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photo4u.it - Interviste
Le interviste di photo4u.it! - Mario Lisi "Webmin"
Vi presentiamo la quattordicesima uscita della nostra Rubrica 'Le interviste di photo4u.it': uno scambio di pensieri con persone coinvolte nel mondo fotografico, che si sono contraddistinte per meriti e sensibilità fotografica e visiva.
La nostra Redazione ha intervistato Mario Lisi, fotografo molto conosciuto qui su photo4u con il nickname Webmin, utente storico e ex staff, per aiutarci a conoscerlo meglio

Le interviste passate sono disponibili sono qui Buona lettura a tutti!




La nostra Redazione, questo mese, ha intervistato Mario Lisi, che conosciamo con il nickname Webmin. Utente storico, ex Staff, si iscrive su photo4u.it nel 2006, circa 3 anni dopo la nascita del nostro portale, quindi di fatto e' con noi da sempre. All'attivo ha piu' di 27mila post segno di una frequentazione costante nel tempo, e una gallery che sfiora le 12mila fotografie, molte delle quali sono state inserite in critica fotografica per la lettura e il commento. Nel corso degli anni la sua figura e' stata ed e' un punto fermo soprattutto della Sezione Street & Life. Abbiamo chiesto all'Autore una breve introduzione al suo mondo fotografico, con qualche nota anagrafica, oltre alle risposte ad alcune nostre domande, per poterlo conoscere ancora piu' a fondo.

Nasco a Palermo nel settembre del 1976, ma vivo in un piccolo centro della Sicilia Orientale, Militello in Val di Catania, assimilando nel tempo la variegata ricchezza d’influenze culturali che nel corso dei secoli hanno segnato la mia terra.

Terra di passaggio e dominazione nella quale anche la natura sprofonda nel mito, e il mito convive con la storia e la memoria. Una condizione d’insularità che costituisce naturalmente il tratto distintivo di noi siciliani e che si pone come metafora di una condizione esistenziale, sempre in bilico tra la sofferenza del distacco e l’aspettativa di un lieto fine, i cui risvolti si riflettono ancora oggi non solo dal punto di vista antropologico ma anche da quello simbolico e letterario.

Nelle mie immagini cerco di catturare il mondo così come lo vedo: dalla fotografia di strada alle stratificazioni visive, passando per la ritrattistica, in un percorso che mi porta a vivere il quotidiano e ad osservare con disincantata curiosità la vita nei suoi piccoli dettagli di tutti i giorni, siano essi surreali, amari o semplicemente curiosi.




Ciao Mario, di seguito le domande per te, alcune sono state pensate dalla Redazione e dallo Staff della Sezione di Street & Life, Sezione che negli anni ti ha visto molto presente, uno degli Autori piu’ visti e commentati qui su photo4u.it. Come ti sei avvicinato alla fotografia, raccontaci i tuoi inizi e la tua storia, la tua avventura nel mondo della Fotografia come si è sviluppata nel corso degli anni?

Gli inizi della mia storia fotografica coincidono per sommi capi con l’avvento del digitale il quale, oltre ad avere avuto il merito di aver introdotto una relativa democratizzazione nella comunicazione fotografica, ha offerto a molti l’opportunità di sviluppare ed approfondire al meglio sia le proprie attitudini che il personale percorso creativo, attraverso una curva d’apprendimento di sicuro meno ripida rispetto al passato
.
L’offrire a ciascuno la possibilità di poter seguire il flusso del processo fotografico, dalla previsualizzazione della scena sino ad arrivare alla stampa, passando per la profilatura del colore e l’editing in camera chiara, mi ha permesso di assimilare al meglio sia le sfumature relative all’uso del mezzo tecnico che le potenzialità creative ad esso correlate, facendo sì che ad un certo punto il mezzo stesso andasse quasi a scomparire lasciando il campo solo e soltanto alle idee.

