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Commenti da Mario Zacchi
Commenti alle foto che gli utenti sottomettono alla critica
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Commenti
SLK 350 Sport
SLK 350 Sport di Riccardo Bonetti commento di Mario Zacchi

Un bel lavoro per uso commerciale.

In una o due lo sfondo non è dei più belli, ma l' interesse resta comunque sull' auto, ben descritta dalle riprese, colte da tutte le possibili angolazioni ed il servizio, nel suo cpmplesso, è impostato con una successione efficace. Forse manca solo una foto della plancia più ravvicinata; quella che hai messo è "bella", ma su questo aspetto non dice abbastanza riguardo ciò che (noi maschietti) amiamo guardare Wink Cromaticamente è molto ben fatto, sia in post che al momento di scegliere il "set".

Più nei dettagli.

Nella 2 leverei il bollo e l' assicurazione dal parabrezza (ed anche nelle altre dove occorre)
Nella 5 mi pare che la macchina sia molto arretrata; non che la vedessi centrale, eh .. solo con il retro meno appiccicato alla destra del fotogramma.
La 6 è quella in cui lo sfondo non è gran che.
Nella 8 rinuci all' enfasi che hai messo pressoché dappertutto attraverso la vignettatura; è vero che è proprio una ripresa descrittiva, però ...
Nella 10 alcune linee lambiscono proprio il limite inferiore del fotogramma; qualche pixel in più no ? (qualche eh ..)
Nella 13 il blu della targa sul fianco ... non sarebbe meglio levarlo e portarlo a nero tanto è piccolo e al margine?

Ciao Smile

A proposito: la macchina te l' han lasciata o l' hanno rivoluta indietro? Wink
Mi Perú
Mi Perú di jeriko1kenobi commento di Mario Zacchi

jeriko1kenobi ha scritto:
capisco.. Smile

per curiositá.. che tipo di approccio avresti adottato quindi?? accostamento semplicemente rurale con rurale - cittá con cittá - paesaggi con paesaggi??

Quando ho guardato il tuo lavoro per commentarlo ho innanzitutto tolto le foto che, sfogliando rapidamente, mi è parso utile non includere (quelle che ti ho segnalato 11, 14, 27, 28, 29 e la 2 perché ripeteva l' apertura). Dopo di che l' ho riguardato e su questa selezione mi sono fatto l' idea sul filo logico che potevi aver seguito (cronologia, altrimenti la frammentarietà dei contesti non si spiega bene).

Se lo dovessi riordinare io (quindi opinione Wink ) farei così: apertura tua, poi 1, 16, 26, 3, 18, 24, 13, 17, 15, 5, 21, 20, 19, 10, 6, 23, 4, 7, 8, 22, 25, 9, 12 (con possibile elasticità all' interno dei tre contesti).

E' evidente che l' ordine qui sopra non ha nulla a che vedere con il persorso del tuo viaggio, con ogni probabilità, ma per un osservatore è come passare dall' urbano al rurale poi la selvaggio, cioè come se tu gli avessi costruito "un viaggio" tutto sommato possibile in questi termini e più chiaro da leggere (naturalmente posto che l' osservatore non voglia solo guardare le singole foto ...)

Ripeto però che se tu volessi usare questo servizio per illustrare il racconto del viaggio sarebbe tutt' altro paio di maniche, perchè il testo guiderebbe il tuo interlocutore (... e così dopo esser passati per .. ed aver soggiornato ... ci dirigiamo verso i monti di ... per poi procedere sulla costa orientale ... ecc.)

Ciao Smile
Trilogia della vendetta
Trilogia della vendetta di alberto roda commento di Mario Zacchi

Pure se non ci sono particolari limiti alla lunghezza dei lavori proposti in questa sezione, è opportuno non esagerare: questa raccolta è davvero troppo lunga, anche per essere efficacemente commentata qui.

Aggiungo solo, a titolo strettamente personale, che al di là della perizia, anche quella nel coglierne i momenti significativi, la sostanziale scansione fotografica di uno spettacolo non pone in rilievo la capacità del fotografo di costruire un racconto per immagini, quale è lo scopo di un Reportage, dato che la struttura dell' "opera" è già scritta da altri.

Viene quindi a mancare, secondo me, uno dei presupposti sul quale si basa il lavoro di commento di questa sezione, ovverosia l' individuazione e la critica alla strutturazione della raccolta in funzione del messagio che l' autore vuole comunicare.

