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Elementi di Composizione
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_Nico_
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MessaggioInviato: Sab 23 Dic, 2006 9:39 am    Oggetto: Elementi di Composizione Rispondi con citazione

I formati e le loro proporzioni

Il più noto e diffuso formato fotografico è il 35 mm., modo abbreviato di indicare la pellicola 24 x 36. La scelta di queste proporzioni tra lato maggiore e minore dipende dal plurimillenario uso delle proporzioni armoniche, ovvero i rapporti numerici su cui si fondano gli accordi musicali antichi -e moderni. Le principali proporzioni armoniche mettono in rapporto i primi quattro numeri. La prima, 1:2, è nota in Greco come diapason, termine ancora in uso; la seconda, 2:3, è il diapente (o intervallo di quinta); la terza, 3:4, è il diatessaron (o intervallo di quarta).

Basterà dividere 24 e 36 per 12 per rendersi conto che la pellicola 35 mm. è nelle proporzioni armoniche di diapente, o 2:3, come il piccolo dei grandi formati, il 6:9 (in questo caso basterà dividere per 3). Mentre il monitor televisivo e i sensori delle compatte sono impostati sulla proporzione di diatessaron o 3:4 (provate a dividere 800x600 per 200...). Ecco un elenco dei principali formati fotografici e delle loro proporzioni:

1:1: pellicole 120 in formato 6X6.
1:2: formato panoramico (6X12 ad esempio).
2:3: pellicole 35mm, pellicole 120 in formato 6X9, sensori delle reflex digitali.
3:4: pellicole 120 in formato 6x4,5 e in formato 6x8, sensori delle compatte, monitor e tv.
4:5: pellicole piane 4X5" e 8X10".

Insomma, circa tremila anni dopo il tetracordo di Filolao, cioè la cetra con quattro corde accordate secondo le proporzioni armoniche, la civiltà occidentale usa ancora gli stessi criteri. Ecco il tetracordo:



Ha quattro corde, con lunghezze pari a 6, 8, 9, e 12 unità. I rapporti 6:8 e 9:12 sono multipli del 3:4. I rapporti 6:9 e 8:12 sono multipli del 2:3. 6:12 è un rapporto di diapason, multiplo di 1:2.

Dunque molti formati fotografici sottendono già determinate proporzioni, che a loro volta implicano delle suddivisioni 'naturali'.
Per esempio nel caso del formato 24x36, il rettangolo può essere suddiviso in sei quadrati regolari:



Dunque, prima di comporre applicando magari altri sistemi proporzionali (come la sezione aurea, o la tripartizione, nota come nel mondo della fotografia come "regola dei terzi"), è bene conoscere le suddivisioni sottese ai principali formati delle pellicole e dei sensori (per esempio il 4x5" è impostato sempre su un rapporto armonico...).
Questa discussione ha il fine d'evidenziare proprio l'uso di queste principali suddivisioni nella composizione fotografica.

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_Nico_
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MessaggioInviato: Sab 23 Dic, 2006 10:12 am    Oggetto: Rispondi con citazione

Principali Sistemi Compositivi - sistemi assiali 1

Mi sono concentrato sulla fotografia di paesaggio per una ragione semplice: è un soggetto statico su cui è più probabile si applichino dei criteri compositivi, che passano in secondo piano nel caso del reportage, per esempio. Inoltre la varietà dei climi, degli habitat, delle stagioni e dei momenti, garantisce anche una varietà di forme pressoché infinita.

Una prima famiglia di sistemi compositivi si basa sull'uso delle suddivisioni principali dei formati fotografici, dunque sulla verticale o l'orizzontale, sulla diagonale ascendente (/) o discendente (\), o su combinazioni di alcuni di questi assi. Dunque per comodità li chiamerò sistemi assiali.