In fin dei conti l’attrezzatura è solo un mezzo, interessante quanto si vuole ma che non può mai rappresentare il perno attorno al quale far ruotare la propria passione: altrimenti si raggiunge presto quella che è nota come paralisi creativa per eccesso di perfezionismo.

Le tue foto raccontano il mondo che ti circonda e che vivi, costantemente alla ricerca dell’attimo da fotografare, della situazione interessante, del momento Street. Raccontaci il tuo approccio alla Fotografia Street e qualche aneddoto, se puoi svelaci qualche “trucco del mestiere”, raccontandoci il tuo modo di agire, la tua conoscenza e l’attrezzatura fotografica che prediligi.

La fotografia di strada, come ho avuto modo di scrivere in passato anche su queste pagine, non è mai assolutamente giusta o sbagliata perché, se sincera, non rappresenta altro che il riflesso autobiografico di un autore ed in quanto tale può ovviamente piacere o meno, se incontra i gusti del suo pubblico.

Fatta questa premessa, credo si possa affermare che non esistano “regole assolute” e valide per ogni circostanza, ma parlerei piuttosto di un approccio di metodo che si caratterizza per la predisposizione all’ascolto dell’ambiente che ci circonda, magari camminando più lentamente di quanto di solito si faccia o andando a silenziare tutto ciò che può essere fonte di distrazione, sia esso uno Smartphone o soltanto le tante preoccupazioni di ogni giorno: perché il confine tra opportunità ed occasione sprecata è sempre molto labile.

Nonostante, in astratto, esista la possibilità che si possa avere la facoltà di attingere ad una smisurata conoscenza o possedere tutta l’attrezzatura fotografica disponibile in commercio, non si potrà tuttavia mai fotografare ciò che non si vede ed il vedere richiede più cuore che intelletto.

La fotografia di strada non richiede, e questo la rende spiccatamente democratica, l’uso di una particolare attrezzatura fotografica: dallo Smartphone alla reflex ogni strumento può andare bene, a patto però che la sua “gestione” non impegni il fotografo in astrusi virtuosismi tecnici, che andando a diventare prevalenti nell’impiego delle risorse mentali finiscono per offuscarne la vista.

Meglio prediligere qualcosa che sia semplice e leggero, dovendolo portare spesso al seguito, con una discreta qualità di ripresa ma senza star lì ad analizzare il dettaglio, perché in fondo ciò che conta è l’idea e la sua visione d’insieme.

Durante le mie passeggiate fotografiche non mi pongo mai alcuna particolare aspettativa e soprattutto cerco di abbracciare serenamente l’eventuale fallimento, perché ritengo che quest’ultimo sia forse il momento cardine di ogni percorso creativo.

La cultura occidentale pone il suo accento sulla sopraffazione dell'avversario, sia esso reale o astratto, quale cardine di ogni dinamica, rendendo concretamente inaccettabile ed insormontabile l’idea stessa di sconfitta.

O meglio, l'accettazione di ciò che essa rappresenta, ossia un percorso di transizione, che di contro nella cultura orientale viene percepito come il momento della forgiatura della lama e non della sua rottura: ciò che non uccide, fortifica.

L’attrezzatura che di solito porto con me, sin da quando nel 2015 ho iniziato a praticare con più dedizione la fotografia di strada, è una Mirrorless Fuji (XT10), sulla quale uso un’ottica vintage Zeiss a fuoco manuale (Carl Zeiss Distagon T* 35 mm f/2.8), prediligendone, quando possibile, l’uso in iperfocale allo scopo di ridurre al minino il tempo necessario ad effettuare lo scatto.

L’uso di questa attrezzatura garantisce, per il mio modo di approcciare i soggetti delle mie riprese, sia il necessario grado di discrezione che l’adeguato livello di qualità fotografica, offrendomi al contempo, mancando in essa sostanziali alternative in termini di focale ed illuminazione, un stimolo costante da un punto di vista creativo a sperimentare sempre soluzioni alternative.