Ciao Smile
..st..
..st.. di gulfis commento di Mario Zacchi

Una buona cura nella ripresa degli alberi che non si sovrappongono troppo creando un bel disegno.
Abbondanza dell' ombra in basso che forma uno zoccolo pesante e per nulla significativo.
Sforbicerei 125 px sotto per tirar fuori l' eleganza, ora in pectore, di questa foto.
Per il resto l' ottica da una percepibile deformazione (ma non dipende da te ...) e se avessi scattato in analogico sarebbe stata da mostra Wink

Ciao Smile
rosso fuoco
rosso fuoco di Liliana R. commento di Mario Zacchi

Avvincente per colori e inquadratura anche se questa non è molto generosa con la seconda mano.
Il mosso è piacevole, ma visto nel complesso della foto forse ci avrebbe guadagnato da un po' di spazio in più in alto.

Ciao Smile
...
... di belgarath commento di Mario Zacchi

Grafica senza profondità: molto piacevole.
Il cielo è piuttosto leggero; il resto è soddisfacente, in particolare le zolle.

Ciao Smile
No More War
No More War di Lindros commento di Mario Zacchi

Ombra più pronunciata = ombra più lunga (in questo caso) cioè più grande in modo che si capisca bene che si tratta di un "soldato" le cui mani sorreggono chiaramente un "binocolo" ecc. .. in definitiva sole più basso altrimenti niente ombra lunga Wink

Chiariamo la questione categoria.

Una sola foto, anche se documentaristica, non è un reportage, fatto invece di più foto unite da un qualsiasi filo logico.
Questa foto, nella tua idea, voleva proporci una scena per suggerire un certo messaggio, cioè in altre parole proporci un contenuto.

Le foto paesaggistiche hanno per contenuto il paesaggio, le sue forme, le sue luci, l' acqua, il prato, i monti, ecc. La tua foto invece ha per contenuto potenziale la rievocazione, nella mente dell' osservatore, di quella che poteva essere l' eventuale sensazione priovata da un soldato che si fosse trovato lì più di sessant' anni fa.

Quindi la domanda posta da te implicitamente al momento di mettere la foto in critica non è se hai o meno fotografato bene il paesaggio, ma piuttosto se la scena che hai inquadrato e ripreso suggerisce davvero quel contenuto (soldato con binocolo in mano sessant' anni fa ...) che nulla ha a che vedere con il paesaggio se non per il fatto che lo scenario è un paesaggio.

Quindi, concludendo, se l' obiettivo e ed il contenuto della foto va oltre l' aspetto paesaggistico non si posterà in paesaggio, ma in altra sezione idonea (più probabilmente Varie).

Ciao Smile
luci
luci di dirk pitt commento di Mario Zacchi

E' un soggetto semplice e molto sfruttato, ma si guarda sempre piacevolemente.

Ciao Smile
Mi Perú
Mi Perú di jeriko1kenobi commento di Mario Zacchi

jeriko1kenobi ha scritto:
Le ultime 3 invece, a mio modo di vedere, sono significative perchè rappresentano un'altra parte del Perú, quello urbano, piú occidentale di Lima.


Immaginavo qualcosa del genere, ma per l' osservatore sono molto decontestualizzate, cioè manca un legame fatto magari di immagini che le introducano chiaramente. Come dire: le potresti aver fatte ovunque, dato che neppure la fisionomia dell' unico volto ritratto ci conduce in Perù.

Anche sull' ordine m' immaginavo qualcosa di simile a quanto hai detto. E' però utile ricordare che guardare una narrazione di luoghi e popoli per immagini, senza supporto del commento vocale, non è come seguire il narratore/viaggiatore passo passo nei luoghi che visita; per questo lo svolgersi del racconto può diventare più cronologico anche se, paradossalmente, per farlo viola proprio la cronologia della visita.

Ciao Smile
Il gigante e il bambino
Il gigante e il bambino di Lindros commento di Mario Zacchi

Vale qui quanto ti ho scritto nell' altra http://www.photo4u.it/viewcomment.php?pic_id=441061 riguardo il post in paesaggio nel caso in cui, poi, il contenuto voglia dire dell' altro. Paesaggisticamente non si può dire che sia una foto particolarmente efficace, per luce, inquadrato e bianco e nero.