Un modo semplice ed efficace di comporre si basa sull'impostazione del soggetto sulla suddivisione a 1/3 o 2/3, cioè quella che nel formato 24x36 scandisce il quadrato 24x24, e nello schema precedente è segnata in nero.
Ed eccone un'applicazione di Cartier Bresson:



HCB non si è preoccupato di saturare in particolar modo il cielo, anzi. Il grigio chiaro gli è giovato a mettere in risalto il soggetto, cioè la coppia di filari d'alberi che scorciano verso l'orizzonte dopo una curva. Tutta la composizione si basa sull'impostazione di due assi: l'orizzonte (che è un po' storto... Smile) e i filari d'alberi.



Il filare di sinistra si appoggia sul primo terzo del formato (cioè sulla prima suddivisione naturale del formato 24x36), mentre l'orizzonte coincide -inclinazione a parte- col primo terzo dal basso. In altre parole i due assi determinanti della composizione sono ricavati da una suddivisione in terzi. Ecco un esempio semplice, direi lineare, canonico, della regola dei terzi... Smile

Il paesaggio di Cartier Bresson è in fondo un caso di enfatizzazione del formato 24x36 o, ancor meglio, di "concordanza"... In che senso? Che questo formato, basato sul lato minore pari a 2 e il maggiore pari a 3, viene scandito proprio sull'asse di suddivisione dei 2:3. Insisto sul termine asse, perché si tratta di una composizione che privilegia i valori lineari-assiali. Un caso ancor più netto è questo paesaggio:



In sostanza un elemento viene 'appoggiato' sulla linea di scansione dei 2:3 del formato. Una composizione del genere è semplice: basta guardare, anche a occhio, l'area quadrata del formato. Salgado in questo caso ha molto probabilmente fatto riferimento allo spazio quadrato a sinistra per dare rilievo al suo soggetto:


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sottobosco
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MessaggioInviato: Sab 23 Dic, 2006 11:21 am    Oggetto: Rispondi con citazione

davvero una bella lezione nico, mi piacerebbe sapere qualcosa in più sulla sezione aurea, non trovo nulla sul web di questo argomento...

scusa se inquino questo 3d , ne ho approfittato visto che l'hai citata.. Ok!

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Attilio
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_Nico_
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MessaggioInviato: Sab 23 Dic, 2006 12:50 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Grazie, Attilio. Mi sembra strano che non trovi nulla: il web è pieno di riferimenti alla sezione aurea, forse anche troppo, e con un'inevitabile inclinazione alla Dan Brown, che la pone a cardine di tutte le misteriosofie... Smile

Per stare a questo discorso, cioè la composizione entro una superficie quadrangolare, ti direi che la sezione aurea può essere considerata come una delle più significative proporzioni "dinamiche". Se consideriamo il quadrato come punto di partenza, possiamo dinamizzarlo, cioè farlo "uscire dalla sua stabilità apparente" con modi aritmetici o geometrici. Banalmente: per renderlo un rettangolo significativo si proiettano col compasso alcune delle sue suddivisioni significative. La più semplice è questa: si punta col compasso su un angolo del quadrato con apertura pari alla diagonale, quindi si proietta sulla base. Il rettangolo che ne deriva è noto come rettangolo in "radice di 2" (per sapere la misura della diagonale si usail teorema di Pitagora, e se si assume che il lato del quadrato sia pari a 1, allora la diagonale è V2).

Può sembrare una cosa astrusa, ma invece la usiamo parecchio: tutti i fogli in formato UNI, per esempio UNIA4, cioè 21x29,7, sono in radice di 2, sono cioè dei rettangoli che hanno come lato corto il lato d'un quadrato e come lato lungo la sua diagonale. S'è scelto questo formato perché le proporzioni restano costanti nel taglio... Smile

Un rettangolo aureo si ricava in modo analogo, ma un po' più lungo. Si devono trovare le mediane dei lati del quadrato, quindi congiungere una mediana a uno degli angoli opposti. Proiettando sulla base il segmento ottenuto si trova il rettangolo aureo, come lo vedi sotto:



Con «sezione aurea» s'intende un rapporto in cui la proporzione tra le parti è costante. Se consideriamo un segmento diviso in due parti, definiremo «aurea» quella divisione le cui proporzioni siano tali per cui la parte minore del segmento sta alla maggiore del segmento come questa parte maggiore sta a tutto il segmento: m : M = M : m+M. Nel disegno sopra vedi i tre segmenti della proporzione. Se a M diamo valore 1, allora la proporzione sarà
0,618 : 1 = 1 : 1,618.

