreria che introduca alla fotografia.
Ho sempre scattato "senza consapevolezza",ora vorrei imparare i termini giusti e allenarmi anche un po'...

Considerate che non son proprio nulla, c ho messo una mezz ora di navigazione x capire che il pdc è la profondità di campo Surprised ...
insomma che parta da zero!

grazie
Rocco
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pluto69
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MessaggioInviato: Mer 05 Mar, 2008 7:09 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Rocco75 ha scritto:
Sono nuovo del forum e mi chiedevo visto la argomento trattato se potete consigliarmi un libro da comprare in libreria che introduca alla fotografia.
Ho sempre scattato "senza consapevolezza",ora vorrei imparare i termini giusti e allenarmi anche un po'...

Considerate che non son proprio nulla, c ho messo una mezz ora di navigazione x capire che il pdc è la profondità di campo Surprised ...
insomma che parta da zero!

grazie
Rocco


Very Happy sei già a buon punto io la pdc l'ho scoperta leggendo ora la tua, comunque di libri ce ne sono e ne ho letti per fortuna in prestito senza spendere dei capitali inutilmente, ma si impara molto di più leggendo sui forum e scambiandosi info e provando provando provando e postando foto per sentirsi i commenti dei prof. ciau
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GianniSnowboarder
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Iscritto: 29 Lug 2008
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MessaggioInviato: Gio 31 Lug, 2008 12:44 pm    Oggetto: info sul mosso intenzionale!! Rispondi con citazione

Ciao... io sono nuovo del forum, volevo chiedere una cosa??? è possibile scattare foto con tempi lunghi di esposizione( al fine di ottenere il mosso intenzionale) di giorno con luce forte senza ottenere il bianco quasi totale???
Premetto che uso una compatta ultrazoom kodak, chiusura massima f/8!!!
anche con il diaframma alla chiusura massima viene bianco
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notchosen
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Iscritto: 20 Mar 2007
Messaggi: 2632

MessaggioInviato: Gio 31 Lug, 2008 1:58 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Se mettere gli Iso al minimo e chiudere tutto il diaframma non basta l'unica penso siano dei filtri ND, però non ho idea di quanto siano comodi/scomodi da usare su una compatta e quanto ne bvalga la pena...
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GianniSnowboarder
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Iscritto: 29 Lug 2008
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MessaggioInviato: Gio 31 Lug, 2008 2:08 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

non ne vale la pena infatti...aspetterò l'imbrunire!! Mandrillo
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tegame
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MessaggioInviato: Gio 31 Lug, 2008 3:35 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

mitico questo thread .... uno dei primi che avevo gestito come mod Smile
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