Trascurando l' aspetto paesaggistico questa foto sarebbe interessante, al di là del rapporto dimensionale tra li elementi inquadrati che da solo non è poi chissà quale contenuto, se il bimbo effettivamente guardasse in direzione dello scoglio, stabilendo così con esso una relazione, solo che, as causa delle dimensioni, non è chiaro cosa stia realmente facendo, anche se a me pare guardi l' acqua e non lo scoglio.

Ciao Smile
No More War
No More War di Lindros commento di Mario Zacchi

Se posti la tua foto in Paesaggio, ciò che ti devi aspettare e che venga commentata come tale, quindi sulla base dei "canoni" di una ripresa paesaggistica. In questo contesto quel timido frammento d' ombra messa lì sotto mi lascia perplesso, come del resto lo fanno anche le ombre da fuori campo sulla destra. L' una e le altre appaiono complessivamente più come una mancanza di pulizia dell' inquadratura che come elementi dal contenuto narrativo.

Volendo seguire più da vicino l' impostazione che ci spieghi in apertura (che però non dovrebbe servire; la foto, se meglio organizzata, potrebbe, anzi dovrebbe esprimerci da sola quel che vuole comunicare) credo che l' ombra umana sia troppo poco pronunciata e comprensibile (nella sua supposta azione) perché riesca a conferire la necessaria efficacia ed immediatezza alla foto nel suo copmplesso che, per il resto, inquadra strutture che ben conosciamo, ma lo fa in un modo di per sé poco coinvolgente per l' osservatore e quindi non sufficiente a stuzzicarne il lato emotivo. Si limita solo a documentare il frammento di un luogo.

In sintesi non scordarti che noi guardiamo la foto, non siamo lì con te mentre la scatti e quindi assorbi anche l' atmosfera che avvolge il luogo di per sè ed in virtù di come lo interpreti a livello personale. Quindi se la ripresa sarà efficace l' immagine trasmetterà l' emozione, altrimenti darà luogo ad un risultato con poco sapore.

Ciao Smile

PS: la foto è complessivamente un po' sovraesposta.
composizione in "Viscosa" rossa
composizione in "Viscosa" rossa di diego campanelli commento di Mario Zacchi

Un appassionato bianconerista che intuisce esserci, nel colore, l' essenza di questo frammento di realtà.
Dà da pensare Wink

Ciao Smile
Mi Perú
Mi Perú di jeriko1kenobi commento di Mario Zacchi

E’ un reportage ricco di immagini, gran parte delle quali molto interessanti, piacevoli e di buona fattura, mentre un paio sono poco o per nulla significative (11 e 14) e tre (27, 28 e 29) francamente non sembrano proprio attinenti la linea preponderante della raccolta.

L’ intero lavoro appare basato in più larga misura su immagini dal contenuto ritrattistico, alcune delle quali particolarmente coinvolgenti e capaci di mettere in relazione l’ osservatore con lo spirito profondo di questi luoghi e, nel contempo, di collocare geograficamente le immagini paesaggistiche che completano il racconto, anche se lo fanno in maniera un po’ risicata perché presenti in numero più limitato e forse non molto bene assortite come ambientazioni riprese.

L’ aspetto che mi entusiasma meno è l’ ordine d’ inserimento che a me pare seguire una logica non immediatamente realizzabile da parte dell’ osservatore, che vede alternarsi, in maniera apparentemente casuale, foto che sono riconducibili agli ambiti urbani a foto che sono riconducibili ad ambiti selvaggi o rurali. Se l’ obiettivo è condurlo all’ esplorazione dei luoghi, troverei più opportuna una sequenza che passi da un ambito a quello successivo solo una volta esaurita la descrizione del primo.

Stilisticamente trovo opportuna la scelta del colore e delle sue accentuazioni che ben richiamano alla mente il ruolo dei cromatismi in queste popolazioni, apprezzo l’ uso della vignettatura che eventualmente avrei esteso a tutte le foto e trovo coerente l’ impostazione del formato delle immagini.

Ciao Smile
riflessi
riflessi di walter59 commento di Mario Zacchi

A prima vista direi che ci sono problemi di scansione perché vedo poca definizione e separazioni tonali pressoché inesistenti in una fetta importante delle ombre, in particolare nei riflessi, tema della foto, però … …

Il fatto che a livello fotografico ci sia una quota di sottoesposizione, che non si percepisca con chiarezza fin dove arriva ciascun elemento e da dove parta il suo riflesso e che ci possa essere un appannamento generale voluto (supponiamo quindi non dovuto alla scansione) è un qualcosa che potrebbe anche costituire un mezzo espressivo, ma, se fosse, ho l’ impressione che qui non ci caschi tanto a fagiolo a causa dell’ aggrovigliarsi troppo confuso degli elementi inquadrati. Qualcosa del genere forse potrebbe addirsi a una scena più semplice.