Poiché i formati fotografici sono in realtà ricavati dalle proporzioni armoniche, e non dalle dinamiche, cioè queste ricavate col compasso, l'unico modo di "applicare" la sezione aurea a una composizione è di dividere il lato per 1, 618 (o moltiplicarlo per 0,618). Per esempio la sezione aurea del lato maggiore del 24x36 cade a 22,2 millimetri... Rolling Eyes
Un po' complesso applicarla, mentre sarebbe più facile segnarla sui vetri smerigliati d'un banco ottico.

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game
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MessaggioInviato: Sab 23 Dic, 2006 1:14 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

grandiosa lezione fotografica... da leggere e rileggere..
Bravo Nico

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imopen
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MessaggioInviato: Sab 23 Dic, 2006 1:31 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Grazie Nico, competente e chiaro Smile
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Forse un mattino andando in un'aria di vetro, / arida, rivolgendomi vedrò compirsi il miracolo: / il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro di me, / con un terrore di ubriaco. / Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto / alberi case colli per l'inganno consueto. / Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andrò zitto / tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.
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_Nico_
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MessaggioInviato: Sab 23 Dic, 2006 1:46 pm    Oggetto: Sistemi assiali: simmetria, colonne, fasce Rispondi con citazione

Principali Sistemi Compositivi - sistemi assiali 2

Molto noto e usato è l'asse di simmetria speculare, orizzontale o verticale.



Cartier Bresson ha voluto mettere in assoluto risalto non l'ile de la cité parigina, ma la simmetria dei due ponti che la collegano alle rive della Senna. Per questa ragione ha scelto una giornata di foschia, che rarefacesse il paesaggio retrostante, e una pellicola granulosa. L'asse di simmetria verticale coincide con la mediana del formato e i ponti si collocano anch'essi nella fascia mediana orizzontale: una sorta di crociera.

Molto frequente nella fotografia di paesaggio è il ricorso all'asse di simmetria orizzontale, quando per esempio i riflessi sull'acqua permettono di raddoppiare il paesaggio. Ansel Adams tiene in questo caso l'asse alto, e dà spazio ai toni scuri del primo piano:



Possiamo considerare una variante dell'asse di simmetria speculare la composizione costruita sulla colonna centrale. La foto seguente di Watkins è stata scattata nello Yosemite, e credo sia stata meditata da Adams. Watkins estende in questo caso il motivo della "quinta" tipico della pittura di paesaggio, in genere costituito da fronde scure che incorniciano e mettono in risalto l'area centrale e luminosa del paesaggio.

Watkins però lo varia abbondantemente. Non solo perché il soggetto gl'impone la verticale, ma anche perché alla fine la "quinta" assume pari rilevanza rispetto al soggetto...



Se è probabile, molto probabile che Adams abbia meditato le foto scattate da Watkins allo Yosemite, mi sembra quasi certo che lo abbia fatto Andreas Feininger, che ha sposato la composizione a colonna alla "foresta" d'acciaio e calcestruzzo di New York...



Ecco una variante, sempre di Feininger...



E una sorta di calco complementare, di Ansel Adams... Complementare perché resta invariato il sistema tonale -scuro nelle due colonne laterali, chiaro nella centrale- ma il soggetto chiaro, in luogo d'essere sullo sfondo, indietro, è in primo piano.



