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Ma cos'è lo Still Life? ...Cherasco workshop (sintesi)
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ludofox
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MessaggioInviato: Mer 23 Nov, 2005 3:03 pm    Oggetto: Ma cos'è lo Still Life? ...Cherasco workshop (sintesi) Rispondi con citazione

Vorrei riportare qui sul forum, la chiacchierata fatta a Cherasco qualche settimana fa.
Una chiacchierata sul concetto di “sintesi” nello Still Life.
Ovvero: Scardinare l’idea che Still Life significhi semplicemente la realizzazione di foto d’oggetti inanimati.
Lo Still Life richiede un progetto, una meditazione, attenzione e molta pazienza.

Cominciamo da una considerazione che potrebbe sembrare banale ma che al contrario, non lo è.
A tutti noi è capitato, quando andavamo alle Scuole Elementari, di dover realizzare dei disegni alla fine di dettati, riassunti, temi o le versioni in prosa.
Sarà capitato sicuramente di dover disegnare una casetta. La classica casetta, con la sua stradina che si “infilava” direttamente dentro l’uscio.




Il problema nasceva quando dovevamo rappresentare le finestre con il loro vetro.
Come facevamo a far capire, dal nostro disegno, la presenza del vetro?
Problema non banale né facile. Il vetro è trasparente, è impalpabile.

Lo facevamo, semplicemente, tracciando delle leggere linee oblique.




Sfido chiunque ad aver osservato, nella realtà, quelle linee obliquee sui vetri delle finestre.
Eppure quei semplici tratti, seppur del tutto innaturali, ci fanno subito pensare alla presenza del vetro.

Soffermiamoci un attimo su cosa accade.
I nostri occhi registrano quell’informazione. Il nostro cervello la analizza, la elabora e la trasforma in un “concetto”.
In sostanza, pur “leggendo” un’informazione non rispondente alla realtà, noi riusciamo, con tutta naturalezza, a “tradurla” in una realtà. In una verità.

Tempo fa, feci un intervento sul forum Nital, e qui vale la pena riportarne un paio di brani:

Lo Still Life è molto concettuale, occorre spesso fare un ragionamento che provo a sintetizzare con un esempio:
Quando si pensa ad un cavallo, non si ha nella mente l'immagine di un cavallo baio o bianco, o di qualche razza particolare. Nella nostra mente si forma un'immagine della "media" dei cavalli. Abbiamo fatto una sintesi del concetto. Abbiamo pensato al "concetto di cavallo".

Un esempio classico: Se si prova a fotografare una pentola di acciaio lucido nel suo abituale contesto lasciandola in luce ambiente o illuminandola con il flash attaccato alla macchina, si avrà una pentola nera nella quale si specchia tutta la cucina e un puntino bianco che è il nostro flash.
Nella nostra testa invece il "concetto di pentola" non è per niente così.
Noi immaginiamo una pentola di acciaio, bella lucida, con delle superfici belle bianche. Come mai?
Perchè noi facciamo la "media" di tutte le situazioni in cui abbiamo osservato una pentola. Come dire che in testa ci facciamo un “film” della pentola in tutte le posizioni possibili e la riduciamo ad una immagine fissa che diventa il "concetto di pentola".


Una dimostrazione di quanto detto sia reale, è questa:
Se osserviamo il ritratto di una persona il cui volto ci è ben noto (amico, parente) non abbiamo nessuna incertezza nel riconoscerla.
Se, al contrario, osserviamo un ritratto di una persona sconosciuta, al momento nel quale abbiamo l’occasione di vederla di persona, spesso non siamo in grado di riconoscerla. …Perché?
La conoscenza (visiva) di una persona è determinata dalla quantità di informazioni archiviate nella nostra memoria, dalla quantità delle “istantanee” che riduciamo ad un’immagine fissa. Né facciamo, in ultima analisi, una sintesi.
Una particolare “istantanea” è quindi compresa all’interno della nostra …sintesi.
Al contrario, non avviene tutto ciò se, come unico dato disponibile, abbiamo solo una particolare espressione, una particolare angolazione di ripresa, etc… Un’istantanea appunto, e non la “sintesi”.

Nello Still Life (parliamo in generale naturalmente) l’intento è quello di fotografare …l’anima dell'oggetto, che diviene soggetto.
Questo comporta un approccio mentale particolare, molto specifico.
Per inciso, questa è una ricetta che vale per qualunque genere ovviamente. Molte foto dei Maestri del Reportage sono affascinanti proprio per questo motivo.

