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photo4u.it - Interviste
Le interviste - 5 min. con Lodovico
In questa rubrica presenteremo i fotografi amatoriali e professionisti che si affacciano al nostro portale, proponendo i loro scatti e interagendo con consigli e commenti con gli altri utenti del forum.

Attraverso le domande della redazione e le relative risposte, qualche fotografie che li ritrae di persona e i link alla loro attività o alle pagine social/siti personali, “5 minuti con …” si propone di aprire una finestra sul mondo degli utenti scelti di volta in volta per poter conoscere più approfonditamente coloro con cui quotidianamente ci confrontiamo, tanto da considerarli amici, pur non avendoli mai visti di persona.

La nostra Redazione ha intervistato: Lodovico

Profilo su p4u: Qui e Gallery su p4u: Qui

Buona lettura a tutti!



Sono Lodovico Ludoni, ho 58 anni e sono sardo.

Avete presente l'archetipo sardo?

Bassottino, gambette e braccine corte, carattere poco affidabile... insomma, un perfetto cinghialetto isolano!

Vivo a Roma da quasi venti anni con il mio compagno Marco.

Non abbiamo figli naturali ma siamo gli orgogliosi padri putativi di due meravigliosi ragazzi: Maher, Yemenita, e Aimal, Afghano, accomunati dal doloroso destino di essere due rifugiati e che, anche grazie al nostro intervento, hanno risolto felicemente i loro problemi.

Sono un fotoamatore come voi.

Uno che tanto tempo fa aveva anche considerato la possibilità di fare della Fotografia la sua professione...

Poi le circostanze e la Vita hanno deciso diversamente.

Tuttavia la mia passione, nata quando avevo 15 anni e coltivata sempre con assiduità, ha informato la mia esistenza in modo profondo.

Sono cresciuto in epoca analogica ed ho dei meravigliosi ricordi di quel tempo che oggi pare così lontano.

Credo che il mio trascorso analogico abbia contribuito in modo precipuo e peculiare alla mia formazione tecnica ma non ho nostalgie puriste ed ho abbracciato il digitale senza rimorsi!

Non ho proprio un genere elettivo.

Mi piace scattare e fotografare di tutto... chiaramente con alterne fortune!

Amo visceralmente il bianco e nero ma non ripudio il colore.

Penso che siano due linguaggi differenti che, di volta in volta, possono risultare funzionali al mio discorso espressivo.

Ringrazio lo Staff per questa opportunità che ci permette di approfondire meglio la nostra conoscenza.

Perché non dobbiamo mai dimenticare che dietro ad ogni foto c’è un individuo con la sua personalità, i suoi pregi ed i suoi difetti!

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Cyborg Dendriteslittle boss... come una galassiaocchi...Vatican Darkness

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Che Christvolumi ed ombreE X I TRiccardoMarco... con luce fiamminga

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corniciAimalThe Saver...abbiamo tutti una sola casa...sinfonia viennese...



p4u: Entro omericamente in medias res e, partendo proprio dalla tua presentazione, ti chiedo a bruciapelo: “perché ti piacciono le cose che fotografi?”. Siamo infatti abituati al ragionamento inverso: fotografo quel che mi piace. Andare alla radice, scoprire perché qualcosa ci colpisce, tanto da decretare che ci piace è un argomento che sondiamo meno.

Lodovico: La fascinazione esercitata su di me dalle “cose” che amo fotografare non è sempre uguale.

Ad esempio amo i giochi di chiaroscuro, sia geometrici e originati da opere umane che più morbidi e naturali. Tuttavia a volte, in virtù di tanti fattori come umore e disposizione, questa fascinazione può risultare quasi assente. Credo sia una situazione assai comune a tutti noi.

Io sono un fotografo umorale… anche quando lo scatto è frutto di programmazione e studio poi, all’atto pratico, il risultato finale dipende dalla mia situazione al momento a prescindere da ogni studio preventivo. In definitiva mi piace ciò che fotografo quando sono in pace con me stesso e purtroppo non sempre accade!

p4u: Una macchina fotografica è un potente strumento di verifica del nostro modo di percepire la realtà.

Vediamo una cosa che ci piace, la fotografiamo, sviluppiamo la fotografia e scopriamo. Scopriamo molte cose: che ne è uscito esattamente quello che avevamo in mente. Che ne è uscito qualcosa di esattamente diverso.

Che quel qualcosa che avevamo in mente non ci piace più.

Che quel qualcosa di diverso ci piace più di quanto avevamo in mente … Possiamo complicare il ragionamento all’infinito.

Quel che è certo è che la macchina ci consegna sempre, per quanta attenzione facciamo al momento dello scatto, uno iato tra quello che vediamo e quello che vede l’occhio meccanico.