I progetti fotografici che hai portato avanti nel corso del tempo, quelli presenti e quelli futuri, uno sguardo al tuo modo di fotografare e di intendere la fotografia attraverso i tuoi lavori. Ci sono temi che prediligi particolarmente? Come pianifichi un progetto fotografico? Progetti a media, lunga scadenza o improvvisi? Quanto sono importanti le idee originali?

Nell’ambito della fotografia di strada non sento d’avere dei temi prediletti, piuttosto lascio che l’istinto, attingendo a quello che offre la vita, faccia liberamente il suo corso in una sorta di “stream of consciousness”, approccio caro alla narrativa di James Joyce.

Solo nel tempo, il naturale accostarsi dei diversi frammenti affini tra loro, mi svela in modo progressivamente sempre più nitido il tema di una eventuale serie. A questo punto è esso stesso a dettarne, più che la pianificazione degli scatti, l’approccio metodologico il quale non può che variare di volta in volta ma sempre dispiegandosi nel medio o lungo periodo.

The ghost of Tom Joad,



risalente al 2015, che ha raccontato il distacco e l'assuefazione che noi "comuni" abbiamo sviluppato nei confronti dei nostri simili e dei segni della loro calvario ed il più recente #followthehat ,



dello scorso anno, il quale prendeva le mosse dalla percezione che sia sempre possibile cogliere almeno due verità, una palese e palpabile ed una invece celata ed intangibile, nel continuo susseguirsi di luci ed ombre, ne rappresentano due chiari esempi.

Francamente ritenere che in fotografia, a distanza di quasi due secoli della sua nascita, possa esistere un idea totalmente originale è forse pretenzioso: meglio, con umiltà, prendere atto che siamo “Nani sulle spalle dei giganti”.

La tua Catania e’ spesso raccontata in molteplici modi visivi dalle tue proposte, raccontaci qualcosa in piu’ di questa stupenda città con le sue bellezze e le sue contraddizioni, pregi e difetti di una delle città piu’ belle della Sicilia.

Catania non è sono solo un museo a cielo aperto, ma oramai come ogni metropoli contemporanea racchiude in se stessa tutte le contraddizioni e gli aspetti peculiari di questo tempo.
Immigrati, famiglie ristrette che stentano a sbarcare il lunario, anziani in condizioni di solitudine ma anche moltissimi giovani che ne percorrono le strade. Per fortuna Catania non è solo questo: è soprattutto una città generosa perché può regalare tanto.

Giuseppe Fava, giornalista ucciso il 5 gennaio 1984 da Cosa nostra, scriveva:

“Io amo questa città con un rapporto sentimentale preciso: quello che può avere un uomo che si è innamorato perdutamente di una puttana, e non può farci niente, è volgare, sporca, traditrice, si concede per denaro a chicchessia, è oscena, menzognera, volgare, prepotente, e però è anche ridente, allegra, violenta, conosce tutti i trucchi e i vizi dell’amore e glieli fa assaporare, poi scappa subito via con un altro; egli dovrebbe prenderla mille volte a calci in faccia, sputarle addosso “al diavolo, zoccola!”, ma il solo pensiero di abbandonarla gli riempie l’animo di oscurità”.

Sei molto presente sul web, alla fine dell’intervista sono presenti i link a tutte le tue pagine, Internet e in particolare i social network sono un opportunità o un pericolo per la fotografia? Come vivi questa continua condivisione dei tuoi lavori con il mondo virtuale? I gruppi fotografici sul Social network per eccellenza, ovvero Facebook, come ti sembrano in relazione ai tradizionali forum, tra cui il nostro photo4u? Ci possono essere analogie o solo differenze? Quali?

La rete rappresenta una miniera incommensurabile da cui attingere ispirazione, a patto però di conoscerne e comprenderne le logiche. Per sommi capi, ovunque venga offerto libero spazio per la pubblicazione di contenuti, in linea generale, si diventa il prodotto stesso di quella piattaforma senza che questo apporti un qualche beneficio agli autori.

