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photo4u.it - Interviste
5 minuti con genesis - Giuseppe Vizzari
In questa rubrica incontriamo i fotografi che si affacciano al nostro portale con i loro scatti, i loro commenti e consigli agli altri utenti del forum.

Attraverso le domande e le relative risposte, qualche fotografia che li ritrae di persona e i link alla loro attività o alle pagine social/siti personali, in “5 minuti con …” la redazione si propone di aprire una finestra sul mondo degli utenti scelti di volta in volta, per poter conoscere più approfonditamente coloro con cui quotidianamente ci confrontiamo, tanto da considerarli amici, pur non avendoli mai visti di persona.

La nostra Redazione, per questo mini incontro, ha intervistato: genesis - Giuseppe Vizzari

Profilo su p4u e Gallery su p4u

Buona lettura a tutti!






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La Fata MorganaS. T.Rientro del gregge al crepuscolo

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S.T.Di fronte alle isole Panarea e Stromboli

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IndiaSaline Ioniche, RCLee



Ciao Giuseppe. Giusto per rompere il ghiaccio, vuoi iniziare raccontandoci un po’ di te, dei tuoi interessi e, in particolare di come sei arrivato alla fotografia?

Ciao Teresa, onorato per avermi scelto. Prima di iniziare un caro saluto a tutti gli amici di photo4u.

Sono nato e vivo in un borgo che è una frazione di Reggio Calabria. Ho vissuto la mia infanzia serenamente. Un paese ove ci si conosceva tutti e con tutti vi erano rapporti di amicizia e cordialità. Paese in prevalenza agricolo e la vita era una conseguenza delle stagioni. Ricordi e odori indelebili, feste e ricorrenze varie.

Poi l’adolescenza, la scuola in città, altri amici nuovi interessi.

Ricordo che mio padre (avevo 5 anni) è stato costretto a comprare una radio, di quelle a valvole e che possiedo ancora, per evitare che io disturbassi i vicini di casa, ove tutte le sere mi recavo per ascoltare la musica ed i programmi di allora.

La musica, il leitmotiv della mia vita, mi accompagna ancora nei momenti belli o meno della vita.

Ho iniziato a dipingere da autodidatta, ho sempre amato i segni e i colori lasciati sulla carta e poi sulla tela.

Ho migliorato questa passione nello studio di un pittore a Torino, ho venduto molto anche se questo non era il mio scopo. Col tempo ho perso la voglia ed il piacere di dipingere, forse conseguenza degli impegni dell’età adulta.

Età adulta che inizia subito dopo il servizio militare, quando, a 22 anni arrivo a Torino, vincitore di concorso come coadiutore e successivamente, a seguito del mio trasferimento a Reggio Calabria, quale assistente, poi cancelliere, sempre presso gli uffici della Procura della Repubblica.

Attività intensa, ricca di soddisfazioni, ma stressante.

Avevo 16 anni quando un mio zio che viveva in Belgio mi spedisce un biglietto per “andare via dal paese e conoscere altre realtà”.

Sto con lui e la sua famiglia quasi 2 mesi durante i quali mi porta a vedere e conoscere gran parte di quella nazione.

Vivo la mia prima esperienza fuori casa.

Un giorno mi porta in un negozio di fotografia. Di fronte a me uno scaffale con decine di fotocamere. Me ne regala una.

Gli sarò sempre riconoscente.

Ero curioso ed affascinato dai risultati – non capivo e non m’importava della qualità di essi, che non poteva esserci – stampati e che potevo far vedere.

In fondo erano foto di paesaggi, di amici e parenti. Successivamente foto di feste e ricorrenze (da poco ho ritrovato una serie di foto, quasi un portfolio, del funerale di un mio nonno).

Questa fotocamera l’ho utilizzata solo nelle occasioni e senza alcuna pretesa.

Con l’avvento del digitale ho ripreso a fotografare con impegno. Sentivo di dover maturare quella che poi è stata ed è la mia più grande passione.

Ho frequentato un corso base presso un club della mia città - di cui sono stato socio –le riunioni serali e le uscite con gli altri amici

Dalle tue fotografie emerge uno spiccato interesse per la condizione umana, qualsiasi essa sia. Come vivi, in questo senso, il tuo fotografare? Si tratta di appunti in favore della memoria personale, di un resoconto, di una denuncia … ?

Il corso base è stato l’arco che mi ha lanciato in questo mondo affascinante.

Ho fotografato di tutto, dai paesaggi alle persone nella speranza che gli errori, i tanti errori, mi aiutassero a migliorare.