L: Questa domanda si ricollega in qualche modo alla mi risposta precedente circa lo stato umorale. Lo stacco tra quello che volevi, credevi e pensavi di fotografare e ciò che dopo lo sviluppo del RAW (ma spesso pure prima) ti si presenta di fronte agli occhi è il prezzo che paghiamo per la nostra meravigliosa visione fisiologica mediata dal cervello e all’esperienza rispetto all’asettica ed oggettiva visione di un sistema lente sensore.

Qualche volta, specie agli inizi della mia quasi quarantennale esperienza di fotoamatore, è stato frustrante non vedere sulle diapositive ciò che i miei occhi avevano visto.

Il tempo e la pratica mi hanno insegnato a smorzare questo disappunto con l’uso di una tecnica di ripresa più precisa ma soprattutto ho imparato a vedere e ragionare come una fotocamera.

Questo significa levare un pizzico di romanticismo al rito fotografico ma aiuta ad allineare la visione fisiologica aleatoria con quella oggettivamente inamovibile della fotocamera.

Tutto ciò riguarda strettamente solo la resa tecnica.

Lascio perciò ad inquadratura, scelta del soggetto, orario e tempistica quel tocco di magia che un rigido protocollo tecnico poteva aver tolto.

p4u: Al di là di ogni ragionamento sui cosiddetti generi fotografici (sulla effettiva esistenza dei quali, per quanto si cerchi di farmeli digerire, nutro sempre maggiori sospetti), io penso (aiuto che affermazione assertiva!) che ci siano solamente due modi di usare una macchina fotografica: quello di porsi di fronte al fenomeno che accade spontaneamente davanti a me e immortalarlo – ed è l’atteggiamento dei fotografi del vivente semovente (vi rientrano i ritratti rubati, le fotografie di strada, le architetture …); quello di far accadere il fenomeno al fine di poter immortalarlo – ed è invece l’atteggiamento dei fotografi del vivente immobile (e sono tali i ritratti posati, le fotografie cosiddette staged, gli art work che, sotto questo aspetto, altro non sono che la complicazione di un vivente immobile, essendo la fusione di una serie di fenomeni precedentemente manifestatisi che vengono successivamente assemblati secondo l’intenzione dell’autore).
Tu pratichi in entrambi i modi.


L: Diverse mie foto sono fondamentalmente il frutto di una attesa (qualche volta disattesa) di una fatalità provocata!

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The Wizard Ballun classico napoletano...deep blue and rosela cerniera( ... )

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omaggio a Luis BuñuelL A U R A6 rettangoli di cielo...un fiore per tutti...cuore di nonna...

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il pendolo di NewtonO_O_O_Oil campetto di periferiaThames and TyresLloyd's Insurance London Office


Significa cioè individuare un luogo, una situazione che fa scattare dentro di te la scrittura mentale di un copione dell’evento da immortalare. Di questo copione e dell’evento tu sei di certo fautore ma non hai il totale controllo di ogni cosa.

Hai individuato il tuo soggetto, la scena nella quale si muoverà. Però io in questi scatti resto sempre un testimone neutro e neutrale in attesa della fatalità provocata.

La fatalità provocata potrebbe essere scegliere un punto di ripresa da un certo angolo piuttosto che un altro.

Decidere che scommetti su una focale piuttosto che su un’altra. Queste tue scelte portano delle modificazioni alla realtà, al momento che hai deciso di fermare. E’ la fatalità provocata! A volte ti dice bene… spesso male, ogni tanto malissimo! Se ti occupi di solo Still Life in studio con oggetti inanimati in una realtà statica, allora chiaramente tutto il discorso fatto sopra non ha senso. Ma io sono un fotografo che cerca la fatalità provocata in una interazione con la realtà che è la mia “droga” fotografica.

p4u: Ed eccoci a un nuovo punto per me saliente della fotografia: l’intenzione.

Senza quella, la fotografia sarebbe un lavoro da scimmie (con tutto il dovuto rispetto per i nostri parenti più prossimi).
Ma un uomo con la macchina fotografica non è più solo un uomo. Si trasforma, invece, per ciò solo, in una nuova entità che vuole ottenere la fotografia.

Per giunta, l’occhio addizionale, meccanico e freddo, che vede per lui molto più di quanto lui stesso veda, registra anche al di là dell’intenzione, sicché la fotografia ha sempre anche una componente preterintenzionale, che sfugge al controllo.


L: Assolutamente si!

Un buon fotografo, inteso come colui che sa comunicare messaggi ed emozioni non può, chiaramente, prescindere da una particolare sensibilità ed intenzione artistica ed umana.

In assenza può essere comunque un buon esecutore di tecniche fotografiche ( mi capita spesso di sentirmi così quando rivedo certe mie foto), ottenendo ottimi risultati formali che saranno però freddi e sterili in misura proporzionale all’assenza d’ispirazione.