Le prime fasi per assorbire questa mentalità sono: L’osservazione e la capacità di critica verso le proprie foto.
Si guarda qualcosa, la si fotografa, e poi, guardando la stampa, non riconosciamo più quello che avevamo visto all’interno del mirino della nostra reflex.
Dobbiamo metterci in testa che ogniqualvolta osserviamo qualcosa, in un certo senso, quest’informazione passa attraverso un’emozione, la nostra esperienza (intesa come conoscenza del mondo fisico che ci circonda) e quindi la interpretiamo. Sempre!
Quindi non stupiamoci troppo se anche la fotografia deve essere "interpretazione".


continua...


Ultima modifica effettuata da ludofox il Mer 23 Nov, 2005 6:12 pm, modificato 1 volta in totale
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ludofox
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MessaggioInviato: Mer 23 Nov, 2005 3:08 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Vorrei proporre un esempio di …interpretazione. Un tentativo di tradurre in immagini l’approccio mentale di cui fin’ora ho parlato.
Una foto semplice nella sua struttura ma per la quale, proprio perché giocata tutta sulla descrittività del soggetto, ho adottato una metodologia che vorrei descrivere.




Metodologia di lavoro:

Prima ho fotografato la bottiglia appoggiata ad un supporto per rialzarla e poter così far correre per tutta l’altezza il riflesso a sinistra sul vetro.
Se fosse stata appoggiata su un piano, ciò non sarebbe stato possibile.




Ho, poi, fotografato l’etichetta utilizzando in questo caso, ma non è la norma, un vetro davanti all’obiettivo messo a 45° in modo da poterlo utilizzare come specchio semiriflettente e poter illuminare quindi anche la parte frontale della stessa.
Questa procedura è stata necessaria per la sua particolare superficie metallizzata.




Il tappo appoggiato al piano.




continua…


Ultima modifica effettuata da ludofox il Ven 25 Nov, 2005 2:05 pm, modificato 2 volte in totale
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ludofox
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MessaggioInviato: Mer 23 Nov, 2005 3:13 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Sono, poi, andato avanti con il primo bicchiere.
Anche in questo caso, sollevato dal piano (Stesso problema della bottiglia).




E il secondo, questa volta con ghiaccio (finto naturalmente).




Poi mancavano le ombre. Eccole.

Il bicchiere.




La bottiglia.





continua
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ludofox
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MessaggioInviato: Mer 23 Nov, 2005 3:18 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Sono passato, poi, al montaggio con Photoshop.

L’assemblaggio dei due bicchieri ancora in fase di lavorazione.




E quello definitivo con le ombre.





continua…
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ludofox
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MessaggioInviato: Mer 23 Nov, 2005 3:30 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Il montaggio della bottiglia, l’etichetta e l’ombra.




E la foto definitiva che ripropongo.


Per chi fosse interessato, Nikon D100 + 80-200/2.8

Nonostante sia una foto del tutto costruita ad hoc e del tutto …innaturale, la sensazione è quella di una foto reale.
Ecco perché a noi stillaifisti spesso viene detto: “E’ solo la foto di una bottiglia, …e che sarà mai!”

Altro punto da evidenziare è la necessità di abituarsi ad analizzare ogni angolino che compone l’immagine. E questa operazione va fatta durante la sessione di ripresa naturalmente.

Il Banco Ottico o le Medio Formato danno un grosso aiuto in questo senso. La visione innaturalmente rovesciata e …staccata dalla scena inquadrata, costringe ad analizzare l’inquadratura in modo particolare.
Con l’utilizzo di una reflex invece, la cosa è un po’ più complicata.
Vediamo nel mirino ciò che vedremmo (più o meno) anche senza l’attrezzo davanti agli occhi.

Un esempio: L’orizzonte pendente lo si può notare solamente mettendolo in relazione con i margini esterni dell’inquadratura. In realtà noi vediamo l’orizzonte sempre dritto, come lo vedremmo (anzi lo interpreteremmo) dritto anche avendo la testa storta.

Abituarsi a togliersi dalla testa i formati “standard”. Il formato 4/5 o 2/3 delle carte fotografiche e delle nostre pellicole/sensori. (inevitabili convenzioni industriali, …ma non obblighi di taglio).
Progettare la foto pensando già al taglio “dedicato”

Anche in questo caso un grande aiuto è una Medio Formato 6X6 (fortunato chi la può utilizzare).
Un bel formato quadrato, entro il quale esistono tutti i formati possibili, compreso quello quadrato naturalmente.