La fotocamera in mano mi dava e continua a darmi nuova forza, più sicurezza. Ho studiato molto ed ho imparato ad utilizzare Photoshop da solo.

Credo che in occasione della rivolta di Rosarno (gennaio 2010) e del mio primo vero viaggio (Myanmar, ex Birmania) abbia intuito quale potesse la strada che avrei dovuto percorrere: l’uomo, soggetto essenziale della mia fotografia e quindi, reportage e ritratto.

Anche nei paesaggi ritengo che la figura umana renda più vivo ed interessante lo scatto.

Al di là della qualità del risultato questa fotografia mi dà gioia e soddisfazione, questo contatto mi è utile, intanto, per entrare in sintonia conpersone che quasi sempre non conosco, per conoscerle, per capirle, per rapportarmi; in poche parole mi aiuta a relazionarmi in maniera esclusiva e quasi intima.

E’ un dono che ricevo.

Cerco di evitare situazioni particolarmente imbarazzanti, di avere rispetto e di chiedere la loro collaborazione.

Raramente i miei scatti sono rubati, mi sono sempre immedesimato e capisco che qualcuno potrebbe non gradire essere fotografato.

Probabilmente di conseguenza si crea una forma di complicità ed empatia. E’ questo rapporto che mi ripaga e mi da soddisfazione.
E’ questo che mi spinge a mettere al centro di tutto l’uomo.

So che ognuno di loro mi da qualcosa, si dice l’anima, sicuramente mi da il suo tempo, la sua disponibilità, la sua persona, la sua intimità…per finire non posso che ringraziarlo, ed è quello che faccio.

Quanta importanza ha per te la possibilità di mostrare ad altri le tue fotografie, di confrontarti su di esse non solo dal punto di vista tecnico ma anche, e forse soprattutto, da quello comunicativo?

Se c’è una storia e buona qualità fotografica, lo sbocco naturale è quello della condivisione (mostre, libri, social). Da qui in poi scatta il confronto, le critiche, i riconoscimenti o meno del lavoro svolto.

E’ dal confronto che nasce la consapevolezza della propria capacità espressiva, di denuncia, di semplice conoscenza di fatti e luoghi.

Credo che ogni fotografo insegua le proprie ossessioni, ricercandole in ogni scena che si manifesta davanti ai suoi occhi e, una volta individuate, spingendolo allo scatto. Che cosa, in particolare, spinge te a fotografare? Qual è il filo conduttore che lega le une alle altre le tue immagini?

Credo che il filo conduttore dei miei scatti sia l’uomo in tutte le sue manifestazioni.

E’ una conseguenza di quanto scritto sopra: il bisogno di contatto per conoscerlo, per capirlo, per migliorarmi.

In questo cerchio è il senso della mia fotografia.

Sapendo a cosa si può andare incontro, succede che l’immagine, il risultato è già dentro di noi.

Mi è successo, ad esempio, quando ho deciso di andare in Myanmar.

Prima di partire avevo in mente cosa avrei voluto realizzare sul Lago Inle. L’ho concretizzato il mattino successivo ad un pomeriggio infruttuoso.

La successiva mostra l’ho intitolata “Segni di un sogno vissuto”.

L’altro motivo importante che continua a spingere per fare sempre meglio, è il divertimento.

Ritieni che la fotografia, al di là della propria essenza di mezzo per produrre immagini, abbia un valore estetico in sé o, per poter “fare arte” in ambito fotografico, si debba necessariamente ricorrere ad altri linguaggi?

La fotografia è una forma di linguaggio dovrebbe, quindi, avere la capacità di parlare da sé, raccontare, fare conoscere, fare pensare; perché negarle la possibilità di assurgere ad arte?

Sappiamo che ogni forma d’arte utilizza dei mezzi materiali per essere realizzata…anche la fotografia utilizza dei mezzi.

Non sono quindi gli strumenti a proporci l’arte, ma l’intelletto umano, la capacità di alcuni a valicare il limite, ad innovare, trovare nuove strade da percorrere o migliorare quelle già esistenti.

Nel nostro Forum abbiamo alcuni autori che con le loro opere riescono a meravigliarci e a sorprenderci.

Quanto peso hanno, nel tuo fotografare, il lavoro precedente allo scatto e la post produzione?

Questo dipende dal tipo di fotografia.

Trattandosi di reportage nudo e crudo, difficilmente capiteranno situazioni che si potranno adattare alle nostre idee o esigenze o aspettative.