In tal senso i vari portali promozionali e soprattutto Facebook, con i suoi gruppi fotografici, ne sono un chiaro esempio: mere vetrine in cui dare sfogo alla propria vanità senza possibilità alcuna di crescita fotografica e confronto costruttivo con altri autori.

I forum, come photo4u, li considero invece come una trasposizione virtuale di quello che hanno rappresentato, anche per pregi e limiti, i circoli fotografici: vere palestre formative, nelle quali è sempre possibile confrontarsi in maniera didattica e costruttiva.

Quanto sono importanti per te e per la tua crescita i continui premi, riconoscimenti, attestati che ricevi sul web e non solo? Su photo4u.it nel corso degli anni hai avuto ben 37 foto come Foto della Settimana e 32 foto come Vetrina Mensile. Cosa significa per te questo costante riconoscimento meritorio che ti viene attribuito? Come lo valuti? Che significato gli dai?

Gli attestati di stima raccolti nel tempo, ma ancor più le sincere critiche ricevute, hanno rappresentato, nel bene e nel male, la via migliore per prendere consapevolezza delle potenzialità espressive del lavoro svolto e soprattutto un incoraggiamento ad andare avanti sulla strada della sperimentazione e della ricerca creativa.

Alcune domande direttamente dallo Staff Street & Life, nella persona di Lodovico

I fotografi autorevoli del genere Street sono stati e sono oggi davvero molti. Ti faccio due nomi: Fan Ho, precursore antesignano del genere con un approccio lirico e HCB, colui che forse più di tutti ha codificato e dato un'impronta alla Street. Fra i due chi è maggiormente nelle tue corde?

La fotografia di strada traendo spunto unicamente dal quotidiano vive di contemporaneità, per cui per presupposti stilistici ed iconografici, pur ammirando l’approccio lirico di Fan Ho e l’eleganza stilistica di HBC, sento più prossimi al mio percorso fotografico autori contemporanei come Richard Bram, Oliver Kühnel, Nils Jorgensen, David Gibson o Matt Stuart.

In base alla tua esperienza quali consigli potresti dare ad un neofita che si accosta alla Street?

Ad un neofita che si accosta alla Street suggerirei:

a) da un punto di vista metodologico di approcciare la strada con naturale empatia, scevra da ogni preconcetto, mirando solo ad esprimere sinceramente la propria unicità cercando al contempo di affinare la propria capacità di osservazione andando ad attingere al lavoro di quanti ci hanno preceduto: non allo scopo di riproporne pedissequamente il percorso, ma piuttosto al fine di predisporre l’occhio e l’animo a cogliere quella rara convergenza di circostanze da cui può originarsi una scena interessante;

b) da un punto di vista operativo un buon consiglio potrebbe essere quello di non affrettare il momento dello scatto liquidando rapidamente la ripresa, ma piuttosto di “lavorare” sulle scene potenzialmente interessanti alla ricerca dell’istante decisivo.

A tal proposito credo sia il caso d'aprire una piccola parentesi sulla "mitizzazione" dell'istante decisivo, teorizzata da Henri Cartier-Bresson, tra l'altro in età avanzata, ma troppo spesso frettolosamente mal interpretata dai semplici amatori del genere.

Prendiamo ad esempio questa, universalmente riconosciuta, tra le immagini più iconiche di Henri Cartier-Bresson.



Cosa pensare a riguardo? Si tratta di un istante unico, estrapolato dal flusso degli eventi con un singolo scatto o piuttosto un fotogramma estratto da un flusso di lavoro più articolato, in un contesto in cui l'autore aveva percepito le potenzialità del divenire degli eventi?

Basta sfogliare l'opera "Magnum. La scelta della foto" - edito da Contrasto, per svelare l'arcano.

http://www.contrastobooks.com/product_info.php?products_id=360



La quasi totalità degli addetti ai lavori, quasi a voler custodire un segreto, tende a condividere solo un unico scatto, "selezionato a posteriori", di ogni sessione per sostenere la chimera del momento decisivo, ma chi veramente pratica il genere, dopo averne approfondito la storia e la metodica, non può che sorridere di queste false credenze popolari.