Nell’ambito professionale, questa è una prassi normale. Viene realizzata una foto con un “margine” di abbondanza per poi “croppare” al taglio corretto.



continua…
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ludofox
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MessaggioInviato: Mer 23 Nov, 2005 3:34 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Quando disegniamo una sfera che dia la sensazione di tridimensionalità, possiamo illustrarla più o meno così:



Quindi le si dà una luce principale e il resto va in ombra.



Ma, forse, così è meglio:




Cosa abbiamo fatto?
C’è la luce principale che avevamo prima ma in più abbiamo messo un controluce dall’altro lato.

Questa modo di illuminare gli oggetto (ma parlo sempre per grandi linee generali) è quello che riesce a dare la rotondità (e quindi la dimensionalità) agli oggetti che fotografiamo, in modo più efficace.
In effetti per realizzare una cosa del genere occorre un solo punto luce e un pannello per rischiarare.

Non bisogna mai farsi prendere la mano dal set.
Poche fonti luminose (quelle necessarie).
Un errore comune di chi inizia, è quello di costruire set complicatissimi con molti punti luce.
Si parte da una luce principale, poi ci accorgiamo che manca qualcosa da qualche parte, allora si aggiunge, e poi si aggiunge ancora, etc…
Risultato: Set improponibili e decine di ombre da gestire.
Anche in questo caso, si deve arrivare alla sintesi e costruirsi un set che non sia inutilmente ridondante. “Complicato” non vuol dire necessariamente “ben fatto”.

A questo proposito, mi piace sempre ricordare un aneddoto che, seppur di tutt’altro argomento, in qualche maniera è emblematico.
In una scuola, un giorno di tanti anni fa, un bambino venne punito dal maestro.
“Vai dietro la lavagna e somma tutti i numeri da 1 a 100!”
Chiunque si aspetterebbe una sitazione del tipo: 1+2 = 3, 3+3 = 6, 6+4 = 10, 10+5 = 15, etc…
Ma il bimbo si chiamava Gauss e dopo 7 secondi sbucò fuori dalla lavagna con il risultato: 5050!
Qui interviene la creatività nel progetto.
I numeri da 1 a 100 sono formati da 50 coppie di numeri la cui somma dà come risultato 101 (1+100, 2+99, 3+98, 4+97, 5+96, ...e così via fino ad arrivare a 50+51).
L’operazione che fece, quindi, il piccolo Gauss fu: 50X101 = 5050.
Questo per dire che la creatività non si esprime solamente nella realizzazione di immagini gradevoli e ben composte, ma anche nel risolvere i problemi (pratici) nel modo più lineare e semplice.

Normalmente basta una luce o due con una serie, anche cospicua, di “compensazioni” (pannelli argentati e/o bianchi di varie dimensioni) che altro non sono che la "simulazione" dei vari riflessi che, nelle situazioni nelle quali osserviamo ciò che stiamo fotografando, si verificano a seguito di pareti, piani d’appoggio, altri oggetti vicini, etc…


Ritorna sempre il concetto di interpretazione.
Interpretare e modulare a nostro vantaggio, ciò che normalmente vediamo intorno a noi.



Insomma: Progettare.

Progetto significa fermarsi un attimo e riflettere su cosa abbiamo intenzione di fare. Che atmosfera vogliamo abbia la nostra foto, che composizione, …..
L’unica strada per abituarsi a questo approccio è osservare, prendere in mano l’oggetto/gli oggetti da fotografare e cercare di capire come si comportano nei confronti della luce.
Verificare le differenze di comportamento dei diversi materiali. Un paio di scarpe di pelle, una pentola di acciaio lucido, un oggetto di metallo satinato, hanno ovviamente bisogno di una luce “dedicata” che riesca ad esaltare le rispettive caratteristiche. Arrivare, quindi, ad una sorta di “automatismo” per capire che tipo di luce e che angolo di incidenza è il più opportuno per quello specifico oggetto.
Osservare, quindi, le foto delle Campagne Pubblicitarie e cercare di capire con quale set queste sono state realizzate.
Quest’esercizio è più facile di quello che può sembrare.
Tutti sono in grado di capire da che parte è rivolto il Sole quando osserviamo una foto di paesaggio. Lo capiamo dalla direzione e dalla lunghezza delle ombre. Oppure se il Sole è velato o meno. Lo capiamo sempre dalle ombre prodotte (dure o morbide) e dalle caratteristiche cromatiche (luce più fredda o più calda).
Stessa cosa con lo Still Life. Non c’è assolutamente nessuna differenza.