Per me, sfuggire al controllo, vuol dire assenza di ispirazione e con l’intenzione che, di conseguenza, viene guidata solo dall’occhio addizionale freddo e meccanico. Per tale ragione scatto ideale è per me quello dove la tecnica appare quasi dimenticata, invisibile a chi guarda la foto, sublimata dal suo farsi vettore di emozioni allo stato puro.

p4u: Il fotografo è anche, irrimediabilmente, un collezionista di trofei. Le fotografie sono così panoplie appese ai nostri muri (anche virtuali) per ricordare momenti, per non perderli e procrastinare il piacere di averli vissuti. Sotto questo aspetto, fotografiamo costantemente le nostre ossessioni, alla ricerca di un ordine delle cose o, forse meglio, di un ordine nelle cose.

L:
Nella mia cerchia di amici di quando ero un ragazzo non ancora maggiorenne ed ero riuscito, lavorando per la vendemmia, a comprarmi la Pentax MEsuper, ve ne era uno che si chiamava Michele.

Era alto, con un viso a profilo greco ed una carnagione olivastra che tradiva lontane origini mediorientali. Michele non voleva essere fotografato. Era stato categorico e con il suo bel caratterino era meglio non sfidarlo! Perché, gli chiesi io. La sua risposta fu come un getto di acqua sulla fiamma della mia passione fotografica.

Non voglio essere fotografato perché io sono un essere in divenire e fermare la mia immagine in un tempo trascorso è come una piccola morte!

Proviamo a pensare alle implicazioni che un simile concetto può avere nella galleria di trofei dove cerchiamo un ordine nelle cose! Personalmente non amo essere fotografato ma solo per motivi squisitamente estetici. C’è di meglio nel mondo da fotografare!

p4u: In quest’epoca assolutamente estetizzante, di quali immagini pensi che abbiamo bisogno? È una domanda che mi ossessiona e che rivolgo anche a te. Immagini vere, oneste, simboliche, significative … Perché l’impressione che ho è che si realizzino sempre più fotografie “sentimentali” – un po’ kitsch, se vogliamo, nel senso dato al termine da Hermann Broch e poi ripreso, non ultimo, da Gillo Dorfles: non quindi di cattivo gusto, ma di gusto non autentico, buono per ammansire con una melassa che ottunde il buon senso, che fornisce una visione falsata, edulcorata, della realtà a uso e consumo delle masse, che si è ormai rinunciato ad elevare (fa sorridere detto oggi, in un’epoca del tutto liquida, ma il ricorso al concetto di “piccolo borghese”, tanto caro alla sociologia degli anni ‘60/’70 del secolo scorso, sembra quasi d’obbligo).

L:
E’ un fenomeno comune anche ad altri media espressivi e trova poi la sua apoteosi nei famigerati programmi contenitore della TV.

E’ un momento storico assai complesso quello che viviamo, dove la rinuncia all’approfondimento porta rigurgiti di fantasmi ed orrori storici che pensavamo di aver sconfitto.

Invece eccoli ancora fra noi, ormai sdoganati e resi quasi accettabili! In questo mondo così poco vero è normale che l’orientamento estetico ed espressivo vada verso una immagine edulcorata, disimpegnata e concettualmente amorfa! Una tranquilla pillola visiva, soporifera, per beare occhi e mente dei nuovi piccoli borgesi… in mondo che però ha ormai appiattito anche le classi sociali!

p4u: Quanto pesa il bagaglio culturale sul modo di fare fotografia?

L:
Parlo, ovviamente, solo per me: tantissimo! La mia visione del mondo e di conseguenza la mia fotografia è il frutto dell’ambiente in cui sono cresciuto.

Gli studi di storia dell’arte e di antropologia culturale hanno nutrito la mia sensibilità con stimoli continui.

Vorrei anche specificare che non si tratta solo di cultura nozionistica e scolastica. C’è la scuola della Vita che mi ha dato un profondo background di solidarietà e valori umani sui quali la cultura scolastica si è innestata e qualche buon frutto l’ha dato!

p4u: I titoli. Ecco un altro argomento davvero scottante della fotografia. Per alcuni sono il male assoluto. Per altri sono di importanza fondamentale: veicolano il messaggio e costituiscono parte integrante dell’immagine.

Direi – a occhio e croce – che tu fai parte di quest’ultimo gruppo ma … mi e, sopratutto, ti domando, è poi così necessario veicolare il nostro messaggio? O forse ha più senso – come predicava Marcel Duchamp – lasciare che chi osserva tragga le proprie conclusioni, e magari ce le consegni, in uno scambio che potrebbe arricchire entrambi?

L:
Sai che non ho una risposta valida in assoluto per tutti i casi?

Io credo che alcune foto non debbano avere il titolo, almeno in fase di fruizione iniziale e d’impatto.

Penso al genere Street in particolare dove oggi confluisce anche un gran numero di proposte che poco hanno da spartire. Una vera Street non dovrebbe aver bisogno di alcun titolo… !