Credo, infine, non vada intesa la trasparenza nel divulgare i trucchi del mestiere, svelandone i retroscena di ogni sessione, quale elemento sminuente il valore intrinseco di ogni singolo scatto poi selezionato: perché il punto non è il metodo di lavoro, a questo punto ben chiaro, ma la capacità d’intuire sul campo il divenire delle circostanze: predisposizione senza la quale, si può star certi, si potrebbero passare anche settimane intere in un luogo senza cavarne nulla di buono.

Concludo, segnalando un ulteriore link, in cui si affrontano in modo sicuramente più articolato e competente questi argomenti:

http://smargiassi-michele.blogautore.repubblica.it/2012/01/11/chi-ha-paura-di-hcb/comment-page-1/

Quanto incide su di te il dubbio che la tua foto possa non esser compresa ? Ti fai condizionare da questo ?

Il dubbio che una mia foto possa non venir compresa incide relativamente poco, principalmente perché non di rado preferisco ritrarre scene a contenuto “aperto”, che in quanto tali lascino lo spettatore libero di interpretarne i contenuti.

Piuttosto invece evito di editare il contenuto di una eventuale sessione di scatto in tempi troppo prossimi alla ripresa allo scopo di agevolare una sorta di disconnessione emotiva dall’esperienza sul campo e poter quindi valutare in modo più oggettivo l’esatto valore di uno scatto.

Quanto "investi" sullo studio della location e sull'attesa del fatidico momento giusto ?

Agli inizi dedicavo più tempo allo studio di una eventuale location, sia in termini di esposizione che di elementi ”concorrenti” allo scopo, come è possibile andare a rivedere in questi esempi:

1 e 2

a tutt’oggi preferisco invece non soffermarmi più di tanto, dal momento che è decisamente più appagante cogliere l’elemento candid in tempo reale che andare a pianificare il tutto in modo troppo razionale.

C'è una bimba che prende a calci una lattina, la lattina va a sbattere contro un' anziana signora che rischia di cadere. Quale pdr preferiresti avere: dietro la bambina o davanti all'anziana Signora ?

Se la lattina ha oramai raggiunto la signora poco importa chi l’abbia calciata, per cui potendo scegliere preferirei un qualunque punto di ripresa prossimo all’anziana signora il cui comportamento è tutto in divenire e quindi decisamente più interessante rispetto l’azione già conclusa dalla bambina.

Credi di aver raggiunto un tuo stile fotografico o lo stai ancora cercando ?

L’acquisizione di un personale stile fotografico ritengo passi anche per l’acquisizione di certa una riconoscibilità da parte del pubblico, che si acquisisce non soltanto attraverso l’omogeneità dei temi trattati ma anche tramite una certa coerenza nella struttura formale di uno portfolio.

A tal proposito, il cogliere il suggerimento di Eric Kim, di ricorrere ad una sola accoppiata tecnica ed a soltanto due preset per la profilatura del colore tra quelli presenti nella suite VSCO, rispettivamente uno per il colore ed un altro per il bianco e nero, credo abbiano contribuito in modo sostanziale al raggiungimento di questo scopo.

Oltre la fotografia hai altre passioni? Parlaci di qualcosa che non ha a che fare direttamente con la nostra comune passione per conoscerti un po’ meglio

Le mie passioni che, insieme alla fotografia, concorrono a costituire una sorta di camera di compensazione in cui andare stemperare certe brutture del quotidiano vivere sono principalmente la lettura, prevalentemente di saggistica e romanzi, e lo sport a contatto con la natura per lo più pedalando con una mountain bike per le colline della Sicilia

Per finire un pensiero sul nostro amato photo4u.it, sei con noi dal 2006, in pratica dall’inizio, visto che siamo online dal 2003. Sei stato anche membro dello staff per un periodo, e con oltre 27mila commenti e ben 11mila foto nella gallery (non tutte a commento ovviamente) sei uno degli utenti storici e di maggior peso della nostra community.