continua…
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ludofox
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MessaggioInviato: Mer 23 Nov, 2005 3:37 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Concludo con una piccola serie di foto ed i relativi schemi del set.







continua...
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ludofox
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MessaggioInviato: Mer 23 Nov, 2005 3:38 pm    Oggetto: Rispondi con citazione







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ludofox
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MessaggioInviato: Mer 23 Nov, 2005 3:39 pm    Oggetto: Rispondi con citazione







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ludofox
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MessaggioInviato: Mer 23 Nov, 2005 3:40 pm    Oggetto: Rispondi con citazione






Grazie per l'attenzione.


Ludovico Fossà

---------------------------------------

Vorrei proporre una "appendice".

Per potersi esercitare con lo Still Life, non è necessaria attrezzatura "professionale" di altissimo costo.
A tal proposito, faccio un bel "CtrlC/CtrlV" di un mio intervento, sempre proveniente dal forum Nital.

Per allestire un set potrebbero essere utili alcuni attrezzi tuttaltro che "professionali".

Bacchette di legno meglio se di sezione circolare (In qualunque centro brico).
Servono per appendere pannelli bianchi, neri, argentati, etc...

Fogli di "Poliplat" (Polistirolo accoppiato a cartoncino, si trova in colorificio) spessore da 3 a 5mm.
Utilissimo perchè leggerissimo ma molto rigido. Lo si taglia con un cutter molto facilmente.

Rotolo di alluminio da cucina con cui rivestire cartoncini (o meglio il suddetto Poliplat), per costruire pannelli e pannellini riflettenti.
Tra l'altro i fogli di alluminio sono in genere lucidi da un lato e leggermente matt dall'altro. caratteristica che dà l'opportunità di avere pannelli più morbidi.
Tra poco è Pasqua. L'interno della confezione delle uova di cioccolato, è normalmente lucida: non buttatela!
All'interno dei pacchetti di sigarette si trova un bel foglietto di stagnola. Quattro o sei di questi, stesi e incollati su un cartoncino... ed ecco un pannello particolarmente morbido.
Le torte gelato sono protette da un supporto circolare di cartone che spesso ha un lato dorato. E' un perfetto pannello... caldo. Utile per ritratti ad esempio.

Come pannelli riflettenti consiglio anche l'utilizzo di coperchietti delle vaschette alimentari in alluminio.
Si buttano le vaschette e si tengono i coperchi. Ne esistono di varie dimensioni e finzionano perfettamente.
Si possono tagliare nelle dimensioni e forme più opportune, curvandoli leggermente si ottiene una ...focalizzazione della luce riflessa.
Pochissimi euro e resa spettacolare!

Pinzette di metallo (Centri brico) per appendere, sostenere, etc...

Fogli di carta da lucido (Colorificio) meglio se almeno 50X70.
Appendendo un foglio ad una baccetta di legno con delle pinzette, si può avere un bank perfetto.

Per chi vuole/può spendere qualche eurino in più, consiglio un rotolo di "Heavy Frost" (Lee Filters n° 129) che sostituisce in modo più efficente i fogli di carta da lucido. Soprattutto per chi utilizzasse fonti di luce particolarmente potenti (800/1000W). La carta si cremerebbe.

Una confezione di costruzioni di legno (Ikea ad esemipo) fornisce una buona quantità di utilissimi supporti, spessori, rialzi, etc...


E poi. Oggetti con i quali conviviamo tutti i giorni, possono diventare i "soggetti" dei nostri Still.

Chi non ha in casa una valigia?
Un po' di "colpo d'occhio" per capire quale angolazione e quale tipo di luce e...




Oppure, chi non ha in casa una boccetta di ...veleno? Mmmmm


L'etichetta è stata realizzata per l'occasione.


O peggio ancora. Un rotolo di carta da cucina.
Eccone uno che vaga nella notte. Very Happy







Per questa serie di immagini, nessuna esclusa, è stato utilizzato un solo punto luce.




Certo, essendo lo Still Life, il mio mestiere, i miei set sono più simili a questo.