Bisogna prendere quello che succede, con l’esperienza e la speranza di realizzare un lavoro che possa raccontare una storia.

Al contrario, se le riprese sono prevedibili o cercate, ci si prepara in tempo utile: si intrecciano i rapporti interpersonali, si trova la location più adatta, si preparano le luci e altro ancora che possa essere utile allo scopo.

Per quanto riguarda la post produzione questa dovrebbe limitarsi a sufficienti regolazioni di luminosità, contrasto, bilanciamento del bianco e poco altro.
Ma capisco che ognuno ha il suo modo di procedere e a volte ci si lascia prendere la mano e si va oltre.

In alcuni casi (concorsi) non vengono accettate fotografie particolarmente ritoccate o vengono successivamente escluse.

L’ideale sarebbe realizzare immagini che non necessitano di ritocco. E’ complicatissimo, ma qualcuno ce la fa.

Sei un duro e puro della macchina fotografica o non ti formalizzi e usi anche lo smartphone?

Viviamo nell’epoca in cui ognuno ha la possibilità di fare la sua foto, quella che gli piace, i selfie, gli eventi, i paesaggi, gli animali domestici, ecc..

Nel 2019 si calcola siano state scattate 1.42 triliardi di foto (notizia internet).

Può capitare che un evento unico, eccezionale sia immortalato con uno smartphone, perché no?

A parte questa rara possibilità, scatto con la mia fidata fotocamera.

Su p4u hai ottenuto numerosi riconoscimenti, sia dallo staff (foto della settimana, foto del mese …), sia dagli altri utenti con commenti e preferenze. Come vivi la consapevolezza di essere bravo e apprezzato?

Credo che i riconoscimenti facciano bene a tutti e in ogni ambito, danno euforia, aiutano a fare meglio.

Arriva il giorno, per ognuno di noi che vive questa passione, in cui si individua la strada da percorrere, probabilmente la maturazione di uno stile personale ed è questo il massimo del nostro fotografare.

Essere consapevoli dei risultati raggiunti non fa altro che incitare a fare sempre meglio.

I riconoscimenti, i premi, le mostre, eventuali libri fotografici ne saranno una conseguenza.

Fotografando per lo più persone ti sarà capitata certamente qualche situazione particolare, hai qualche aneddoto da raccontarci?

Uno dei tanti, in Myanmar.

Avevo in mente una foto che riprendesse dei monaci buddisti con il loro bel mantello di un rosso particolare, nel mentre attraversano il famoso ponte U Bein ad Amarapura. Ero in barca da un bel po’ di tempo con un compagno di viaggio che voleva rimettere i piedi a terra.

Il cielo era di un bellissimo colore arancione, ma era tardi, avrebbe fatto presto buio…ma io speravo ancora in una specie di miracolo. L’ho pregato di pazientare e per tutta risposta mi dice che vuole scendere, tanto ormai di monaci non se vedranno più.

In quel momento noto che tre ciclisti stavano attraversando il ponte di fronte a noi, tutti e tre con la bici portata a mano, tutti e tre quasi alla stessa distanza e nella stessa posizione. Ho il tempo di qualche scatto ed ho sperato che almeno uno fosse buono.

Rassicuro il mio amico e gli rispondo che possiamo andare.

Vivendo p4u, ti sarai certamente fatto un’idea dei suoi punti di forza e delle cose migliorabili o di quelle che, invece, mancano. Hai qualche suggerimento, qualche consiglio, per poter progredire e rispondere sempre meglio alle attese di chi ci frequenta?

Sono cresciuto, fotograficamente, quale socio di un club e contemporaneamente iscritto alla FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche).
In questo ambito, dopo il corso base, ho maturato la mia esperienza.

Approdare ad una comunità on line è cosa diversa, ma non per questo meno piacevole e costruttiva.

Riconosco in questo nostro Forum, intanto, molti buoni autori, serietà, buone capacità di critica oltre ad un’ottima organizzazione.

Mi rendo conto, però, che ci sono pochi lettori che riescono ad approfondire, ad interpretare le immagini esposte al commento degli altri, a saper vedere dentro e nell’eventuale messaggio che l’autore avrà nascosto nelle pieghe del fotogramma.

Limitare il commento a frasi di convenienza, non aiuta molto.

Posso intuirne i motivi (mi ci metto in mezzo anchi’io), ma credo che questo è un punto debole.