Per tutti gli altri generi si deve valutare per ogni singola foto, perlomeno io faccio in questo modo.

Su foto naturalistiche come macro e simili il titolo è un corredo essenziale ed utile anche se in ogni caso io prima di tutto guardo la foto e dopo leggo titolo e didascalia!




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agente K...loto in BWpalazzo Medici Riccardiunturgiul'orizzonte degli eventi

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. . .. . .il capotrenoil grande scarico...garbatello

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quattro passi a Toledo...oltre il video...paesaggio urbanoD A T A P A T Hlontano nel Tempo


p4u: Per finire scegli le fotografie (max 5) a cui sei più affezionato tra quelle che hai postato nel tempo su p4u, con una breve descrizione a corredo.


Commuters - è di certo una delle foto che si sono molto care per la sua genesi.
Ero di ritorno da un viaggio a Napoli per vedere la bellissima mostra allestita a Capodimonte
sugli ultimi dipinti del Caravaggio, mio pittore “antico” preferito.

In treno feci diversi scatti. Nel mio intento avrebbero dovuto restituire uno spaccato della
vita dei pendolari che sui treni spendono parte della loro giornata. C’era chi dormiva, chi leggeva,
chi ascoltava musica … quasi nessuno parlava. Scattai senza molta convinzione e riguardando le
foto nel misero visorino della 20D la sensazione di non aver combinato nulla di buono si fece ancor più forte.
Decisi di non cancellare nulla in attesa di poter vedere i file sul monitor.
A distanza di giorni rividi gli scatti di quella giornata a Napoli e li trovai piuttosto piatti ed insignificanti.
Così gli scatti fatti sull’Intercity li cancellai tutti! A mia insaputa, il mio compagno, “archiviatore folle”
che si occupa per amore della memorizzazione dei miei lavori, aveva già salvato copia dei file RAW.
Quando a distanza di mesi cercai uno spunto per partecipare ad uno concorso internazionale
(il SuperTrienenberg Circuit), m’imbattei in quegli scatti dimenticati. Ne trovai uno particolarmente intrigante
che sviluppai come al solito con Camera Raw. Dal lavoro certosino che ne seguì ottenni un risultato insperato.
Inviato il file all’ultimo giorno utile di partecipazione al concorso, mi valse alla fine un primo premio
per la categoria monocromo digitale-
Link Foto su p4u


Antonio Mercadante ha scritto:
Bella, forse la persona a sinistra è di troppo ma ovviamente era li Very Happy creativo l'uso del grandangolo. Un caro saluto Ciao


Clara Ravaglia ha scritto:
Trovo che la magia della foto stia ,con forza, proprio in quel giornale le cui dimensioni sono amplificate in senso relativo al contesto, dall'uso della focale 16 mm equivalente. Le gocce di pioggia, che fanno monotonia, come già avvertito da Filippo, i titoli che sono un po' sempre gli stessi, validi più che di anno in anno, direi di decennio in decennio ... eheh , e un bianco e nero ottimo per i due protagonisti vicinissimi, ma sostanzialmente ignari l'uno dell' altra.

Ciao Clara Smile


carcat ha scritto:
immagine di grande efficacia dove gli aspetti tecnici (leggi distorsioni grandangolari) passano in secondo piano Ok!


essedi ha scritto:
Bellissimo bn,ottima gestione della luce.Amo il grandangolo e questo tuo ottimo scatto ne dimostra le potenzialità non ultima quella di realizzare immagini molto ravvicinate passando inosservato ai soggetti.Sono certo che la ragazza pensava che stavi fotografando solo il paesaggio esterno!Preferita. Ciao


Cristian1975 ha scritto:
Una bella quotidianità pendolare e una piacevolissima luce con la quale hai fermato un momento del tutto normale ma che hai saputo restituire in un b/n davvero ben fatto . Mi piacciono le gocce della pioggia che tendono a rendere il momento ancor piu " monotono" inteso come quelle lunghe tratte in cui il silenzio fa da padrone e ci soffermiamo appunto a leggere, a pensare a tutto e a niente come la signora oppure, a farsi coccolare dal rumore della pioggia in attesa di giungere... a destinazione Ok! Ciao



Una foto che viene da lontano nel tempo e mostra due amici scomparsi
ed un mondo, quello pastorale con bestiame brado, anch’esso ormai quasi anacronistico.
Io non ho rimpianti cocenti per l’analogico. Io sono nato con la fotografia analogica,
con essa mi sono formato e rappresenta un bagaglio di memoria storica e nozioni preziose.
Però credo che il digitale sia il futuro… con tutti i pro e contro!
Link Foto su p4u


I.K. ha scritto:
Sono queste, le immagini più belle. Quelle che sanno stimolare un ricordo, in ognuno di noi.
Con in più un commento toccante, ma senza fronzoli, essenziale, come devono essere le amicizie vere. Ciao, Francesco


teresa zanetti ha scritto:
Chi sa bèrtula a' palas...