Mi piace invece la scelta da bianconerista di appesantire la base (in realtà maggiormente dettagliata) per favorire lo sguardo verso l’ orizzonte del laghetto (che così appannato mi sa di impressionista Wink )

Ciao Smile

PS: Fiùuu ! ci ho messo un po’ per trovare le parole Very Happy
l'ombra nel campo
l'ombra nel campo di frabattista commento di Mario Zacchi

L’ uso dell’ ombra in primo piano può soddisfare una delle necessità proprie delle fotografie a stampo paesaggistico come questa: includere nella ripresa un elemento che aiuti a valorizzare la profondità della scena che altrimenti apparirebbe poco convincente.

Tipicamente a questo scopo si è soliti includere oggetti (tronchi, staccionate, aratri, massi, …) avendo cura d’ inquadrare con focali corte che, oltre a garantire una maggiore profondità di campo, consento di esaltare le dimensioni del primo piano rispetto allo sfondo che si rimpicciolisce sembrando così più lontano a beneficio del risultato che si vuole ottenere.

La zona d’ ombra in primo piano quindi gioca questo ruolo e lo fa anche quando si limita ad essere un’ area meno illuminata dello sfondo e cioè anche senza che abbia una forma particolare; l’ importante è che emerga il contrasto tra quest’ area e la luce che caratterizza il secondo piano.

La tua foto, anche se guardandola e leggendone il titolo pare che tu puntassi ad altro, sostanzialmente sfrutta un po’ questo principio ed in parte si arricchisce del fatto che l’ ombra ha anche una forma con un qualche significato.

Il risultato complessivo però, al di là del puro aspetto grafico dell’ ombra in sé, non è molto convincente perché la sua forma è inserita un po’ a fatica nel fotogramma e perché a ben vedere ad un’ ombra così decisamente tratteggiata si contrappone un’ ampio campo altrettanto decisamente meno caratterizzato, a partire dal cielo piatto. Cosicché quest’ ombra emerge solitaria ed eccessiva nell’ economia dell’ immagine e lo fa ancor di più nel contesto della scelta monocromatica che ha appiattito ancor di più un secondo piano probabilmente già anonimo da un punto di vista dei colori e delle luminanze dei vari elementi.

Ciao Smile
s.t
s.t di rampi commento di Mario Zacchi

Una ripresa curata che documenta piuttosto bene; una la luce alta e diretta che mette bene in evidenza i particolari della scena fin nei più minimi dettagli; una presenza umana “normale” che aggiunge un riferimento al quotidiano.

Tutto sommato un’ immagine che ci propone uno scorcio senza voler porre una particolare enfasi, che potrebbe essere efficacemente inserita, all’ occorrenza, in un lavoro più ampio che abbia per tema questa cittadina e la località nella quale si trova.

Ciao Smile
Bibliotecaria
Bibliotecaria di dualcio commento di Mario Zacchi

C' è un errore di fondo nell’ impostazione del punto di messa a fuoco: né la pagina, né la mano, unici elementi davvero significativi, sia a vedersi sia a leggersi nel titolo, sono correttamente a fuoco.

Mi rendo conto che si tratti di gusti personali, ma se ti fosse possibile sarebbe meglio evitare cornicette dal sapore prettamente grafico come questa, adatte eventualmente ad una pubblicazione stampata, perché rischiano di falsare la lettura della foto che è invece lo scopo di queste pagine.

Ciao Smile
in riva al lago
in riva al lago di marcongik commento di Mario Zacchi

Prima di qualsiasi valutazione dei contenuti, credo sia qui importante soffermarsi sulle principali carenze tecniche della foto, allo scopo di prevenire futuri errori simili.

Anzitutto bisognerebbe aver cura di mantenere sempre ben orizzontale fotocamera in tutte le riprese che, come questa, non vogliono esprimere un’ impronta stilistica o un guizzo creativo per mezzo di inquadrature inclinate, ma proporci un normale paesaggio con il valore aggiunto della presenza umana.