Se il sistema a colonne si basa sulla verticale, la composizione a file o a fasce utilizza anche l'orizzontale e insiste sulla ripetizione più o meno modulata. Ecco un semplice esempio di composizione a file (sempre di Adams):



E alcuni esempi di composizioni a fasce, ovviamente più frequenti nella foto di paesaggio (la prima è di Adams, la seconda di Haas):





Questi tre esempî mostrano molto bene che l'uso di composizioni assiali molto semplici, come quelle a file o fasce, viene utilizzato sia da Adams che Haas come base per modulazioni tonali o cromatiche. Certamente senza l'albero in luce questa foto perderebbe parecchia forza e attrattiva:



Adams in questo caso ha fatto del piccolo albero luminoso il perno della composizione, letteralmente funge da raggio in tutti i sensi (luminoso e geometrico):



Nel campo della musica sono una vera ciofeca, ma questa foto funziona come una piccola orchestra che ha due suoni: un fondo ritmico di bassi a fiati o percussioni, e una dominante acuta -i grappoli di foglie in luce- che trova eco nel secondo, leggero, vaporoso e più rado punteggiato di foglie più a destra.


Anche nel caso dei due paesaggi a fasce la modulazione tonale e cromatica è decisiva. Non ci vuole molto per accorgersi che per quanto l'ondulazione ripetuta introduca varietà al motivo a fasce, la foto risulterebbe abbastanza piatta senza il gioco di forti contrasti tonali:



Decisivo il passaggio di nubi, e la sapiente, sapientissima attesa: la lama di luce che crea una fascia in più e dà vita alla composizione snudando la silhouette d'un cavallo. Se attribuiamo alla fascia scura la lettera A, e alla chiara la lettera B, allora dal basso all'alto (o al contrario) abbiamo un ritmo nitidissimo: ABABA. Il contrasto nelle due fasce mediane è anche di "tessitura": immaginiamo le colline dal dolce profilo morbide, e vediamo i grandi contrasti dei profili spigolosi delle montagne in fondo. Anche qui una sorta di partitura musicale per contrasti e dissonanze...

Non contrasti, ma nuances nel caso di Haas...



Nuances cromo-tonali, direi, rigorosamente orizzontali, ma accese agli estremi. Ed è proprio nella finta simmetria degli estremi che la composizione si anima: il motivo dell'onda, che sembra rispecchiare in basso le nubi immote ma frange, dona vita alla composizione, altrimenti immobile e statica. È proprio nell'onda che frange e riprende rovesciato il profilo screziato delle nubi la molla della composizione: una sorta d'interpretazione paesistica dell'attimo decisivo di cui parlava Cartier Bresson.

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_Nico_
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MessaggioInviato: Sab 23 Dic, 2006 2:57 pm    Oggetto: Sistemi assiali: diagonali, piramide, clessidra, zig-zag Rispondi con citazione

Principali Sistemi Compositivi - sistemi assiali 3

Oltre gli assi ortogonali sono ovviamente molto usati quelli obliqui, in particolare una delle diagonali come asse di composizione. Ecco una foto di Salgado



e una di Ansel Adams



Le due foto hanno la stessa impostazione lineare: dalla diagonale ascendente (questa diagonale si chiama così per ragioni percettive e culturali: poiché scriviamo da sinistra a destra, abbiamo l'impressione che la diagonale salga) parte un'altra linea obliqua, più semplice nella foto di Salgado, più articolata e modulata in quella di Adams.

Le due foto hanno in comune la stessa impostazione lineare, e in questo caso ambedue esaltano la diagonale ascendente con un soggetto che effettivamente ascende. Mentre il sistema tonale è praticamente rovesciato: scuro ciò ch'è sotto la diagonale nel caso di Salgado, chiaro nel caso di Adams. La foto di Salgado è impostata dal punto di vista tonale su una scala anch'essa "ascendente", con i grigi che vanno a schiarire. Mentre la foto di Adams è più complessa, con le sue quattro aree: la sabbia ondulata e la sabbia perfettamente liscia; le dune in ombra e in luce.

In ambedue i casi, tuttavia, è evidente che la diagonale è solo l'asse d'impostazione per una dinamica tonale più articolata...

Ecco anche qualche esempio di composizione impostata sulla diagonale discendente. Comincio con una foto celeberrima, scattata da Lewis Hine nel '31:



La diagonale è detta "discendente" perché la nostra consuetudine a scrivere da sinistra a destra e dell'alto al basso ci porta a vederla in questi termini.
In questo caso la posizione dell'operaio è contraria alla direzione della diagonale, e cioò esalta ulteriormente -se fosse necessario- la sua acrobazia.