Un doppio ritratto ambientato. Bellissimo. Due uomini i cui volti sono lavorati dal tempo, dal sole, dalla fatica.
Intagliati come nel legno duro del ginepro. La confidenza sommessa (pare de los intennere, aeddànne a bbellu).

Avevo uno zio (ziu Bacchireddu) cui ero molto affezionata. Severissimo, acciaccato dai malanni, eppure diritto e fiero, come solo i Sardi sanno essere. Un orgoglio del lavoro ben fatto quando a sera rientrava, stanco ma soddisfatto. Poche parole, pochissime, ma sempre precise.

La voce di Andrea Parodi è soave, ma per me quella ninna nanna ha il suono della voce della mia nonna. Oppure quello ancestrale, profondo e squillante, dei Tenores di Bitti. Io non so come ringraziarti di questa fotografia. Mi hai riportato indietro di un numero considerevole di decenni. Mi hai commossa. Teresa


jus ha scritto:
Bella e vera, bello il bn drammatico nel senso di efficace per il racconto, emozionante al pari della ninna nanna che mi ha portato alla memoria quella straordinaria interprete che fu Maria Carta. Ciao.


Gianluca Riefolo ha scritto:
Una foto di stampo documentaristico, perchè c'è tutta la tua terra in questa foto. Una pausa sigaretta e 4 chiacchiere con gli amici di sempre, con gli amici che hai condiviso gioe e dolori , dolori che ogni volta riaffiorano guardando questa foto con la loro dipartita e di quei tempi che purtroppo non tornano più ma la loro anima ed il loro spirito rimmarrà sempre con te.


Cristian1975 ha scritto:
Uno scatto dove hai voluto far rinascere non piu (purtroppo ) le persone ma ogni ogni loro caratteristica , una ventata di passione ( la tua) , non potrebbe essere diversamente abitando in te uno dei piu grandi doni che l'uomo possa possedere: il rispetto della vita e delle emozioni che conducono verso essa e per mezzo di essa . Non si conosce nessuno se non attraverso l'amicizia , è vero , ma si conoscono anche tutti attraverso l'odio e il ricordo di questa tua sensazione nobile nei confronti di queste due persone è il risultato di una sommatoria tra quello che si da nel tempo e il tempo con cui si riesce a dare a qualcuno.
Probabilmente in questo scatto c'è tutto questo, se non altro affinchè qualcosa o qualcuno resti sempre vivo a prescindere dalla sua destinazione


Pregevole b/n, di non semplice PP considerata la provenienza della IMM . Un caro saluto Cristian Ciao



Trovo che questa foto, fra le tante che ho dedicato al Giappone,
rappresenti una sintesi efficace fra le mutevoli sfaccettature di questo affascinante paese
Link Foto su p4u


essedi ha scritto:
Bello e cinematografico il colore,ottima l'ambientazione e la composizione.Complimenti! Ciao

AarnMunro ha scritto:
Molto pregevole...ottimo stacco dallo sfondo e toni molto piacevoli.
Dà proprio l'idea del silenzio. Ok!


I.K. ha scritto:
La trovo deliziosa. Quel passo sospeso è un vero bijoux. Ciao, Francesco


carcat ha scritto:
si sente il silenzio, bravo!


Bruno1986 ha scritto:
Elegantissima! Meravigliose cromie! Ciao


opisso ha scritto:
Bella luce/cromie Ok! Viene voglia di vedere di più del "contesto" Wink


[quote="gfalco"]Le cromie dell'edificio richiamano quelle del vestito. Il raccoglimento della ragazza rende perfettamente il senso di sacralità del luogo.
La scritta contestualizza. Un ottimo scatto di Photo Travel Preferita! Ciao[/qote]


Ecco in questa forse più che in altre, risulta chiaro il concetto della fatalità provocata. Ho atteso che spiovesse… ho atteso che il sole calasse… ho atteso qualcuno che potesse far parte delle bozze narrative che avevo in mente!
Link Foto su p4u


Antonio Mercadante ha scritto:
Molto bella, complimenti, se proprio devo, direi che le figure umane andavano meglio un pelo più distanti dal bordo. Un caro saluto Ciao


littlefà ha scritto:
Splendidi i riflessi,un' immagine pulita e ben composta,con dei colori vivi e accattivanti, su tutti bellissima la macchietta verde del giubbino del bimbo.. un pezzetto di colore che si allontana un po' a malincuore dagli altri. Bravo Ciao


[quote="Klizio"]Molto suggestiva e ben composta. Ben trasmesso il senso della fine dell'estate e dei giochi sotto al sole.