Ti ricordi come hai conosciuto photo4u? Raccontaci qualche ricordo, qualche utente che ti ha colpito, se frequenti ancora qualcuno conosciuto qui su p4u, pregi e difetti della community, qualche consiglio che ci possa aiutare a migliorare.


Sono approdato su photo4u.it, come tanti, andando alla ricerca sul web di qualche suggerimento che mi consentisse di arricchire la mia cultura fotografica in senso più ampio ed approfondire la tecnica, considerando che all’epoca affiancavo alle reflex a pellicola, EOS 5 ed EOS 33, una EOS 300D.

Nel corso di questi anni ho avuto modo di apprezzare le tante occasioni di confronto e crescita culturale, non solo fotografica, che la partecipazione a questa comunità dei tanti autori di rilievo ha saputo garantire nel tempo e che ha rappresentato per me un importante palestra formativa sia per ricchezza di contenuti che per franchezza del confronto.

La mia partecipazione alla gestione della comunità, come membro dello staff, mi ha permesso di approfondire il rapporto personale con tanti di voi e se ciascuno è il frutto dello specifico percorso formativo che ha affrontato non posso che essere grato a quanti nel tempo mi hanno offerto il loro sincero riscontro.

In rigoroso ordine alfabetico colgo l’occasione di ringraziare: Vittorio Baudoni, Diego Campanelli, Salvatore Carrozzini, Salvatore Gallo, Franco Milanese, Massimo Passalacqua, Sisto Perina, Mauro Quirini, Liliana Ranalletta, Susanna Rossi e Mario Zacchi.


Per finire oltre ad ammirare la tua gallery qui su photo4u: LINK

Ti chiediamo di scegliere alcune foto a cui sei più affezionato che hai postato nel tempo qui su p4u e magari scrivere una breve descrizione a corredo.





Uno sguardo indiscreto, in una calda giornata d’agosto nel centro storico di Catania,
sul quieto incedere, ambito nel quale anche a dispetto del tempo
che scorre inesorabile riemergono prepotenti alla memoria antiche abitudini

Link Foto su p4u


Buonaluce ha scritto:
generosissima street scattata in un improbabile territorio ai confini tra il Vietnam e la Via Etnea.
incredibile, amici, questa è una super-foto !!! Un applauso Un applauso Un applauso


ankelitonero ha scritto:
Splendida!
Prima la si ammira nel suo insieme, poi si vanno a scorgere tutti quei dettagli adorabili, i piedini che si intravedono dalla plastica nel fondo della bagnarola, le tubazioni a destra che sembrano riprendere l'incrocio delle aste delle scope, delle palette...
Preferisco il tuo b/n a quello proposto da Rex, perché le alte luci nella tua versione si mostrano meno brillanti...


perozzi ha scritto:
Questa è una di quelle fuori quota, splendido il soggetto in un contesto da guardare, con un bn che valorizza il tutto.



Luca73photo ha scritto:
magnifica street!!!!
in un solo scatto c'è davvero tutto
complimenti
preferita



Il curioso gioco di riflessi su di una parete di pietra lavica,
che offre il pretesto per dar vita ad una chimera.

Link Foto su p4u


Gianluca Riefolo ha scritto:
La street ce l'hai nel sangue. Una delle foto più belle viste in questo portale


AarnMunro ha scritto:
Ecco un altro esempio di Street.


Clara Ravaglia ha scritto:
Mi esprimo laconicamente, per una volta! Un applauso
Ciao Clara Smile



Luci ed ombre che accompagnano il solitario
incedere dell’uomo comune..

Link Foto su p4u


mukkapazza ha scritto:
Favolosa, in tutto!!

Un applauso per aver fatto di una situazione ordinaria un romanzo.