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Nella tendopoli di RosarnoMaternitàCasa abbandonata

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Gente che dorme per stradaUna scala verso il cieloLa speranza

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Il maestro Paolo CondursoLa scalata dello Stromboli in compagnia di Carsten PeterFioraio


Per finire oltre ad ammirare la tua gallery qui su photo4u, ti chiediamo di scegliere le foto (al max 5) a cui sei più affezionato tra quelle che hai postato nel tempo e di aggiungere una breve descrizione a corredo di ognuna.


Questa immagine è stata premiata
(Seconda, dopo quella di un fotografo professionista) al concorso fotografico
del National Geographic, categoria persone, anno 2011. Ritrae un ragazzo che,
insieme a tutti gli altri lavoratori stagionali, a seguito della Rivolta di Rosarno,
sono costretti ad andare via dalla cittadina della Piana.
Link Foto su p4u


littlefà ha scritto:
La presenza del vetro e tutto cio che include avvalora l'immagine, ne caratterizza l atmosfera rendendola piu intima,malinconica, silenziosa.. proprio le stesse sensazioni che veicola la sua espressione. Ciao


Antonio Mercadante ha scritto:
Molto bella, la polvere sul il vetro danno unn bel tocco. Un caro saluto Ciao



Per scattare questa e poche altre foto ho percorso oltre 200 km a/r.
Ho conosciuto la signora sulla pagina di una mia amica ed “è stato subito amore”.
Si chiama Teresa ed è considerata l’ultima discendente della Tribù degli Sbariati
(Tribù che ha abitato per secoli un antico villaggio rupestre in Calabria a pochi chilometri da Tropea).
La mia stessa amica mi ha accompagnato da lei, che è stata disponibilissima nonostante l'età e gli acciacchi.
La mia idea era di fotografarla in casa.
Al piano terra l'abitazione ha stanze piccole e pochissima luce,
migliore il piano superiore, ma poco spazio per inquadrare la figura per intero.
Per fortuna, c'è una finestra dalla quale entra una discreta luce.
Proviamo a fare qualcosa; aiutato dalla mia amica spostiamo alcuni elementi di disturbo.
Un pò di chiacchiere per prendere confidenza.
Teresa è stata fotografata quasi sempre seduta.
Ha collaborato, ma diversi problemi dovuti anche all'età hanno limitato pose ed atteggiamenti.
Sono andato via convinto di aver scattato qualche buona foto.
Questa credo sia una di quelle. Dimenticavo, le ho portato un vassoietto
di paste secche alle mandorle che ha molto gradito.

Dati tecnici.Ho scattato con la Nikon D850 ed il 70-200 f/2.8, tra i 70 ed i 135 mm,
con apertura massima ad f/3.5. La poca luce mi ha costretto a portare gli ISO a 800 e
sono stato sempre al limite come tempi di scatto, credo mi abbia aiutato la stabilizzazione del tele.
Link Foto su p4u


Natalia Bondarenko ha scritto:
Ottimo ritratto, come piace a me.... Poi, il soggetto, è fantastico!!!! Complimenti, eh Smile


iamfrank ha scritto:
Intensa, bellissima, un volto che racconta tanto Complimenti


littlefà ha scritto:
Ci sono dei volti,degli sguardi, delle persone, che anche senza tante parole sanno lasciarti qualcosa dentro.Gli occhietti teneri e grintosi di questa signora ne son un esempio. Forza e caparbietà racchiuse in un "involucro" così delicato e fragile. Sorriso timido e cordiale e pelle disegnata da tantissimi racconti di vita vissuta. Che ritratto hai fatto a questa bella signora. Complimenti davvero Ciao


Klizio ha scritto:
O mammamia che intensità, che bellezza! Che luce!! Talmente presente e ferma che ti mette a disagio. Bianco e nero semplicemente maestoso, con un sublime dettaglio dei toni medio bassi sulle parti a fuoco che onestamente ritrovo in pichissime altre foto. Un ritratto magistrale sia come narrazione che come tecnica. Sarebbe molto bello e utile se ci parlassi un po di questo scatto... anche sul piano tecnico, io almeno davanti a simili esempi lampanti di bravura resto sbigottito. Preferita Ciao


Harma ha scritto:
Così vero! Bellissimo..


brunomar ha scritto:
Bellissimo ritratto


Flavia Daneo ha scritto:
Una vita raccontata con due colori. Perché, se molto dicono le rugosità sul volto e la fermezza dello sguardo altrettanto eloquente è il racconto che fa' quanto tenuto in ombra. Bravo bravo 🤗



Aspettavo il passaggio di qualcosa di interessante,
ed è arrivato questo ragazzo.
Link Foto su p4u


Harma ha scritto:
Questo bellissimo scatto mi era sfuggito... Subito preferito! Bravissimo!