La foto è di Lorenzo Ceva Valla. Un pomeriggio mi è venuto a trovare in studio. Io ho allestito un set, lui l'ha fotografato.

Ma utilizzando materiali e attrezzatura "povera" più sopra descritta, si possono realizzare immagini comunque originali e ben fatte.
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bertos
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Località: Massa / Milano

MessaggioInviato: Mer 23 Nov, 2005 3:46 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Grande!
bel tutorial Ok! Ok!

purtroppo non so nulla di still-life, pero' il tuo post mi ha dato una serie di spunti interessanti!

_________________
BERTOS (MS/MI) - & - Nikon F80 + Nikkor 24-85mm f/3.5-4.5G AF-S
Non devi "farle una fotografia", devi amarla con la macchina fotografica in mano! Non devi "volere una bella fotografia di lei" , ma volere la sua bellezza in una fotografia! Tnx to giuliano --->>> http://www.photo4u.it/viewcomment.php?t=58672
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Claudio Ciseria
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Messaggi: 5523

MessaggioInviato: Mer 23 Nov, 2005 3:49 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Eccezionale!!!

Tenevi tu quei workshop?

Ne faresti ancora?

Grazie, anche in mp va benissimo.

A presto.

_________________
http://www.claudiociseria.it


Ultima modifica effettuata da Claudio Ciseria il Mer 23 Nov, 2005 3:59 pm, modificato 1 volta in totale
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Balza
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Località: Roma

MessaggioInviato: Mer 23 Nov, 2005 3:49 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Grandioso! Surprised Appena ho un attimo lo leggo tutto con la giusta calma e attenzione! Ok!
_________________
http://www.marcobalzarini.eu
http://www.balza.it
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Muad'Dib
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MessaggioInviato: Mer 23 Nov, 2005 3:59 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Strepitoso Ok!
Meriterebbe un memo

Enzo Very Happy

_________________
Canon eos 6D | EF 50/1.8 | EF 20-35 3,5-4,5 | EF 28-135 IS 3,5-5,6 | PHOTOSHOP: La Miniguida
Yashica FX7 | Contax 139Q | Mir 20/3,5 | ML 28/2,8 | DSB 50/1,9 | Planar 50/1,7 | ML 135/2,8 |
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Matteo77
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MessaggioInviato: Mer 23 Nov, 2005 4:09 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Un applauso

Utilissimo!!!

_________________
Solo una richiesta di commenti alla settimana:
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niomo
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MessaggioInviato: Mer 23 Nov, 2005 4:15 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Stupendo articolo,letto stamattina sul forum dei nikonisti Very Happy
_________________
CameraOscurista n° 181 CANON 5DmkIII | CANON 6D | 16-35 f2.8 | 24L II f1.4 | 35A f1.4 | 45 TS-E f2.8| 50A f1.4 | 100f2 |

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Filippo Rubin
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Località: Ferrara

MessaggioInviato: Mer 23 Nov, 2005 5:14 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Bellissimo complimenti! Ok! Ok!
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Andrea Giorgi
supporto tecnico


Iscritto: 13 Dic 2003
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Località: Pavia

MessaggioInviato: Mer 23 Nov, 2005 5:17 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

...grazie Ludovico... ovviamente "memo"... Smile
_________________
Andrea Giorgi - www.andreagiorgi.net

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matteoganora
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Iscritto: 25 Giu 2004
Messaggi: 3584
Località: Alpi

MessaggioInviato: Mer 23 Nov, 2005 5:38 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Grande Ludo, fa piacere vedere quanta passione e creatività metti nel tuo lavoro, e fa piacere vedere che ci siano ancora veri professionisti con la voglia di condividere con i "comuni mortali", segreti, consigli e spunti di sana fotografia!

Ok!

_________________
Teo
Art. 21. - "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione".(Costituzione Italiana, 1947)
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Anaki
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Iscritto: 28 Mar 2005
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Località: Napoli

MessaggioInviato: Mer 23 Nov, 2005 5:48 pm    Oggetto: Rispondi con citazione

Surprised veramente ottimo...
GRAZIE!!!
Un applauso Ok! Ave

_________________
Yashica FX-3 super 2000 - FX-3 - 28/2.8 ML; 50/1.7 ML; 135/2.8 ML - Sigma 100-200/4.5
Metz 32 MZ-3 - 45 CT-1 - Walimex WT-3570 - Meopta Axomat 4 - Opemus 5 - Canon CanoScan 4200F
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