In questo caso, invece, usare la diagonale discendente 'aumenta' la velocità del treno (foto di Libsohn):



Ma il fotografo credo conoscesse questo quadro dell'Inglese Turner, uno dei pilastri del Romanticismo. Ha cercato proprio un ponte, e un punto di ripresa del tutto analogo:



La diagonale discendente torna in un'altra foto delle stesso autore, Libsohn, nello stesso anno (1945):



Il tema è analogo a quello di Hine: l'eroicità dell'operaio, e Libsohn lo imposta in maniera analoga: la diagonale discendente come asse che vede l'operario sormontare le difficoltà. Tuttavia Libsohn ha usato anche la diagonale opposta, che dà slancio alla sua figura... Qualcosa di simile lo propone nel campo architettonico Andreas Feininger:



Ben note le composizioni a piramide. Ovviamente una vetta si presta bene, e anche un albero, talvolta.





Ancor più rare le composizioni a clessidra. Ecco un schema elementare, che mostra come le composizioni a clessidra utilizzino ambedue le diagonali:



E faccio un esempio dello schema 1.A con un francobollo (ahimè) di Feininger:



Francobollo ma eloquente... Feininger pensava esattamente a questo schema, e quando l'ha trovato nella sopraelevata e nella sua ombra l'ha ripetuto dove poteva, cercando ogni variazione:



Però, quando c'è da decidere la copertina del libro, opta per la prima (il francobollo): quella che con più nitidezza esempla lo schema a clessidra.

Esempi fotografici a parte, aggiungo qualche opera secentesca costruita a clessidra (con dinamizzazione del punto d'intersezione)... Questa è una variante molto interessante allo schema a clessidra (o a croce di Sant'Andrea, o a X) di Van Dyck:



Questo quadro mi sembra interessante perché -oltre a riprendere le variazioni sulla clessidra di Van Dyck- la struttura è ottenuta più che con assi lineari, con le dominanti tonali: si tratta sostanzialmente di due triangoli/coni di luce...





Infine un esempio di composizione a zig-zag...

Questa foto di Cartier Bresson è un caso d'impostazione assiale della regola dei terzi. Ma una qualsiasi tripartizione d'un quadrilatero non necessariamente comporta di comporre allineando gli assi dei soggetti su quelli del formato. Faccio un solo esempio, che traggo al volo dalla rete, di Joel Smith (era studente nel '99), che ha seguito una diversa modalità di composizione tramite la regola dei terzi:



In questo caso il fotografo ha impostato la composizione su uno zig zag che però ha come assi portanti proprio quelli di tripartizione del formato:



Questo possiamo descriverlo come uno dei modi dinamici di composizione sulla regola dei terzi... Smile

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Ultima modifica effettuata da _Nico_ il Sab 23 Dic, 2006 4:08 pm, modificato 1 volta in totale
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marklevi
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MessaggioInviato: Sab 23 Dic, 2006 3:11 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

grazie Nico, leggo tutto un po alla volta Ok!
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AleZan
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MessaggioInviato: Sab 23 Dic, 2006 3:36 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Ottimo Nico. Utilissimo.
Un suggerimento. Visto che parliamo di composizione sarebbe comunque utile potere vedere tutta l'immagine, senza dovere scorrere il monitor.
In questo senso Turner e Van Dyck sono un po' grandi per un monitor di risoluzione media.

complimenti, ciao

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Alessandro - www.alessandrozanini.it
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_Nico_
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MessaggioInviato: Sab 23 Dic, 2006 3:54 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Grazie a voi. Alessandro, grazie del suggerimento. I quadri di Grabber ho potuto ridurli, ma quello di Turner è collocato su un sito russo a cui non ho accesso. Dovremo tenercelo così... Smile
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sottobosco
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MessaggioInviato: Dom 24 Dic, 2006 10:54 am    Oggetto: Rispondi con citazione

grazie mille Nico, letto tutto d'un fiato!!!
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Attilio
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claudiom
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MessaggioInviato: Lun 25 Dic, 2006 4:23 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Purtroppo la composizione, vista in questo modo, risulta usabile quasi solo per mettere insieme foto rigide.

