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Oggetto: [i tutorial di P4U] Tutorial Ritratto - Punto di ripresa Rispondi con citazione
Autore: ZioMauri29 :: Inviato: Mar 16 Giu, 2009 6:40 pm
All’opposto, l’inquadratura dall’alto schiaccia il soggetto, ne determina una condizione di sottomissione, sudditanza. Ma a volte può essere proprio quest’inquadratura a fornire una seduttività tutta particolare in quei ritratti dove la modella ci guarda da sotto in su, in un atteggiamento di consapevole malizia.


Un’atmosfera carica di sensualità si respira in “Special eyes” di Alessio Cadamuro, nickname: Design, (fig. 30) dove l’inquadratura dall’alto è lo strumento di una seduttività complice e consapevole. La modella non è sovrastata dal nostro sguardo, anzi, quel suo guardare da sotto in su aggiunge al ritratto quella consapevolezza della posa che accende di malizia e suggestione il ritratto, non senza una certa frizzante nota di ironia e di gioco, nel lieve sorriso appena dischiuso. Quella di “20 anni” di Gino Quattrocchi (fig. 31) è l’immagine di una bellezza vera, concreta e affascinante perchè in bilico tra un’atmosfera di delicatissima sensualità e di gioco infantile. L’inquadratura dall’alto accentua il carattere di seduttività del ritratto: Federica non è sopraffatta dal nostro punto di vista; è protagonista di questo gioco sensuale di spensierata freschezza e la sua disarmante risata pare riesplodere e caricare il ritratto di una decisa consapevolezza di sè. La composizione sa come creare un forte dinamismo strumentale allo scatto: taglio verticale che asseconda il parallelismo delle gambe e del braccio su cui fa perno l’ “apparente” rotazione del corpo. Apparente ma quasi percepita grazie alla disposizione diagonale del corpo che si combina all’inquadratura dall’alto.


Inquadratura dall’alto ed uso espressivo del grand’angolo sono in “Quella svitata di una mamma topa” di Topo Ridens (fig. 33) gli strumenti di un ritratto di coinvolgente simpatia ed umanità frizzante e sincera. L’autore ci avvicina al soggetto e ricrea le note di un’atmosfera quotidiana intrisa però di simpatia e umanità, tutta condensata nell’impagabile espressione di "mamma topa": sorriso beffardo, occhiali scivolati a scoprire gli occhi strabuzzati ed allegri, sopracciglio rialzato a sottolineare intesa ed un guizzo di curiosità


Ma tutto dipende appunto dall’universo che abbiamo di fronte. Il discorso sull’inquadratura dal basso o dall’alto assume per esempio un significato tutto particolare nel caso di ritratti di bambini o di piccoli animali. Qui la regola d’oro, a meno che non si stiano cercando effetti studiati e consapevoli, è quella di abbassare la fotocamera al loro livello. Inquadrarli dall’alto significherebbe sottolinearne un certo carattere di vulnerabilità, sovrastarli con il nostro punto di vista che rischia di dominarli e schiacciarli.



La forza di “Sofia, mamma e il fratellino” di Nasht (fig. 34) sta nell’altezza del punto di ripresa. Qui la fotocamera è molto bassa a restituirci una prospettiva radente che si fa vicina al punto di vista della piccola Sofia e che ha il potere di introdurci in questo spaccato di vita familiare con rispetto ed in punta di piedi, o, se vogliamo, facendoci tornare a nostra volta bambini. Curata la composizione all’interno del campo quadrato che sfrutta la posa ad “L” della piccola per chiudere a destra ed in basso la scena. “I fall in love too easily” di Alessandro Vicini, nickname: Ale63, (fig.35) è un ritratto capace di restituirci tutto il fascino lieve ed ingenuo dell’universo infantile. L’inquadratura alta sfiora corde sensibili del nostro immaginario enfatizzando la fragilità e la delicatezza del soggetto, che pare farsi ancora più piccolo sotto il nostro sguardo di adulti. Ma, e sta qui la forza del ritratto, c’è ironia nello scatto, tutto giocato su un equilibrio instabile tra indifesa fragilità e disarmante teatralità di attrice consumata, consapevole della forza di quello sguardo che arriva diritto al cuore.
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