Bruno1986 ha scritto:
Bella immagine! Ottimo lavoro sulle cromie. Ciao


AarnMunro ha scritto:
Molto bella...l'acqua ferma poi dà un riflesso perfetto. Molto ben realizzata. Ok!



Questa non è una singola foto ma una serie che penso
racconti tanto di me e del mio modo di vedere il mondo!
Link Foto su p4u



P R E S E N Z E


Clara Ravaglia ha scritto:
Un lavoro emozionante. 6, 10, 11, le mie preferite. Come da altri notato, un lavoro aperto, in cui si suggerisce con intelligenza e con sensibilità, a partire dalle tue stesse sensazioni. In alcune c'è un pizzico di speranza, in altre granuli di rimpianto, in tutte le presenze , che prometti e mantieni. Complimenti. Ciao Clara Smile


I.K. ha scritto:
Ciao, Lodovico. È un lavoro assai complesso, sicuramente frutto di stati d'animo differenti e contrastanti. Ma direi che il denominatore comune sia costituito dalle piccole luci che entrano nella scena ad illuminare uno spazio grigio, o addirittura nero, come una speranza, a volte vicina, altre più lontana. Sulla tecnica non dico nulla, sai che ti reputo un maestro del B/N, ed a guardare le tue immagini c'è solo da guardare e restare ammirati. Francesco


Antonio Mercadante ha scritto:
Un portfolio di livello, da sole valgono ma assimeme dicono. Complimenti Ciao


BlackDog ha scritto:
io lo trovo semplicemente splendido, senza se e senza ma da ieri l'ho riguardato più volte (peraltro alcune starebbe "in piedi" al top anche prese singolarmente. la prima spacca proprio) Ciao


opisso ha scritto:
Molto belle complimenti Ok! Uno dei pochi casi in cui i formati discordanti diventano un punto di forza. Danno un po' l'idea di come possono essere "multiformi" le inquietudini...

Personalmente l'unica che non capisco/non mi piace è la terza. Aggiungo anche, come spunto di riflessione, che sempre personalmente ho una predilezione per quelle più "semplici" o meglio composte con oggetti più "comuni". La seconda e la quarta ad esempio sono entrambe splendide ma si capisce chiaramente che si tratta di "installazioni" e questa artificialità fa perdere un po' mordente a quello che credo di essere il tuo scopo. Almeno per come lo leggo io... Complimenti ancora... Ciao


teresa zanetti ha scritto:
Presenze, assenze, luce, buio cupo ... Malinconia, gioia ... un palloncino ingabbiato, una gabbia aperta.
Ombre lunghe. Un'erma affacciata, tra persiana e veneziana, come a ribadire che se si vuole si esce comunque. Materia, astrazione ... l'assoluta libertà di un volo nel bianco ... Sei anni di vita vissuta in un B/N a volte affilato come la lama della realtà, altre a grana grossa, come il vapore dei sogni, ma sempre magistralmente condotto.

Grazie per averlo proposto. Buon tutto Tere


Alessandro Signore ha scritto:
Vedo due distinti filoni narrativi: uno dedicato alla "presenza umana" (mostrata direttamente o rappresentata) e uno su oggetti più o meno comuni. Leggendo il titolo, istintivamente, mi sarei aspettato di trovare esclusivamente immagini di presenze umane (ripeto, rappresentate direttamente o a mezzo metafora); le fotografie con gli oggetti (il lampione, la foglia ecc) mi hanno un po' spiazzato, anche perché alcune di esse non riportano direttamente a una presenza umana in senso stretto e/o così diretto come le altre, restituendomi una sensazione (a tratti) un po' confusa del racconto, o di aver voluto necessariamente unire due strade diverse che potevano viaggiare comunque parallelamente, in due portfolio differenti. A parte questo, che può anche essere un fatto del tutto personale, di formamentis, di cultura o abitudine a un determinato linguaggio, quelle con la presenza umana, secondo me, funzionano meglio. Foto 16 su tutte. Ciao


Paolo Dalprato ha scritto:
Ho guardato una prima volta e ammetto di non avere capito il senso dl portfolio, poi ho letto le tue parole e credo d'averne visto almeno il filo conduttore, quello delle tue inquietudini visive. Il tuo bianco e nero è sempre magnifico. La seconda e la terza non so perché ma mi inquietano, come l'uccello nella "cornice" di pietra. La sesta, quella dell'ombra della campana, continuo a non sapere perhé ma mi emoziona.
Fra l'emozione e l'inquietudine le due con le figure umane (il manichino sulla balconata e la figura non so se umana o umanizzata attraverso il foro circolare). Tutte le guardo con molto rispetto.