La composizione nel b/n ha nelle masse chiare e scure il suo dato fondante, senza valutare quello è controproducente tentare improbabili terzi.

Nella fotografia a colori la composizione si fonda sui colori caldi e freddi, loro rapporto, loro peso, loro distanza apparente.

La visione e la sua riduzione alla bidimensionalità sono cose assai complesse, mai riducibili a poche regole meccaniche, inoltre il mondo della ricerca sulle modalità della visione umana è in continua evoluzione verso terreni poco esplorati della mente.

Lo so che non è rassicurante affermarne la sostanziale irriducibiltà a delle regole predefinite, ma il mondo delle immagini è nebbioso, tocca fare i conti col mistero.

Smile ciao, Claudio.
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_Nico_
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MessaggioInviato: Lun 25 Dic, 2006 5:46 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Ti sbagli claudiom, qui non c'è proprio nessuna regola. Né vuole esserci. Qui c'è una raccolta di "tipi", molto generale. E ancora incompleta.

Ma è ovvio che il mugnaio veda farina dappertutto, e sia infarinato... Smile

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_Nico_
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MessaggioInviato: Mar 02 Gen, 2007 9:17 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Principali Sistemi Compositivi - il mondo delle curve 1

Sinora ho mostrato esempî di composizioni assiali, cioè impostate su uno o più segmenti che derivano dalla suddivisione del formato quadrangolare, ma esiste un ampio campo di composizioni che pur fondando su linee dominanti non si basa sulle rette ma sulle curve... La serpentina è una delle composizioni più caratteristiche di questo gruppo. Ne mostro una di Adams...



una di Berengo Gardin:



Linea retta e curva sono profondamente diverse. Si sa, ma non sempre si considera cosa veicolino. L'architettura greca sconosce la curva, per esempio, che diviene centrale nell'architettura romana. E non è un caso che l'architettura sacra dei paesi cattolici abbia come fulcro la cupola, quintessenza della curva che ruota su se stessa, mentre nei paesi protestanti la cupola è assente, e predomina piuttosto la guglia, cioè l'apoteosi della linea retta.
La questione è ben più antica, e di mezzo vi troveremmo il culto mediterraneo della dea madre -che poi diviene madonna-, culto assente nell'Europa del nord.

Certo dove si scava ritualmente il labirinto -piuttosto curvo Smile- con uno strumento rituale curvo come il Labrys (da cui Labrynthos, labirinto)



si trovano dee come questa:



Una civiltà, la minoica, che nella curva trova la propria massima espressione. Ecco che un polipo diviene un perfetto soggetto per esaltare con le curve un oggetto curvo come il vaso:



Il primato della curve scompare quasi del tutto per secoli, o diviene marginale (per esempio nella cultura celtica) sinché non riemerge prepotente a fine Ottocento, con l'Art nouveau. Basti come esempio vedere come l'Art nouveau tratta oggetti tipicamente quadrangolari come una porta...



o dei mobili...



Da questa angolazione, anzi curvatura... Smile, il lavoro fotografico di Edward Weston è esemplare... Che si occupi di peperoni



conchiglie





radici



gambe





è evidente che si interessi abbastanza di forme curve, non d'oggetti... Smile

Questo celebre nudo è piuttosto articolato, e le triangolazioni complesse, ma in definitiva -considerando la testa e le braccia- non è difficile cogliere che la composizione punta alla figura archetipica dell'uovo:



Weston tratta il corpo come fosse un paesaggio:



E il paesaggio come corpo sinuoso:



È probabile che insista sulla metafora corpo <-> paesaggio fondando proprio sull'archetipo della dea madre, o comunque della terra come corpo vivo, come organismo e non solo oggetto. In fondo Weston insiste sulla curva come paradigma della vita, della sua sinuosità, della sua eleganza, della sua varietà...

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Teo76
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Iscritto: 23 Ago 2004
Messaggi: 4814
Località: Torino

MessaggioInviato: Mer 03 Gen, 2007 12:32 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Ottimo Nico!!!
Ottimo lavoro!!
Grazie!