E' un'immagine che fa cavalcare la fantasia: siamo a San Francisco, vero? E lui è un ispettore che sta indagando su un omicidio efferato, vero? E' notte, sua moglie è in ciabatte a casa che combatte con i bambini e la vita non va come lei vorrebbe, vero? ...

Bravo

Roberto


RiccardoC. ha scritto:
L'uomo che non c'era..... Stupenda! Vetrina strameritata


Gianluca Riefolo ha scritto:
Cupezza e senso di solitudine, questo è quello che mi trasmette. Una foto intelligente , sembra di entrare nella scena in punta di piedi , con discrezione/riservatezza. Ottimo pdr dove il b/n gioca un ruolo fondamentale (con i bianchi ottimamente distribuiti nei punti cardine) nalle riuscita della stessa. Complimenti
Un applauso


Massimo Passalacqua ha scritto:
Riconoscimento meritatissimo, complimenti! Heineken? Un applauso Ok!



Sogno e realtà di tutti i giorni che si specchiano e
stridendo si scontrano.

Link Foto su p4u


cheroz ha scritto:
una grande fotografia.... !!


perozzi ha scritto:
Sempre ricche di significato le tue foto. Un applauso


Sisto Perina ha scritto:
Come ti dissi in altri "lidi": "questa è street"
Tante volte sbuffo quando vedo proposte (anche tue Mario Smile ) che giocano spesso con cartelloni pubblicitari ricavandone quelle che io chiamo "street facili" ma qui ci si trova davanti ad una storia di lettura immediata, ad una interpretazione univoca e, soprendentemente, "agrodolce" nel suo presentare due facce così vicine e diverse della vita.
La pillola da farti ingoiare qui è solo la mia ostinata battaglia per il colore, ma mi inchino al risultato che va al di là di una mera scelta di cromie

ciaoo


robocop ha scritto:
beh questa è una gran foto, con anche il bambino che ti guarda e il cane in quella posizione sottomessa e la madre che va avanti imperterrita, sembra una di quelle foto d'autore che si vedono sui libri di fotografia
unica cosa il bianco e nero che lo avrei preferito più "normale"
anche a colori è bella ma per me meglio il bn
very much compliments


Gianluca Riefolo ha scritto:
Eh si come ha letto e bene essedi il prima e il dopo.
La gioia e la spensieratezza dell'unione conclusasi con il giorno più bello della propria vita...quei momenti felici e ricchi di gioia collimano e fanno a cazzotti con la stridente reatà odierna l' abbandono (delusione amorosa) o probabile perdita (lutto).
Con intelligenza ci proietti e ci fai riflettere su un'amara realtà della vita.
Una street d'autore, mi inchino Ave Ave Ave

P.S. La dimostrazione che la street si può ancora imparare grazie a persone come te con elevata tecnica, occhio fotografico sopraffino e mente intelligente per un'immediata lettura della scena con conseguente cattura digitale.
GRANDE MARIO Ok!


Ugolino Conte ha scritto:
Una discreta non celata invidia per chi ritiene tuttora meritevole di attenzione il classico (marcio?) motivo narrativo della fotografia di strada > abbino cartellone al passante. A crederci ancora qualcosa di buono vien fuori, evidentemente.

Tra le più riuscite degli ultimi tempi (già il solo fatto che non l'abbia richiusa dopo 10 secondi è un buon segno Very Happy ) e quindi bravo

Eppure mi piace pensare che si possa andare altrove ...



A dispetto di una certa spinta all’omologazione estetica
talvolta giunge un brusco risveglio.

Link Foto su p4u


Perretta Giuseppe ha scritto:
Ottima Mario, complimenti.
Ciao


Bruno1986 ha scritto:
E la postura dell'uomo, col suo addome un po' prominente, sembra quasi intenta a schivare l'arnese. Very Happy Very Happy


ankelitonero ha scritto:
L'interazione tra il passante e il/la cartellone/vetrina è un'operazione ricorrente nella street. Poteva bastare il contrasto della diversa corporatura dell'individuo reale con gli atletici soggetti bidimensionali, ma l'autore non si è fermato qui. Ha osato di più, ha ricercato dell'altro e ci è riuscito, congelando il signore in un preciso punto della scena.