littlefà ha scritto:
Lodovico complimenti. Un portfolio da gustare tutto d'un fiato.Originale,intenso,mai scontato. Ogni immagine è carica di spunti di riflessione e di sensazioni da trasmettere,lasciando trasparire il tuo io intenso e dalle tante sfaccettature. Un viaggio che offre un interpretazione soggettiva,dando sfogo all'immaginazione ,alle inquietudini e alla fantasia di ogni spettatore.Difficile scegliere quali sono le mie preferite, la prima e la penultima sicuramente ne fanno parte,ma anche 4,12e14 e comunque ognuna meriterebbe una discussione a se. Sono però tutte accomunate da una ricercata eleganza,da uno studio e un attenzione su luci,geometrie e curve e soprattutto da un bn eccellente,come tuo solito!Davvero un ottimo lavoro. Preferito. Ciao


Klizio ha scritto:
Venti suggestive immagini, nelle quali luci e ombre confondono e plasmano la materia. Il tema è la presenza o l'assenza, a seconda dei casi o di cosa si sia indotti a leggere. Un lavoro degno di una mostra. Impossibile, in questa sede, esporre compiutamente commenti che rispettino la complessità e la ricchezza di spunti narrativi di ciascuna immagine. Va preso come un regalo magnifico che hai fatto a questo forum, da scaricare e riguardare con calma più e più volte nei nostri pc.
Molte di queste immagini sono caratterizzate dalla duplicità: di sfondo, di materie, di oggetti e di luci. Le gocce d'acqua in un vetro a svelare un albero oscuro in lontananza; l'ombra di un uomo in una prospettiva lungo la quale si staglia una sorta di matrice luminosa quasi extraterrestre; il surreale volo di una bicicletta fantasma sopra i tetti e le statue di Roma; l'ombra di un campanile su 4 finestre chiuse; la testa di una statua che si affaccia ad una finestra. Ecco, prendendo quest'ultima immagine, il binomio è la finestra e la testa della statua. Questa sarebbe la presenza, al tempo stesso assenza: perché non è qualcosa di vivo. Ma la sua collocazione, in uno con la luce che le hai saputo dare, la rende viva, presente, quasi dialogante con noi. Questa duplicità presenza/assenza, vita nella materia inanimata, la ritrovo in molte delle immagini.
Ed è un concetto fotografico di grande sensibilità. Non so se ho saputo rendere omaggio ai tuoi sforzi, prendilo come un personale ringraziamento per aver condiviso questo splendido lavoro.

Preferita


DamianoPignatti ha scritto:
veramente notevole, dalla gestione formale di composizione ed inquadratura, rigorose, l'idea , fino alla post produzione.
Davvero gran bel lavoro.


nerofumo ha scritto:
Mi ci ritrovo talmente tanto in questo lavoro che mi puoi trovare in questa stessa sezione con lo stesso titolo di qualche anno fa. A dire il vero questo titolo è stato un cavallo di battaglia per molti, le presenze non meglio definite possono trovare molte chiavi di lettura e nel tuo lavoro tale concetto risulta molto espanso, altri puntano su un aspetto specifico. Non si sbaglia mai in ogni caso se esiste il collante che regge oggetti apparentemente distanti da loro e nella tua visione d'insieme mi sembra che funzioni. Sono lavori questi che hanno anche la grande peculiarità di rimanere "open" ed essere arricchiti in ogni momento della propria vita.....finchè l'ispirazione dura. A me per esempio è passata da un pezzo.


Perretta Giuseppe ha scritto:
Uno splendido lavoro capace di incidere, di stimolare la mente e il cuore. Emozioni che, pur in BN, si susseguono
nei diversi colori di uno stato d'animo. Complimenti e stellina ovviamente!! Un saluto Ciao


reddo ha scritto:
Complimenti anche da parte mia per questa bellissima raccolta di immagini!! Ok! Ciao


niente da capire ha scritto:
Complimenti per il lavoro, ben realizzato e studiato. Ottimo occhio/sensibilità... e realizzazione. Ciao Carlo


1962 ha scritto:
Un'insieme di immagini che mostrano grande sensibilita' spiritualita' Da apprezzare sia singolarmente sia nel loro insieme per il filo conduttore che non viene mai interrotto. Sinceri complimenti Un applauso Un applauso Un applauso Ovviamente stellizzo Ciao


lodovico ha scritto:
PRESENZE
Un portfolio di venti immagini che hanno in comune il linguaggio del B/N, qui deputato a dare voce grafica alle mie inquietudini visive.
Presenze, quindi, fatte di ombre, riflessi, finestre, simulacri, di attimi fuggenti al limite del surreale, ricordi ancestrali.
C'è l'ansia e l'angoscia, ma anche l'ironia ed il mistero.
Non traccerò altre linee guida...
Guardate con i vostri occhi questo lavoro e magari, in qualcosa, vi riconoscerete in me!
Tutte le foto sono frutto di uno scatto singolo.
Non ci sono fusioni, aggiunte od artwork...solo un normale sviluppo dal file RAW.
Un grazie anticipato per le vostre impressioni.