Flavia Daneo ha scritto:
Magnific scatto, splendido sotto ogni aspetto! Complimenti per questo e per tutti gli altri: li osservo, li ammiro e cerco di imparare...😊 🤗


rrrrossella ha scritto:
Mi associo a tutti i commenti positivi… bellissima luce e fantastico il tuo colpo d’occhio! Meritatissima la scelta dello staff. Complimenti! Un applauso


perozzi ha scritto:
Tutto al posto giusto, specie questa bici che si aiuta con il muretto per l'impennata..... la fortuna aiuta gli audaci e crea immagini straordinarie.


OLDMAN ha scritto:
Ottima...gran momento colto Smile Ciao


Laki85 ha scritto:
Ottimo tempismo e gran colpo d'occhio. Molto pulita anche dal punto di vista puramente estetico. Ok!


randagino ha scritto:
Bella comunque. Ma lo spiazzamento del falso appoggio è davvero speciale. Ok! Ciao


Conrad79 ha scritto:
Catturato il momento perfetto. A parte il gioco di prospettiva, luce e riflessi impreziosiscono tantisissimo la foto. Complimenti.


elis bolis ha scritto:
eccola!!! la stavo aspettando per inserirla nelle mie preferite Smile un'immagine davvero fantastica che quando la vedi, non te ne dimentichi ciao Elis


essedi ha scritto:
Fantastica immagine!Perfetto il momento colto con la ruota della bici che sembra salire sul muretto,ottimi colori e composizione.



sanmoi ha scritto:
Fantastica! Sembra che stia salendo con la bici sul muro della scalinata... Ok! Smile ...e complimenti per l’ottima gestione delle luci, dei colori, della composizione... Un applauso Smile


redazione4u ha scritto:
Complimenti Giuseppe, il link a questa foto, FdS e Home Page,
e' in evidenza per una settimana sulla ns. pagina Facebook:

https://www.facebook.com/photo4u.it/



Arnaldo A ha scritto:
Complimenti per questo bellissimo scatto, giusta meritata vetrina. Un applauso Un applauso Ciao
Arnaldo



Di questa foto se ne parla a seguito della domanda n. 9...
Link Foto su p4u


batstef ha scritto:
Luce meravigliosa, situazione perfetta, solo complimenti Ciao


elis bolis ha scritto:
un'altra splendida foto che finisce subito nelle mie preferite alle prossime Elis


littlefà ha scritto:
Una gran foto... grafica quanto basta.. dinamica ed armoniosa.Ma tutto ciò non può prescindere dall'aver catturato un ottimo momento. Lo sfondo poi rende tutto ancor più d'effetto. Ottima! Ciao


reddo ha scritto:
Composizione perfetta, bello il colore e le silhouette. Complimenti e preferita! Ok!


vittorione ha scritto:
Grafica, pulita, accesa di una tinta in evocativa sintonia con la scena (e che invece in quest'altra, devo dire, mi aveva convinto meno, anche per la minor qualità del risultato attorno alle silhouette).

Perfettamente colto il passo dei tre, con le loro presenze ben ritmate e collocate negli spazi giusti, anche rispetto al rischio di sovrapporsi ad uno dei piloni del ponte. Molto bella. V.


fmongili ha scritto:
Esteticamente accattivante e curata tecnicamente, bravo e preferita! ciao Franco


AarnMunro ha scritto:
Notevole. la scena è già interessante di per sè...con questo sfondo diventa irresistibile.


Flavia Daneo ha scritto:
Molto ben colta. Quando sono stata io il ponte era molto più affollato e con ridottissime possibilità di cogliere figure isolate. Sei stato più fortunato e hai saputo sfruttare bene l'opportunità. Ciao 🤗




Questi due ragazzi sono stati fotografati in Ghana.
Affacciati alla finestra per curiosità nei confronti dei viaggiatori,
ho avuto la fortuna di catturare questa questi sguardi così intensi.
Link Foto su p4u


Arnaldo A ha scritto:
Anche per me un ottimo doppio ritratto, ottime espressione nei volti. Ciao
Arnaldo


littlefà ha scritto:
Un doppio ritratto che colpisce, sa toccare ed emozionare. Son bellissime le espressioni che hai colto..la profondità e la genuinità di due bellissimi sguardi che hanno un mondo dentro.Disinvolti e naturali eppure tanto comunicativi. Molto efficace il modo in cui sei riuscito ad incorniciare il loro volti,dandoci qualche informazione per completare il racconto ma senza strafare. Bella ed intensa, complimenti Ciao


reddo ha scritto:
Stupenda e preferita!! La vedrei benissimo anche in bn Ok!


vittorione ha scritto:
Bella.

