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di gparrac |
Gio 02 Ott, 2014 12:28 pm |
Viste: 129 |
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Autore |
Messaggio |
gparrac utente attivo

Iscritto: 11 Mgg 2006 Messaggi: 5822 Località: Genova
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Inviato: Gio 02 Ott, 2014 12:28 pm Oggetto: ... |
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Gomel, Bielorussia - Settembre 2014
Questa volta sono salito al quattordicesimo piano del palazzo in cui ho affittato un appartamento durante il mio soggiorno in città, naturalmente con l'ascensore ... il fatto è che questo edificio è uno dei pochi in centro città che lo ha, tutti gli altri - anche se costruiti negli stessi anni - ne sono sprovvisti.
Ed in tal caso non sarei certo salito ...
Il palazzo è conosciuto come Palazzo Olimpico perché realizzato dal Regime per omaggiare gli atleti vincitori di medaglie nello Sport ed è ancora il più alto di Gomel.
L'intenzione era quella di scattare un po' di foto al panorama dal terrazzo del piano, ma ha attirato di più la mia attenzione la scritta sul muro ... fra l'altro non corretta, si dovrebbe dire Ab altero expectes, alteri quod feceris.
Latino ... anche se siamo nel cuore della Russia Bianca, lontani da Roma e dalla cultura romana.
Perché? Oltre tutto non è facile attribuire la frase ad un autore, la trovo citata solo negli Adagia di Erasmo da Rotterdam, come attribuita - non correttamante - a Seneca ...
Si, sono il primo a sostenerlo, fotografare una scritta sul muro non è mai sinonimo di creare un'immagine di universale e facile lettura, non fosse altro che per il vincolo della lingua.
Ma il latino è lingua universalmente conosciuta solo dalle persone istruite ... e qui - insieme alle usuali oscenità (pur in caratteri cirillici) - me la ritrovo davanti inaspettatamente.
Viene quindi da chiedrsi il motivo per cui un ignoto graffitaro (writer per gli anglofoni) ha voluto decorare in questo modo il muro ...
Suggerimenti e critiche sempre ben accetti _________________
Ἀρχὴ μεγίστη τοῦ βίου τά γράμματα. |
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gps73 utente attivo

Iscritto: 26 Mgg 2011 Messaggi: 3963 Località: Torino
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Inviato: Gio 02 Ott, 2014 5:59 pm Oggetto: |
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Fermo restando le tue premesse, la cosa che ha catturato la mia attenzione è stata scritta AK-107 (=Kalashnikov)
Perché mai sotto al disegno di un fucile è necessaria la didascalia?
Magari è una dietrologia insensata. Come se in Italia, sotto al fucile scrivessero Beretta.. Mah
O forse è come se in Italia scrivessero Lupara.. _________________ Paolo
Canon EOS 5D Mark III + Canon EOS 6D Mark II + [Canon EF 40mm f/2.8 STM] [Canon EF 16-35mm f/4] [Canon EF 24-70mm f/2.8] [Canon EF 70-200mm f/4] [Flash Canon 320 EX] [Manfrotto#128].
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M.R. utente attivo

Iscritto: 19 Mgg 2014 Messaggi: 1752 Località: Brianza
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Inviato: Gio 02 Ott, 2014 6:00 pm Oggetto: |
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L'hai detto tu " fotografare una scritta sul muro non è mai sinonimo di creare un'immagine di universale e facile lettura ".
La penso cosi. Ci devi aggiungere del tuo.
Secondo me da inserire in un lavoro più ampio  _________________ Matteo
Basta che un uomo odi un altro uomo perché l'odio vada correndo per l'umanità intera.
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gparrac utente attivo

Iscritto: 11 Mgg 2006 Messaggi: 5822 Località: Genova
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Inviato: Gio 02 Ott, 2014 7:08 pm Oggetto: |
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gps73 ha scritto: | (...)la cosa che ha catturato la mia attenzione è stata scritta AK-107 (=Kalashnikov)
Perché mai sotto al disegno di un fucile è necessaria la didascalia?
Magari è una dietrologia insensata. (...) |
Mi stupisci ... conosci queste armi?
Il fucile d'assalto russo AK-107 però non è solo frutto del genio di Kalashnikov, in questo caso la sigla si deve intendere come Alexandrov/Kalashnikov dal nome del progettista Youriy K. Alexandrov che lo ha sviluppato come perfezionamento del vecchio AK-47, questo davvero progettato da Michail Timofeevič Kalašnikov.
Ma anche la sigla dell'AK-47 non fà riferimento nel nom a Kalashnikov, significa solo Автомат Калашникова 1947 года, (Avtomat Kalašnikova 1947 goda) ...
Un po' di dietrologia si può fare ... il motto latino compare in un bel po' di pagine in cirillico, è anche il nome di un gruppo chiuso su VK, che è un po' il Facebook dell'Est ...
C'è molto che mi sfugge e poiché sono curioso cerchérò di capire, anche perché le immagini sembrano essere uscite dalla stessa mano della scritta ...
M.R. ha scritto: | L'hai detto tu |
L'ho presentata qui solo perché mi ha incuriosito ... e forse non è neppure il caso di parlare di fotografia ...
Sotto questo aspetto l'unica difficoltà è stata quella di uniformare il colore, la luce non era certo la migliore ...
M.R. ha scritto: | (...)Ci devi aggiungere del tuo.(...) |
Mi piacerebbe saperlo fare ... non posso che convenire sul fatto che hai ragione!
Grazie ed un saluto ad ambedue ... _________________
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il signor mario bannato

Iscritto: 01 Ago 2006 Messaggi: 9653
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Inviato: Gio 02 Ott, 2014 8:36 pm Oggetto: Re: ... |
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gparrac ha scritto: | Gomel, Bielorussia - Settembre 2014
Si, sono il primo a sostenerlo, fotografare una scritta sul muro non è mai sinonimo di creare un'immagine di universale e facile lettura, non fosse altro che per il vincolo della lingua.
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Eppure un genio, un grande, della fotografia, Brassai l'ha fatto, con metodo ha fotografato i graffiti sui muri di Parigi
Brassai Graffiti
E la tua foto me li ha ricordati |
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gparrac utente attivo

Iscritto: 11 Mgg 2006 Messaggi: 5822 Località: Genova
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Inviato: Ven 03 Ott, 2014 6:05 am Oggetto: Re: ... |
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il signor mario ha scritto: | Eppure un genio, un grande, della fotografia, Brassai l'ha fatto(...) |
Certo, ma questo non giustifica la mia fotografia ...
Io credo che molto spesso abbia più rilevanza del fatto in se stesso il discorso cronologico, Brassai è - probabilmente - stato il primo ad affrontare l'argomento in fotografia con impegno e serietà.
Un po' come dire che la prima fotografia in primo piano di un pene può essere stata una provocazione forte, ma nel momento in cui il numero di queste fotografie si avvicina drammaticamente al Numero di Avogadro questo genere di immagini diventa solo indice di totale mancanza di idee, se non peggio ...
Ma credo anche che oltre al fatto immediato di aver fotografato una scritta possa avere il suo peso il contenuto della scritta stessa: qui una oscura frase latina (non nel significato ma per la mia ignoranza sul nome dell'autore) chiaramente inserita in un contesto culturale (sic!) ben diverso dal nostro mi sembra un fatto piuttosto interessante.
E da qui l'idea di proporla e condividerla ... ben consapevole dei limiti dell'immagine intesa in senso fotografico.
Un saluto. _________________
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