Dopo di che sarebbe importante valutare con cura l’ esposizione, in particolare in situazioni come queste, caratterizzate da zone ampie, in parte bene illuminate ed in parte in ombra (anche se aperta) che possono trarre in inganno gli automatismi. In questi casi lasciar fare alla fotocamera può portare ad immagini come questa dove la zona d’ ombra è stata esposta correttamente, ma a discapito della zona maggiormente illuminata (inclusi i riflessi) che risulta sovraesposta.

Infine sarebbe opportuno prestare cura agli elementi da includere nell’ inquadratura, affinché si eviti la presenza di qualcosa che disturba e che avrebbe invece potuto essere facilmente escluso. Mi riferisco qui a quella struttura verticale che si staglia all’ estrema destra del fotogramma sullo sfondo della collina.

Fatte queste considerazioni si potrebbe ulteriormente osservare che l’ impostazione della foto con soggetto principale al centro della foto rischia di banalizzare il lavoro anche quando, come in questo caso, c’ è un motivo grafico di sfondo a giustificare questa scelta; quindi, nel dubbio, come regola di massima meglio evitare effetti spot.

Si può infine osservare qualcosa riguardo la qualità del bianco e nero la cui gamma tonale, se escludiamo il cielo completamente sovraesposto, appare ricca nei toni intermedi, ma carente nei toni estremi, i bianchi e i neri, il cui apporto equilibrato e coerente con la scena ripresa è sempre altrettanto necessario.

Ciao Smile
L'ho fatta a pezzi.......
L'ho fatta a pezzi....... di @Nicola commento di Mario Zacchi

La foto di apertura, con quella povera ruota "impiccata" Wink lasciava presagire qualcosa di buono circa l' odio e la conseguente fine del mezzo, ma il resto che segue non è dello stesso tenore e manca di un contenuto altrettanto creativo.

Ciao Smile
Berlino - high contrast
Berlino - high contrast di locao commento di Mario Zacchi

Su questo tuo lavoro mi esprimo a titolo strettamene personale.

Ad una prima occhiata (che è poi quella che dovrebbe catturare l’ attenzione) ciò che mi giunge in maniera più immediata è la sensazione di trovarmi di fronte ad una raccolta di immagini, di contenuto paesaggistico-urbano, basata essenzialmente sul filo conduttore dello stile: quello di immagini fortemente contrastate.

Secondo me però, perché il lavoro nel suo complesso acquisisca un maggior peso ci vorrebbe qualcosa di più di un escamotage stilistico ad unire le immagini, che giustamente può costituire un valore aggiunto per un lavoro di buon contenuto, nel senso che una serie di immagini ben assortite e narrative ci guadagna dall’ essere presentate in maniera coerente sotto il profilo formale.

Personalmente da un reportage mi aspetto prima di tutto la narrazione di qualcosa (un viaggio, un accadimento particolare, la descrizione di un luogo, di un popolo, di usanze e costumi …), quindi sono portato a cercare, nelle immagini e nella scansione attraverso la quale mi vengono proposte, il succo della storia; se questa diventa difficile da individuare ho la sensazione che mi venga a mancare qualcosa.

Nello specifico faccio fatica anzitutto a capire che siamo, non a Berlino, ma in Germania: in nessuna foto compare un’ insegna, un nome, un indicazione in lingua. Alcune foto poi propongono interni di edifici che non è immediato comprendere a cosa siano destinati perché manca un’ immagine introduttiva (per es. l’ esterno con l‘ insegna), mentre altre propongono esterni abbastanza anonimi, nel senso che non ci dicono molto su cosa sono, a cosa servono e dove si trovano; ci parlano solo della loro architettura.

Manca poi qualche immagine di vita quotidiana che aiuterebbe ad inquadrate meglio il luogo che si sta documentando attraverso le persone, le loro attività, le loro abitudini… l’ unica immagine proposta, in questo senso, documenta una pausa per mangiare, ma, a ben vedere, potrebbe essere stata scattata pressoché in qualsiasi luogo e non necessariamente a Berlino o comunque in Germania, perché non vi è alcun riferimento al luogo che sia chiaro e nettamente comprensibile.

In questo senso io credo che il lavoro complessivo sia un po' debole. In più non noto, tra gli scatti, qualcuno che emerga decisamente ripetto agli altri per stile e contenuto, anche se fine a se stesso. Solo 3848 si distanzia un po', ma non a sufficienza per l' imprecisione nell' inquadratura.

Ciao Smile
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