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Matteo www.matteonobili.com
Sono ottimista: un giorno la Terra servirà a concimare un pianeta lontano [Altan]
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Paolo Cardone
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MessaggioInviato: Lun 08 Gen, 2007 1:14 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Complimenti Nico!
Wink
Paolo Cardone
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claudiom
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Messaggi: 5461

MessaggioInviato: Lun 08 Gen, 2007 5:56 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Mi domando, e non è una domanda retorica, se Nico si aspetta qualcosa di diverso dall'approvazione.
E me lo chiedo per qualsiasi intervento lungo e circostanziato, che abbia richesto, come in questo caso, tempo e applicazione, compresi quelli del sottoscritto.
E mi chiedo pure se il web è il luogo della dialettica o della frustrata affermazione e se il dissenso non possa che diventare subito, per la natura del mezzo, sterile polemica.
Seriamente lo dico, grazie.

Ciao, Claudio.
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_Nico_
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MessaggioInviato: Lun 08 Gen, 2007 6:30 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

claudiom ha scritto:
Mi domando, e non è una domanda retorica, se Nico si aspetta qualcosa di diverso dall'approvazione.
E me lo chiedo per qualsiasi intervento lungo e circostanziato, che abbia richesto, come in questo caso, tempo e applicazione, compresi quelli del sottoscritto.

Non nutro particolari aspettative, in tutta onestà. Ho smesso di scrivere articoli e saggi perché m'interessano poco le aspettative in genere correlate a questo genere di pubblicazioni: consenso, irrobustimento del curriculum e così via. È una mia scelta personalissima, ovviamente.

In questo caso il punto di partenza è un altro: una sorta di esplorazione "etnografica". Con tutti i piaceri e i limiti del caso. S'impara a distinguere i tratti somatici dei Cinesi, dei Somali, si apprendono alcuni loro costumi. Ma naturalmente non si può certo dire di conoscerli.
Io mi sono imbarcato in questa perlustrazione e raccolgo immagini, anzitutto. Metterle a disposizione d'altri in forma leggera, non strutturata come può esserlo un saggio, lo preferisco di gran lunga. Sono spunti, annotazioni, e so che possono divenire oggetto di critica, stimolo o indifferenza. Questo è nell'ordine delle cose.

claudiom ha scritto:
E mi chiedo pure se il web è il luogo della dialettica o della frustrata affermazione e se il dissenso non possa che diventare subito, per la natura del mezzo, sterile polemica.
Seriamente lo dico, grazie.

Vuoi dire in altre parole che dissenti da quanto sto facendo, da ciò che scrivo, dall'approccio? Io lo sapevo già, ma se vuoi scriverlo sei libero di farlo. Non ho ancora finito, ma se vuoi farlo, fallo pure. Per parte mia proseguirò la mia piccola passeggiata. Ma questo lo sai anche tu... Smile

Edit: sì, ho visto, Ham Ham... Smile

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Ultima modifica effettuata da _Nico_ il Lun 08 Gen, 2007 6:36 pm, modificato 2 volte in totale
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hamham
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MessaggioInviato: Lun 08 Gen, 2007 6:32 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

claudiom ha scritto:
Mi domando, e non è una domanda retorica, se Nico si aspetta qualcosa di diverso dall'approvazione.
E me lo chiedo per qualsiasi intervento lungo e circostanziato, che abbia richesto, come in questo caso, tempo e applicazione, compresi quelli del sottoscritto.
E mi chiedo pure se il web è il luogo della dialettica o della frustrata affermazione e se il dissenso non possa che diventare subito, per la natura del mezzo, sterile polemica.
Seriamente lo dico, grazie.

Ciao, Claudio.


secondo me quelli di _nico_ sono da prendere come appunti: chiari, sintetici, ordinati. nulla di più....
cose che è sempre bene rileggere, di tanto in tanto... e magari (magari?!?!?) integrare con la propria formazione ed esperienza...
Smile


edit: nico ci siamo sovrascritti Ops

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