L’entropia del gioco di un bambino che si trasforma in armonia visiva.

Link Foto su p4u


Perretta Giuseppe ha scritto:
Notevole, davvero notevole!! Preferita
Ciao


littlefà ha scritto:
Da applausi! Grande tempismo. Davvero bravo Ciao


Bruno1986 ha scritto:
Eccellente! Tempismo eccezionale. Ciao


ankelitonero ha scritto:
Ottimo il momento, ottima la composizione.
Pare che il bambolotto stia volando ed il ragazzino sia pronto anche lui a decollare. Ok!



A buon intenditor poche parole…

Link Foto su p4u


essedi ha scritto:
Straordinario il momento colto,complimenti! Ciao


ankelitonero ha scritto:
Oltre a cogliere il momento, sei stato bravo anche nella cura della composizione.
Il rimando cromatico del rosa(la maglia della bimba e lo sfondo del cartellone ) non è da poco ed amplifica il dialogo tra i due soggetti.


lodovico ha scritto:
Si vede che hai la "Street" nel sangue!
Nelle tue foto si respira l'attimo fuggente, il momento irripetibile da cogliere, l'attimo che qualcuno ha giustamente definito decisivo!
Il prezzo da pagare spesso è una foto non perfetta, sporca, lontana anni luce dagli stilemi della moda digitale... dove tutto si può o... s'aggiusta!
Però la vita, come la foto di strada, quasi mai è perfetta!
E l'amiamo, la vita e la Street, proprio perché è tale.
Perché ci sorprende, ci ammalia con la sua imperfezione, con il suo carico di verità... di Vita! Ok!

Un saluto e mille ancora di queste foto.




Ringraziando Mario "Webmin" Lisi per la disponibilità e cortesia, lasciamo qui di seguito i link utili per conoscerlo al meglio, alla prossima intervista!

https://www.facebook.com/mario.lisi.7798
https://www.instagram.com/mario.lisi/


by GiovanniQ/Redazione photo4u.it
Autore: BIANCOENERO - Inviato: Ven 23 Mar, 2018 11:19 pm
Una bellissima intervista ad un grande "streettarolo" (si può dire?) doc del nostro sito.
Tanto bella e interessante da volerla leggere due volte.
C'è davvero tanto in questa intervista.
Bravo Mario Wink
Autore: Laki85 - Inviato: Ven 23 Mar, 2018 11:48 pm
Piacevolissima lettura per un autore cui va la mia massima stima! Wink
Autore: lodovico - Inviato: Sab 24 Mar, 2018 12:53 am
Grazie di cuore Mario per questa tua "confessione" di piccoli e grandi segreti che spero possano far appassionare al genere tanti nostri utenti! Un applauso Un applauso Un applauso Un applauso Un applauso Un applauso
Autore: Mauroq - Inviato: Sab 24 Mar, 2018 10:58 am
Ciao Mario Ciao
Autore: gattapilar - Inviato: Sab 24 Mar, 2018 3:38 pm
Grazie Mario per la bella intervista e per le tue foto che sono sempre state per me, e sono tutt'ora, fonte di interesse e di ammirazione.
Marisa
Autore: Bruno1986 - Inviato: Sab 24 Mar, 2018 6:48 pm
Bellissima intervista ad un autore che stimo particolarmente. Un maestro, un modello e una costante miniera di spunti per approcciare la Street.
Ciao
Autore: Webmin - Inviato: Lun 26 Mar, 2018 10:17 am
... un sentito ringraziamento allo Staff, ed in particolare a Giovanni, per questa interessante chiacchierata ed a tutti voi che si siete soffermati per la lettura ed anche per un commento. Ciao

Webmin

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