La foto è intensa e carica di umanità: da quegli sguardi si viene toccati in profondità e la cornice di elementi appena accennati è capace di raccontare tutto un mondo circostante. V.

P.S. - Ho corretto alcune cose scritte precedentemente riguardo la nitidezza sugli occhi del ragazzo sulla destra perché non sono più tanto convinto di quanto detto. (...càpita...)


Conrad79 ha scritto:
Eccezionale. Sguardi vivi che raccontano tantissimo.Giusto aver utilizzato il colore, la tenda blu fa da stacco e da cornice in maniera perfetta. Il fuoco a destra non proprio perfetto segnalato giustamente da Vittorione non mi crea problemi, in virtù della natura reportagistica della foto.


Ci congediamo infine da Giuseppe con alcune sue foto che lo ritraggono insieme alla macchina fotografica strumento con cui coltiva la passione che tutti ci accomuna, la Fotografia







genesis, Giuseppe Vizzari sul web:

https://www.facebook.com/giuseppe.vizzari.31
https://vizzeppe.wixsite.com/giuseppevizzari/about



Intervista a cura di Teresa Zanetti, GiovanniQ e Klizio
Autore: Klizio - Inviato: Mer 07 Ott, 2020 12:11 pm
Intanto faccio i miei complimenti a Teresa per il gran colpo e per il modo con cui sei riuscita a far parlare di sè, genuinamente, questo bravissimo Autore.
A Giovanni, poi, per il suo sempre encomiabile contributo tecnico: indispensabile.

Genesis...
che dire ....
Giuseppe (mi permetto di chiamarti per nome) credo che tu sia uno dei più bravi fotografi di reportage mai apparsi su questo sito.
Ricordo i bei lavori di Nerofumo, ma i tuoi spiccano per la grande cura dei dettagli nella composizione e per la capacità di saper sempre interpretare al meglio la luce.
Sono lavori caratterizzati sempre da un chiaro filo conduttore, che sa portare per mano l'osservatore dentro le vicende o le realtà che vuoi raccontare, sempre in modo immediato e senza forzature.

Quando sei apparso con il reportage sui Pescatori sul Lago Inle, Myanmar, ho avuto subito la percezione che stavo osservando un lavoro di un Fotografo davvero bravo e capace.
Ti sei confermato via via con tutte le altre tue proposte, alcune per me davvero notevoli.

Per cui tu faccio i miei complimenti e aggiungo la mia ammirazione per la tua grande capacità di osservazione e narrazione.


Ciao
Autore: lodovico - Inviato: Mer 07 Ott, 2020 1:57 pm
Bello conoscerti anche attraverso le tue parole oltre l'indubbia capacità comunicativa e narrante della tue foto! Sei davvero molto bravo! Un saluto.
Autore: littlefà - Inviato: Mer 07 Ott, 2020 7:15 pm
Non avevo dubbi sul fatto che valesse la pena leggere la tua intervista e sapere qualcosa in più di te e mi fa piacere che la redazione abbia deciso meritatamente di concederti questo spazio. Le tue foto son notevoli, la tua bravura è indubbia ed è bello sapere come nella tua vita la fotografia abbia acquisito un ruolo importante. Ma ciò che si legge sempre nei tuoi lavori,nei ritratti in particolare, è il lato umano..delle persone che fotografi e con le quali interagisci, ma anche il tuo, che traspare nel modo in cui ti relazioni a loro e le racconti.
Una bella intervista ad un ottimo fotografo e ad una bella persona .
Complimenti sempre alla redazione... Ciao
Autore: genesis - Inviato: Gio 15 Ott, 2020 11:12 am
Trovarmi qui per me è un onore ed un piacere e di questo devo ringraziare ed essere riconoscente alla redazione, a Teresa, Giovanni e Klizio.
Riconoscente perché mai avrei pensato di poterci essere.

Ringrazio ulteriormente Klizio per il bel commento in calce e la stima che ripone in me.
Ringrazio Lodovico per le belle parole.
E grazie a Fabiana che, dal mio apparire, mi ha sempre voluto bene.
Mi avete commosso.
Un caro saluto a voi tutti Ciao
Giuseppe (Genesis)

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