Bruno1986 ha scritto:
Davvero complimenti. Un'idea molto originale, ben concepita e ben realizza. Eccellenti i b/n. Ciao


Ci congediamo da Lodovico con alcune foto che lo ritraggono...


Lodovico by Klizio



Lodovico



Lodovico by GiovanniQ



Lodovico by GiovanniQ



Lodovico by GiovanniQ


lodovicolodovicolodovicolodovicolodovico
ma che ottica usi?la luna e la tarantaspartito d'autunnoautunno in cornicele scale

lodovicolodovicolodovicolodovicolodovico
isola Tiberinaelectric pondLux... fotografica!tanta voglia di vivere!dark angel in misty lights

lodovicolodovicolodovicolodovicolodovico
Ginza Crossingnon è ver che sia la morte...Arrivederci!impermanenza dinamicaEURALBA



Prendiamo spunto da questa intervista per inserire di seguito alcuni riferimenti, grazie a Teresa e Klizio, sui lavori di Lodovico e in particolare per la Rubrica "Sfogliando le Gallery", che potete trovare a questo Link

Trovate il post e le foto qui: LINK


Ci congediamo da Lodovico ringraziandolo per la disponibilità e per renderci partecipi dei suoi lavori e progetti fotografici. Lodovico e' una parte molto importante di photo4u, non solo attraverso le foto che propone ma anche attraverso i commenti e le critiche sempre puntuali e precise, grazie di cuore.

Intervista a cura di Teresa Zanetti e GiovanniQ
Autore: Arnaldo A - Inviato: Dom 17 Nov, 2019 5:01 pm
Ciao Lodovico o letto la tua intervista,di cui mi a fatto molto piacere leggerti e come ai descritto questa intervista.
Un caro saluto. Ciao
Arnaldo.
Autore: Klizio - Inviato: Dom 17 Nov, 2019 7:52 pm
Circa due anni fa mi demolì una foto ... ma già da prima avevo notato che mi "seguiva" con appunti sempre molto severi e spietati, ma .... c' era onesta! Percepivo un senso di protezione nei suoi trancianti commenti. Così gli chiesi di dedicarmi un po di tempo per insegnarmi quel che voleva. Oggi Lodovico credo sia uno dei miei pochissimi veri amici. È una persona di straordinaria generosità.... e non sono parole di circostanza .. non potrebbero esserlo quando parliamo di chi ha regalato una delle sue prime reflex digitali .. ad un perfetto sconosciuto che non disponeva di risorse necessarie.. solo perchè vedeva in lui potenzialità ..e la voglia di crescere.... non posso fare nomi ma e una vicenda vera.
È una persona incredibilmente sensibile... capisce prima ancira che te ne sia reso conto...
Sulla sua fotografia ... è sotto gli occhi di tutti.
Sull' intervista ... che dire ... interessante e non pesante ... Lodovico si è descritto in modo onesto... e Teresa è stata come sempre molto intelligente nell' andare a sondare gli aspetti giusti sia del suo vedere fotografico che del suo carattere.
Complimenti Lodo.
Autore: lodovico - Inviato: Lun 18 Nov, 2019 11:43 am
Prima di tutto grazie a photo4u, a Teresa e Giovanni che hanno reso possibile questa condivisione.
Poi grazie ad Arnaldo, Klizio e chiunque altro vorrà lasciare un pensiero.

Un abbraccio a tutti! Ciao
Autore: randagino - Inviato: Lun 18 Nov, 2019 4:45 pm
Che persona interessante! Le sue foto già lo erano, peraltro. Ok!
È sempre un piacere questa rubrica. Grazie… Ciao
Autore: littlefà - Inviato: Lun 18 Nov, 2019 5:27 pm
Beh che dire... Lodo.. una persona che nella vita bisogna conoscere! Sardo nell'anima,piccolo e tosto.. ma con un grande grande cuore. Chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerlo sa bene che a dispetto della sua personalità virtuale sempre seria e composta, a volte riservato e di poche parole,a volte quasi burbero, si nasconde una persona solare, divertente(quante risate ci siamo fatti nel week end del raduno a Roma) acuta..dall'intelligenza e cultura enorme.. e che definire generosa è non sapergli rendere giustizia. Fotograficamente la sua esperienza e bravura è conosciuta a tutti, e lui è sempre disponibile ad elargire consigli e da insegnare ne ha parecchio. L'intervista era scorrevole e interessante,ricca di spunti e non poteva essere diversamente ,non poteva nascere nulla di meno dall'incontro tra Lodo e Tere..
Un abbracio forte Lodo
Autore: BIANCOENERO - Inviato: Ven 06 Dic, 2019 11:20 am
Come di consueto, una gran bella intervista ad una gran bella persona.
Mi è spiaciuto non poterci essere in quel di Roma, ma la attuale situazione non mi permette di prendere impegni.
Un giorno..chissà...
Ciao Lodo Wink

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